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Le osservazioni dell'Antitrust alla SEN nell'ambito della raffinazione e della distribuzione carburanti

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Pubblichiamo, di seguito in maniera integrale,  la segnalazione dell'Antitrust sulla Strategia energetica nazionale (SEN) per quel che riguarda il comparto della raffinazione e rete distribuzione carburanti.

Il progetto di razionalizzare l'industria della raffinazione e la rete di distribuzione carburanti alfine di ridurre i prezzi attuali ai migliori livelli europei  

Riguardo al settore petrolifero, la SEN individua, quali principali temi da affrontare, la crisi della raffinazione e la necessità di ristrutturare e rendere più efficiente e meno costosa la rete distributiva dei carburanti autotrazione.

L'attuale situazione di crisi del settore della raffinazione italiana (ed europea) ha come cause, da un lato, la forte riduzione congiunturale della domanda, dall'altra, la sempre maggiore penetrazione delle importazioni dì prodotti raffinati sul mercato nazionale.

Le misure proposte dalla SEN con riferimento al settore della raffinazione prevedono: i) iniziative di ristrutturazione e riconversione delle attività di raffinazione in siti di stoccaggio di prodotto petroliferi; iì) sviluppo dì azioni a livello di Unione Europea ai fini dell'adozione di interventi di sostegno alla raffinazione quali l'introduzione di una "green laber per i prodotti raffinati in Europa, stabilendo che solo i prodotti ottenuti con processi industriali che soddisfano gli stessi standard ambientali applicati in  Europa possano essere utilizzati m Europa12 iii) emanazione entro dicembre 2012 del decreto legislativo di recepimento della direttiva 2009/U9/CE relativa alle scorte obbligatorie di prodotti petroliferi al fine di minimizzare i costi complessivi del sistema logistico petrolifero nazionale, prevedendo un forte utilizzo delle infrastrutture di stoccaggio private o pubbliche già esistenti.

Con riferimento alla prima questione vengono subito in evidenza alcuni temi di rilievo antitrust. Assumendo come un dato la crisi strutturale della raffinazione europea, qualsiasi iniziativa a livello nazionale o europeo dì ristrutturazione concordata del settore (che decida quali raffinerie chiudere e che eventualmente preveda degli incentivi alla chiusura) dovrà essere discussa con le competenti Autorità di concorrenza europee e/o nazionali, dal momento che si tratterebbe in ogni caso di intesa restrittiva della concorrenza che andrebbe - ove ne ricorrano i presupposti - eventualmente valutata ai sensi dell'articolo 101(3) TFUE. Sul tema della c.-d. "-green labeF e delle riforme legislative in materia di logistica si rimanda a quanto si argomenterà più avanti in questo Parere,

Con riferimento al secondo obiettivo (ristrutturazione rete carburanti), la SEN ripercorre gli importanti e ben noti problemi strutturali del settore; una rete di distribuzione che si caratterizza per una estrema frammentazione e numerosità degli impianti (23-000, circa il doppio di quelli presenti in altri paesi comparabili), a fronte di dimensioni medie piccole (in termini di litri erogati e di metri quadrati per punto vendita), di vetustà elevata e di una scarsa diversificazione nei settori cosiddetti non-oil. Questa situazione, accentuata dal calo delle vendite verificatosi negli ultimi tre anni, secondo il documento, determina una scarsa profittabilità per gli impianti, a fronte di prezzi unitari relativamente elevati per i clienti finali italiani (al netto delle tasse).

Le iniziative che la SEN ritiene siano da avviare in questo settore mirano a rendere il mercato dei carburanti più concorrenziale e ad incidere sul livello dei prezzi, rafforzando la tutela dei consumatori, la trasparenza dei prezzi e la qualità del servizio offerto. Si tratta in buona sostanza di una serie di misure che sono in larga parte attuative di norme; introdotte con il decreto-legge in materia di Liberalizzazioni n. 1/1213.

Assume invece rilievo autonomo l'obiettivo, contenuto nella SEN, di istituire - nell'ambito del decreto legislativo di recepimento della direttiva sulle scorte - un mercato all’ingrosso dei carburanti, una sorta di "borsa dei carburanti" ed una piattaforma centralizzata della logistica dove potranno anche rifornirsi gli operatori e i gestori indipendenti,,

In prima battuta, con riferimento al tema della attuazione delle misure previste nel D.L, n. 1/12, l'Autorità ripropone integralmente le osservazioni formulate nella sua segnalazione di inizio ottobre 2012 sulla legge annuale concorrenza 2013 (cfir, AS988)14.

Più in generale si osserva come sui temi del mercato della distribuzione dei carburanti emerga con forza l' importanza rivestita dal processo di liberalizzazione dell'accesso all'attività di distribuzione carburanti, avviato nel 2008 con l'approvazione dell'articolo 83-bìs della legge 133/2008, per lo sviluppo di alcuni operatori concorrenzialmente dinamici, vale a dire gli operatori indipendenti (le c;d. pompe bianche) e gli operatori della Grande Distribuzione Organizzata.

