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Fattura elettronica, il Garante privacy intima ad Agenzia delle entrate di cambiarla

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garante privacy fatturaIl sistema , secondo il Garante privacy, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”. In altre parole, espone i dati trasmessi dai contribuenti italiani ad un rischio di uso improprio da parte di terzi.

Il sistema viola la normativa italiana ed europea sulla privacy in quanto viene trasmessa la fattura completa con una “sproporzionata raccolta di informazioni” sui beni e servizi, prestazioni sanitarie e legali dei contribuenti, con “mancata cifratura della fattura elettronica” stessa.

Il Fisco italiano deve adeguare il sistema della fattura elettronica ed è possibile il rinvio dell’obbligo di fatturazione elettronica, oggetto già di emendamenti al Decreto Fiscale.

Il Garante privacy ha inoltre sottolineato la mancata consultazione da parte dell'Agenzia delle Entrate nella progettazione del sistema. Un sistema definito "potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito".

Secondo il Garante, vi è una "sproporzionata raccolta di informazioni", in primis la trasmissione e acquisizione della fattura vera e propria e non i soli dati contabili. Ciò comporta una trasmissione rischiosa di dati afferenti i beni e servizi acquistati dai contribuenti, nonché alcune informazioni sulla regolarità dei pagamenti dei contribuenti. E addirittura la descrizione di prestazioni sanitarie e legali. Ciò ha costretto il Garante privacy a chiedere una profonda revisione del sistema. Non solo, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul proprio portale tutte le fatture in formato digitale senza possibilità di scelta da parte del contribuente.

Criticità sono state segnalate anche sul ruolo degli intermediari delegabili e sui profili di sicurezza per la mancata cifratura della fattura elettronica, con l’utilizzo della PEC per scambio delle fatture che fa emergere problemi in materia privacy sulla memorizzazione sui server di posta elettronica.

Il comunicato del Garante della privacy, riportato alla fine dell'articolo, mette in serio dubbio l'avvio della fatturazione elettronica, obbligatoria dal 1 gennaio 2019. L'Agenzia delle Entrate deve adeguare tutto il sistema di trasmissione, conservazione e gestione della fatturazione elettronica al quadro normativo italiano ed europeo riguardo il trattamento dei dati.

Gli interventi richiesti dal Garante Privacy per adeguare il sistema alla normativa italiana ed europea in materia di trattamento dei dati comportano la necessità di un lasso di tempo per l'adeguamento da parte dell'Agenzia delle Entrate. Alcune criticità segnalate sono risolvibili rapidamente (si pensi all'oscuramento dei campi nell'xml) ma altre problematiche potrebbero suggerire o favorire una proroga del lancio della fatturazione elettronica, visto che siamo a poco meno di due mesi dall'obbligatorietà.

Di seguito pubblichiamo in forma integrale il comunicato del Garante privacy

Il Garante privacy all’Agenzia delle entrate: la fatturazione elettronica va cambiata

I trattamenti di dati previsti dal 1 gennaio 2019 possono violare la normativa sulla protezione dei dati. Sproporzionata raccolta di informazioni e rischi di usi impropri da parte di terzi

Il Garante per la protezione dei dati personali ha avvertito l’Agenzia delle entrate che il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, così come è stato regolato dall’Agenzia delle entrate, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”. Per questo motivo ha chiesto all’Agenzia di far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica [doc. web n. 9059949].

E’ la prima volta che il Garante esercita il nuovo potere correttivo di avvertimento, attribuito dal Regolamento europeo, attraverso un provvedimento adottato anche a seguito di alcuni reclami. 

Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica – esteso a partire dal 1 gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori – presenta, secondo il Garante, un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito.

Entrando nel merito del nuovo sistema di e-fatturazione il Garante ha rilevato una serie di criticità.

In primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali.

Altre criticità derivano dalla scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal legislatore.

Ulteriori problemi pone il ruolo assunto dagli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, alcuni dei quali operano anche nei confronti di una moltitudine di imprese, accentrando enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici.

Anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano criticità per quanto riguarda i profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica, tanto più considerato l’utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di posta elettronica.

Una preventiva consultazione dell’Autorità, peraltro stabilita dal previgente Codice privacy e dal nuovo Regolamento Ue, avrebbe potuto assicurare fin dalla progettazione l’avvio del nuovo sistema con modalità e garanzie rispettose della protezione dei dati personali, introducendo misure tecnico organizzative adeguate in tutta la filiera del trattamento dei dati personali per la fatturazione elettronica.    

Il provvedimento del Garante è stato inviato anche al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze per le valutazioni di competenza.

Commenti (10)
  • Anonimo

    E adesso chi glielo dice a Massimo ip???

  • Massimo IP  - hai detto proprio bene!

