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Caro carburanti: non sono responsabili i gestori Disinformazione sull'aumento dei prezzi

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Da giorni in Italia si è diffuso un toto scommesse sui prezzi dei carburanti, in particolare è stato annunciato un aumento sulla benzina e del gasolio, in riferimento a prodotti speciali, di 10/15 centisimi al litro. “La media dei prezzi in Italia, secondo la rilevazione del Ministero per lo sviluppo economico riferita al 2 settembre – ha annucniato l’Associazione gestori degli impianti di distribuzione carburanti della Confcommercio  - è pari, tenuto conto della grande molteplicità dell’offerta tra impianti di marchio e pompe no-logo e delle diverse modalità di servizio dal servito al selfservice, degli sconti e delle diverse promozioni, a 1,78 euro/litro per la benzina ed a 1,67 per il gasolio”.

Sulla questione picchi è intervenuto Maurizio Micheli, presidente nazionale Figisc Confcommercio:” Quanto ai prezzi citati come picchi massimi, va anche ricordato che contrattualmente il gestore che pratichi prezzi più alti di quelli consentiti dagli accordi commerciali con le compagnie petrolifere rischia direttamente lo scioglimento del contratto, ossia il proprio posto di lavoro".

"Notizie sparate senza alcuna verifica – ha spiegato Micheli - non fanno informazione, ma solo sensazionalismo, e di svarioni contenuti in queste notizie se ne trovano non pochi: dal calcolo al ribasso delle imposte che gravano sui carburanti (che valgono ben 104 cent per la benzina e di 91 per il gasolio, dai dati ministeriali del 2/9/2013), agli impropri confronti con il prezzo di altri Paesi europei dove la tassazione sui carburanti è inferiore in alcuni casi anche del 45 % a quella italiana, che è comunque superiore del 30 % a quella media dell’Unione Europea”. Il dato generale è che il prezzo è aumentato sulla scia dei mercati, in particolare a causa della crisi internazionale siriana:”In un mese il greggio è cresciuto di 4 cent/litro ed i prodotti raffinati in una forbice tra 3 e 5 cent/litro, a seconda dei prodotti, e così alla pompa si è avuto un aumento compreso tra 1,7 per il gasolio e 2,0 cent per la benzina, aumento che è chiaramente inferiore a quello registrato sui mercati internazionali".

"Circostanza verificabile sia in Italia che negli altri Paesi europei – ha dichiarato il Presidente Micheli-i responsabili non sono però i gestori che riscontrano difficoltà persino a pubblicare i prezzi sul sito ministeriale, come loro imposto da una norma inutile e beffarda per i consumatori , gestori che hanno un margine fisso che non dipende mai dal prezzo finale, che sono costretti a lavorare a prezzi non competitivi imposti dalle compagnie petrolifere e che sono colpiti dal caro carburante, come gli automobilisti, che incide sulla loro esposizione finanziaria ed sull’indebitamento per l’acquisto del prodotto al punto da mettere in crisi definitivamente le loro imprese. Inoltre, è bene ricordare che solo due anni e mezzo fa il prezzo italiano della benzina era al nono posto in Europa: a farlo schizzare in vetta alla classifica negativa sono stati i progressivi aumenti delle imposte che da allora si sono succeduti (il più pesante con il decreto “Salva Italia” del dicembre 2011). In due anni e mezzo – per essere chiari – il prezzo della benzina è cresciuto di ben 26 cent/litro, le imposte di 21, come a dire che gli aumenti dei mercati internazionali hanno inciso per non più del 19 %, mentre ben l’81 % dell’aumento è dovuto alle maggiori tasse”.

Commenti (3)
  • anonimo

    questo signore parla di accordi commerciali, con le compagnie, con scioglimento del contratto con relativa perdita del posto di lavoro. questo signore per usare un eufemismo , non e' al corrente che ad esempio i Gestori eni hanno l'accordo commerciale scaduto al 31/12/2011 ???? con margini da guerra mondiale ???? ma di che parla sto c***one ????

  • gest.eni

    Questo signore non sa anche che la triade di cui fa parte ha disdettato l'accordo sul prezzo massimo perché le petrolifere non intendono rinnovare il contratto.
    Cosa fa questo signore quando la petrolifera discrimina con un prezzo più basso un Gestore a vantaggio di un altro della stessa bandiera perché il primo non ha aderito all'H24 con il -8 che prevede la partecipazione allo sconto da parte del Gestore con 1,5 cent di margine?Tutti e due Gestori operano nello stesso bacino d'utenza.
    Sig.Michele,cosa suggerisce?

  • Gestore eni

    Cari colleghi evitiamo di parlarne, tanto é come sparare sulla croce rossa, come tutta lagiunta êsolo un esecutore di ordini.

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