L'Autorità rinnova l'auspicio che tale processo di liberalizzazione dell'attività venga completato e rafforzato con l'adozione di norme chiare e non soggette ad interpretazioni che eliminino ogni tipo di obbligo asimmetrico a carico dei nuovi entranti con riferimento alle caratteristiche dell'impianto che si intende realizzare, che prevedano la possibilità di aprire impianti totalmente automatizzati (anche all'interno di centri urbani e senza alcuna distinzione tra modalità pre e post pay), che superino le attuali limitazioni alla tipologia di prodotti non-oil che possono essere venduti negli impianti di distribuzione carburanti.

Al riguardo, si osserva con preoccupazione come numerose Regioni Italiane (tra cui Puglia e Toscana) continuino, invece, anche di recente, ad approvare normative che appaiono andare nella direzione opposta rispetto ad una piena liberalizzazione dell'attività, imponendo obblighi asimmetrici all'apertura di nuovi impianti e/o vincoli alla creazione di impianti self service. L'Autorità ritiene al riguardo che un documento come la SEN debba porre come obiettivo strategico del Governo quello di contrastare queste iniziative regionali anche fino all'impugnazione delle stesse davanti alla Corte Costituzionale.

L'Autorità sta svolgendo un'indagine conoscitiva sul settore della distribuzione carburanti15 da cui sta emergendo che gli operatori indipendenti della distribuzione carburanti in rete che risultano maggiormente aggressivi sotto il profilo concorrenziale sono quelli della GDO oppure, tra le c.d. pompe bianche, quelli associati ad un preciso modello di funzionamento che allo stato prevale soprattutto nel Nord-Est del Paese. Dagli atti dell'indagine emerge inoltre come alcune zone del territorio nazionale, come il Meridione (e in particolare la Sicilia) siano svantaggiate rispetto al livello dei prezzi dei carburanti nonostante la presenza di numerose infrastrutture di raffinazione e di logistica (esclusivamente di proprietà delle imprese verticalmente integrate).

In quest'ottica, sotto il profilo concorrenziale sarebbe opportuno cercare di ricreare il più possibile le condizioni oggi prevalenti nel Nord-Est, che consistono in massima parte nella accessibilità a infrastrutture logistiche e a prodotto non controllati dalle società petrolifere verticalmente integrate. Un simile sviluppo potrebbe non solo favorire la diffusione di operatori indipendenti più numerosi ed efficienti su tutto il territorio nazionale, ma anche fornire un'occasione di riconversione del modello operativo delle reti c.d. colorate appartenenti a società che hanno ormai una presenza molto limitata nella raffinazione, le quali potrebbero sviluppare modalità di approvvigionamento più autonome rispetto al semplice ricorso alle società verticalmente   integrate   che   agiscono   contemporaneamente  quali  loro fornitori dì prodotto e quali loro concorrenti sui mercati a valle.

In questo contesto, a giudizio dell'Autorità, le iniziative relative alla creazione di mercati organizzati della logistica e del prodotto, contenuti nello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2009/119/CE, appaiono particolarmente opportune.

Un passo ulteriore nella stessa direzione, - che potrebbe essere utilmente inserito nella SEN - trae spunto dalla ricordata necessità di una ristrutturazione della industria della raffinazione nazionale. Una delle conseguenze dì tale processo di ristrutturazione potrebbe essere la trasformazione in deposito di prodotti finiti di alcune raffinerie di proprietà di società verticalmente integrate. In occasione di tale trasformazione, sì potrebbe richiedere che almeno un sottoinsieme dei nuovi depositi di stoccaggio che si otterrebbero dalla riconversione delle raffinerie venga ceduto da parte degli operatori verticalmente integrati a società che non operano a valle nelle distribuzione in rete di carburanti ovvero venga gestito come una infrastruttura accessibile ai terzi. Una maggiore disponibilità di depositi primari da parte di operatori non integrati verticalmente potrebbe infatti favorire notevolmente l'approvvigionamento di prodotto da parte di operatori indipendenti (anche nella forma di consorzi di acquisto di piccoli proprietari e/o di gestori di impianti), anche attraverso un più agevole ricorso alle importazioni di prodotto finito a basso costo.

In relazione a quest'ultimo punto, l'Autorità invita a riflettere con attenzione sulla reale necessità di introdurre misure di stampo protezionistico come quelle sui vincoli al rispetto degli standard ambientalistici prefigurate nella SEN (c.d. "green label"), che avrebbero il notevole costo, ostacolando le importazioni extra europee, di rallentare un processo che potrebbe trasformare la crisi del sistema nazionale della raffinazione in una opportunità di riorganizzazione su basì più dinamiche e concorrenziali dell'intera filiera dei carburanti per autotrazione (anche grazie ad un deciso avvio della piattaforma della logistica e del mercato organizzato dei prodotti finiti).