    ... questa notizia l'avevo già letta sul sito agendadigitale.eu... il garante privacy ha fatto più danni della grandine in questi ultimi 10 anni....che cagata! tutto l'insieme... io mi sono anche rotto i "gabasisi" con tutte queste storie.,... alla fine farò pagare il tempo che perderò a redigere il documento... e se a qualcuno non gli starà bene può andare a rifornirsi altrove... per la cronaca: alle carte aziendali addebito le commissioni come spese d'incasso, perfettamente lecito essendo norma "europea" ...

  • Massimo IP

    ... è perfettamente inutile il pollice verso,,, la e-fattura così concepita è e saranno solo costi...costi...costi...costi e nient'altro che costi,,, come le carte credito; è bene che la gente si "frughi" in tasca come da anni stiamo facendo tutti noi... a meno che i sindacati un giorno (mai) ci faranno ottenere 100 euro a kl.... a proposito: il garante si preoccupa tanto del servizio di conservazione dell'agenzia ma quanti di voi hanno a disposizione "in azienda" le fatture emesse dalle varie app in automatico? scommetto ben pochi o addirittura nessuno... come quelle cartacee dovremmo avere i file in sede a disposizione... e non mi dite che sono nella pec perché se non avete attivato la conservazione (pagando) anche li non le troverete in quanto per "norma" i provider non sono tenuti a conservare le email...

  • Anonimo

    Sindacalisti battete un colpo se ci siete

  • pippo

    Mancano 40 gg all avvio della e merd fattura e ancora non si sa se partira' e come sara' non sono accordo nemmeno tra di lora
    In Francia per molto meno stanno facendo un casino della madonna ,non servirà ,ma almeno ci provano .
    Da noi ,ci possono anche pisciare addosso che nemmeno quelli che ci devono tutelare lo fanno ,anzi se stanno fermi fanno meno danni
    Dopo aver visto report di ieri sera sul contrabbando e sentendo dire che la e merd fatt risolverà il problema ,mi sono chiesto ,ma questi signori vivono in Italia o sono marziani ,pensare di affrontare il problema con la fatt è da IDIOTI .Potevate chiedere 200 € di contributo a tutte le partite iva ,circa 20 milioni e saremmo stati tutti piu contenti avreste portato a casa subito 4 miliardi senza rompere le palle a nessuno
    Spero che la rivolta arrivi presto ma non con i bastoni
    In ogni caso la prossima volta che si vota ricordatevi della e ,merd fattura

  • max

    certo che il garante poteva intervenire un po prima no?non si puo' sollevare tutti questi problemi quando ormai manca un mese all'introduzione di questa trovata..io mi chiedo ma tra fatture elettoniche e moduli privacy chi ci sta sul piazzale a lavorare?e mica mi tocchera' pagare pure la segretaria?

  • Alex

    Pagare questi grandi dirigenti per partorire queste inutili sfarzoserie a danno di un popolo di contribuenti già tenuto al osso,
    credo sia da irresponsabili.
    Il Gestore, si limita a considerare i suoi spazi è va bene,
    loro guardano oltre, come i parrucchieri, i ristoratori, i medici dove credono di poter recuperare quello che non sono mai riusciti a recuperare.
    Il problema sarà che quando tutto questo genererà altri costi che oramai sono insopportabili per il commercio,
    di conseguenza anche chi è onesto sarà costretto ad evadere per non aggiungere altri costi .
    Il sistri che fine ha fatto ???
    E' scomparso !!!!
    Però ????
    E' rimasto il costo per il Gestore che deve allattare i polmoni della politica come il CAF, il CNA ecc,ecc per generare un CUD su un prodotto che vendono in tanti, ma noi dobbiamo pagare lo smaltimento e fare la dichiarazione dello smaltimento.
    Morale.
    Il Gestore ha diminuito le vendite,
    il suo prezzo è fuori mercato,
    il CUD e lo smaltimento come rifiuto speciale lo deve fare una volta l'anno anche per una sola latta,
    i centri commerciali vendono lubrificanti e noi raccogliamo latte nel piazzale.
    Il resto lo sapete fate il mio stesso lavoro.

  • Kazunori

    Qui a ciarlare per la fattura elettronica ( che dovrebbe eliminare l'evasione ) ma avete visto Report ieri sera :upset :upset :upset :upset

  • Rosario  - Risolta evasione?

    e pensare che ieri un cliente, mi chiedeva se potevo fatturare la benzina dell'auto della moglie e la benzina dei motorini dei figli, come Diesel in unica fattura.....se questa è la soluzione! Ho risposto di no, ma sicuro che qualche altro Gestore dirà di si. E non è il solo ormai a chiederlo.....

  • Federico  - Per rosario

    Io infatti girero codeste richieste a quei zelanti
    Gestori che si sono gia messi in regola da un anno per la fattura
    Elettronica allineandosi da subito sl padrone

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