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Faib e Fegica scrivono alle istituzioni su Applicazione art. 17

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Di seguito pubblichiamo in maniera integrale alcune riflessioni fatte alle istituzione ( e per conoscenza all'Antitrust ) da parte del Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl a margine dell’applicabilità (ed efficacia) delle norme contenute nell' art. 17, Legge 27/2012, già decreto “cresci Italia”.

"Egregi Signori Presidenti,lo scrivente Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl, che rappresenta i Gestori degli impianti stradali ed autostradali di distribuzione carburante per uso di autotrazione, intende porre alle SS.LL. alcune riflessioni a margine dell’applicabilità(ed efficacia) delle norme contenute nella richiamata L. 27/2012. 

La norma evidenziata in oggetto, appena approvata dal Parlamento, all’articolo 17, comma 2, obbliga i titolari degli impianti di distribuzione e le organizzazioni di Categoria dei Gestori maggiormenterappresentative a definire, a livello associativo, entro il 31 agosto 2012 nuovi modelli contrattuali da adottare nella regolazione del rapporto fra ciascun titolare e Gestore.

Tutto ciò, al fine di introdurre, nell’ambito della liberalizzazione del settore, anche una maggiore flessibilità agli strumenti contrattuali che, secondo il Legislatore, debbono anche prevedere la possibilità almeno di attenuare l’attuale obbligo assoluto di fornitura in esclusiva al quale sono vincolati i Gestori.Si tratta di una previsione alla quale il Parlamento ha inteso dare una tale importanza da inserirla tra quelle che, se ostacolate, sarebbero da penalizzare alla stregua di un abuso di dipendenza economica, ed alla quale, in ogni caso, sarebbe chiamato a provvedere il Ministero dello sviluppo economico, ove le Parti non dovessero trovare un’intesa nei tempi previsti.

In ottemperanza a quanto disposto dalla norma, lo scrivente Coordinamento, ha sollecitato formalmente, con comunicazione del 23 marzo 2012, il Presidente dell’Unione Petrolifera (inviata per conoscenza al Sottosegretario De Vincenti) perché venisse aperto il tavolo di confronto, così come previsto dalla norma.

In realtà, da allora sono state tenute due riunioni (11 e 18 aprile) nel corso delle quali, però, l’Unione Petrolifera ha opposto un fermo diniego a dare seguito alla previsione normativa, motivandolo con l’esistenza di una riserva dell’Autorit{ Garante della Concorrenza e del Mercato sulla legittimit{ dell’intesa che il Parlamento ha assegnato come compito cogente alle Parti, oltreché dell’intera norma in questione.

Vale la pena sottolineare come la suddetta riserva non trovi collocazione in alcuno degli strumenti formali con i quali l’Authority sarebbe tenuta ad esprimersi, anche se lo stesso Ministero dello sviluppo economico ha avuto modo di confermare l’atteggiamento particolarmente critico dell’Antitrust (sulla falsariga dell’orientamento gi{ manifestato rispetto alle norme che regolano i rapporti nel settore dell’autotrasporto).

Allo stesso modo, si consenta sommessamente di considerare che una simile situazione, oltre a ingenerare una sorta di “confusione istituzionale”, anche in termini di compiti assegnati dall’ordinamento, impedisce incomprensibilmente l’esercizio del ruolo, oseremmo dire costituzionalmente definito, assegnato alle “parti sociali”, per di più previsto da una specifica normativa.

Senza contare che, in questo modo, si vanifica sul nascere uno dei cardini di quel percorso liberalizzatore al quale affidano particolare speranza sia i Gestori, per ottenere una maggiore libertà imprenditoriale ed una maggiore capacità competitiva, sia i consumatori, per ottenere prezzi dei carburanti più contenuti.

Per questi motivi, lo scrivente Coordinamento chiede che il Governo ed il Parlamento chiariscano urgentemente ed inequivocabilmente gli elementi di preoccupante indeterminatezza che emergono da una tale vicenda, soprattutto in relazione alla piena efficacia ed applicabilità della norma in oggetto.

In particolare, rivolgendosi al Presidente del Consiglio, il medesimo Coordinamento rimane in attesa di una provvidenziale convocazione e delle decisioni che Ella intenderà assumere sulla questione, prima di avviare qualsiasi iniziativa in ordine ad eventuali azioni di carattere sindacale e/o giuridico dovessero rivelarsi necessarie a tutelare i legittimi interessi rappresentati."

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