II. presente parere sarà pubblicato sul. Bollettino di cui all'articolo.26

12 A livello nazionale, si è data attuazione a questa misura di apposizione dì un "green labe?' con l'adozione già nel D.L. Sviluppo recentemente approvato (D.L. n. 83/12) di un meccanismo autorizzativo dei prodotti petroliferi importati che consenta di verificare l'impronta ambientale di tali prodotti extraeuropeo,
13 Incremento della modalità di erogazione ■self-ervìce e rimozione di molti vincoli sulle attività non-oil;
miglioramento della comunicazione e della trasparenza dei prezzi del carburanti all'utente; progressiva eliminazione del vincolo dell'esclusiva, introducendo la possibilità per i gestori, Che sono anche titolari deirautorrésazione petrolifera, di svincolarsi per il 50% dal vincolo di esclusiva e quindi di rifornirsi direttamente sul mercato all'ingrosso; divieto per le nonnative regionali dì imporr», por i nuovi impianti, obblighi di presenza di alcuni carburanti (GPL o metano autotrazione), laddove tali obblighi comportino oneri di tipo economico o laddove sussistano ostacoli tecnici sproporzionali alla finalità delia diiRiaione di tali tipi di carburanti; implementazione delle misure per la chiusura degli Impianti cosiddetti "incompatibili" alle norme urbanistiche, al codice della strada, ecc.; ri-finanziamento del Fondo per la razionalizzazione della rete dei carburanti, ampliandone la destinazione anche ai contributi per i costi ambientali di ripristino dei luoghi a seguito di chiusura degli impianti; introduzione di nuove tipologie contrattuali per regolare i rapporti tra Compagnie petrolifere, rctisti e gestori degli impianti di distribuzione carburanti; possibilità por f titolari ed i gestori dei punti vendita di riscattare l'impianto, anche consorziandosi o associandosi, in modo da far aumentare il numero delle pompe bianche e dei retisti.

14 "i) aj fine di incentivare la chiusura di impianti di distribuzione carburanti incompatibili, si dovrebbe adottare una norma primaria volta ad attivare i poteri sostitutivi, in primis della Regione e, in caso di inerzia di quest'ultima, del Governo nei confronti dei Comuni che non provvedessero autonomamente entro un termine congruo (e perentorio) alla individuazione e alla chiusura degli Impianti incompatibili; ii) al fine dì rimuovere ogni vincolo residuo frapposto da normative regionali all'apertura di nuovi impianti di distribuzióne carburanti, all'articolo 17, comma 5, del d.L n, 1/2012, dovrebbe essera introdotto li divieto di prevedere; qualsiasi altro obbligo asimmetrico (dotazione di impianti .fotovoltaici, di videosorveglìanza, ecc), nonché eliminata l'ultima parte del comma 5 ("se tale ultimo obbligo comporta ostacoli tecnici o aneri economici' eccessivi e non proporzionali alle finalità dell'obbligo"); iii) al fine di liberalizzare pianamente l'attività di impianti completamente automatizzati, all'artìcolo 18 del d.l. n, 1/2012 andrebbe eliminato il vincolo alila localizzazione ("post* al di fuori dei centri abitati"); iv) al fine di liberalizzare Cattività di vendita di tabacchi presso gli impianti di distribuzione carburanti, andrebbe abrogato il comma 22-bis, deJTMttoolo 8, del d,l n. 1(5/2012, cosi come convertito dalla 1. n. 44/2012".

15 Cfr. provv, n. 22254 del 23 marzo 2011, IC44 - "Impianti di distribuzione carburanti indipendente", in Boll. h. 12/11.

Commenti (2)
  • mario da parma

    come previsto siamo in molti fuori ,nel giro di 2 anni tutti gli impianti piccoli e non remunerativi per le gestioni trasformati in impianti GOST chi rimane stazioni con servizio e non oil aperte 18 ore al giorno buone feste

  • michele  - prendere dei provv. da giunta regione puglia

    salve. sono un cittadino pugliese, il quale, dal 1/1/2013 come da decreto regionale giunta pugliese del dic. 2012 non si e' visto diminuirele accise sul carburante di 2,5 cent. al litro; ora chiedo sia a voi , che alla regione puglia di fare un'azione anche coercitiva per far applicare, anche se solo nella nostra regione il suddetto decreto. intanto perche' i 14 mln di euro occorrrenti per le suddette accise la regione le eroga lo stesso, andando nelle tasche sia delle raffinerie , sia dei Gestori. ora io dico: A NOI CITTADINI PUGLIESI IN PARTICOLARE, non ci interessa di chi e' la colpa,questo velo direte tra voi del settore. quel che interessa e' che la benzina verde, alla pompa abbia il costo di -2,5 cent. al litro,ovvero:1,72,5 cent. con questo, voglio ribadire l'intervento di tutti coloro che sono preposti al controllo; la gdf,gli uffici della reg. puglia , l'antitrast x il controllo prezzi dei carburanti. dico tutto cio', perche' noi italiani, in genere, quando c'e' da pagare, magari i soldi teli hanno gia' tolti, poi nel momento in cui c'e' da averli, o da essere rimborsati, sei fortunato se li vedi prima di morire. osssia; a babbo morto. bhe' che dire: incominciamo bene, buon annno.

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