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Antitrust, in Sicilia oligopolio distribuzione carburanti

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E' quanto scrive l’Antitrust nella pubblicazione del bollettino AS923 a seguito della segnalazione da parte dell’Assessore all’Economia della Regione Sicilia il quale denunciava che i prezzi dei carburanti per autotrazione praticati sull’isola fossero tra i più alti d’Italia nonostante in Sicilia si raffini, nelle quattro raffinerie presenti, circa il 40% del petrolio raffinato in totale in Italia e non gravino sui prezzi dei carburanti praticati in Sicilia accise regionali che invece sono presenti in numerose altre regioni.  

Secondo l'Antitrust "le imprese presenti in Sicilia nel settore della distribuzione carburanti sono state (e sono tutt’ora) protette dalla concorrenza esercitata da nuovi ingressi di operatori non verticalmente integrati, da un insieme di barriere normative di natura regionale".

A riprova di ciò - scrive l'autorità - "si osserva che, sull’intero territorio dell’isola, nonostante una presenza ramificata di infrastrutture della grande distribuzione commerciale, non sono presenti impianti a marchio GDO (fatta eccezione per un impianto situato presso un supermercato Auchan a Palermo ma che opera in regime di co-branding con Eni). Gli impianti dei retisti indipendenti, presenti nell’isola in numero non esiguo, sembrerebbero anch’essi aver goduto negli anni (e godere tutt’ora) di questa rendita da protezione normativa piuttosto che esercitare, come in altri contesti regionali, una forte spinta concorrenziale. I livelli di prezzo elevati nell’isola, nonostante la presenza di raffinerie come in nessun’altra regione italiana e nonostante l’assenza di addizionali regionali sulla benzina, appaiono pertanto il risultato della blanda interazione concorrenziale tra le imprese in un contesto caratterizzato da un oligopolio ristretto non contendibile da nuovi ingressi."

Appare pertanto necessario ed urgente - conclude l'Antitrust -  "rimuovere tutte le barriere normative che ostacolano uno sviluppo del settore della distribuzione dei carburanti in Sicilia verso esiti più concorrenziali. In particolare si deve:

-  abolire il regime di concessione regionale ed adeguare la normativa regionale al principio dell’autorizzazione comunale istituita nel 1998 a livello nazionale;

-  abolire la Commissione consultiva regionale per la ristrutturazione e la disciplina della rete distributiva dei carburanti istituita dall’art. 23 della legge regionale n. 97/82; ancorché essa, dal luglio 2011, non abbia più tra le sue competenze quella di rendere un parere sulle nuove aperture, appare ancor oggi come uno strumento della concertazione tra gli stakeholder (imprese petrolifere, retisti, gestori) al fine di influenzare le politiche settoriali verso esiti che tutelino gli interessi dei soggetti già operanti sul mercato a danno dei nuovi entranti;

conformare la normativa regionale al disposto di cui all’art. 83-bis della legge n. 112/08 come modificato dall’articolo 17, comma 5, del D.L. n. 1/12, eliminando anche l’obbligo per i nuovi impianti di disporre di pannelli fotovoltaici per 10 kW;

-  riformare l’intera normativa in materia di orari e turni, attualmente codificata dal decreto assessoriale n. 597/11, eliminando ogni possibile restrizione (prevedendo ad esempio solamente indicazione di quantitativi minimi di ore e/o giorni di apertura); qualsiasi ruolo di Camere di Commercio e di organizzazioni di categorie maggiormente rappresentative a livello provinciale; qualsiasi vincolo sugli orari degli impianti self service pre pay connesso all’assenza di personale addetto".

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