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I Gestori Toscani insorgono contro l'accordo Regione-GDO

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Le associazioni dei Gestori della Regione Toscana, anche se con notevoli differenze,  condannano il recente accordo Regione-Gdo per l'apertura di nuovi impianti di carburante.  

In un comunicato stampa la Confesercenti Toscana critica il regalo alla grande distribuzione. 

“La decisione di cedere alla grande distribuzione anche sul fronte della distribuzione dei carburanti non è una buona notizia”. Anche in questo caso si colpisce il soggetto più debole con una decisione che contraddice le scelte precedenti che favorivano la diminuzione delle pompe a favore di aree più funzionali con prezzi minori. Il Presidente della Faib Confesercenti della Toscana, l’organizzazione di gran lunga maggioritaria del settore, Andrea Stefanelli è netto quanto amareggiato. “Non è con nuovi punti vendita o con le pompe bianche che si apre una nuova strada per i consumatori, è solo una scorciatoia ed un regalo alla grandi strutture commerciali e in particolare ad alcune di esse”.

Confesercenti e FAIB hanno presentato la proposta “libera la benzina” proprio per liberalizzare un settore di totale dominio dei petrolieri che il Governo Monti non è stato in grado di affrontare, né sul versante della liberalizzazione né su quello della riduzione dei costi esosi che il sistema bancario applica sui pagamenti. Che il Presidente Rossi ha appoggiato chiedendo anche un intervento sul Parlamento. Due rilievi sottolinea infine Stefanelli, primo: “Il gestore guadagna 5 centesimi al litro, qualunque sia il prezzo al litro, gravato da una pazzesca percentuale di accise, tasse e balzelli vari”. Secondo: il gestore guadagna meno dell’analogo operatore delle pompe bianche, nonostante che quest’ultimo pratichi un prezzo inferiore. Qui sta la stortura ai danni del consumatore. Perché il Governo non affronta il problema? Di conseguenza la Faib Toscana proclama lo stato di agitazione della categoria e nei prossimi giorni stabilirà le modalità e forme di protesta contro la scelta della Regione Toscana di fare un regalo alla grande distribuzione.

Per il presidente Regionale della Figisc Confcommercio, Marino Milighetti, non esisterebbe  "Nessun vantaggio per i consumatori, dato che esistono impianti con sconti più forti di quelli annunciati da Rossi"

"Il provvedimento della Regione sui distributori indipendenti, ovvero non correlati alle marche tradizionali delle compagnie petrolifere, è un ulteriore favore alla grande distribuzione che rischia di distruggere molte microimprese, da sempre tessuto e sostegno della nostro territorio". Lo afferma, in una nota, il presidente di Figisc-Confcommercio Toscana Marino Milighetti in merito all'intesa che la Regione firmerà nelle prossime settimane e che consentirà alla Gdo di aprire in Toscana pompe di benzina 'bianche' per la vendita carburanti nei loro esercizi, a condizione però di vendere il carburante a 10 centesimi in meno al litro rispetto al prezzo medio di mercato. Per Milighetti "l'accordo Regione-Gdo non aiuta inoltre il consumatore, visto che già ci sono distributori che praticano sconti sul prezzo medio molto più elevati dei 10 centesimi 'promessi' da Rossi, e non si sa chi e con quali criteri andrà a monitorare lo sconto sul prezzo finito della benzina". "Ci stupisce - aggiunge - che la Regione vada addirittura a modificare una normativa, il Codice del commercio, nato da anni di lavoro e contrattazioni, con l'obiettivo, per altro centrato negli anni, di mantenere un equilibrio tra sviluppo e sostenibilità del mercato. Adesso invece la Regione viene a dirci che nel mercato toscano della benzina ci saranno regole diverse per attori diversi". "La Grande distribuzione - conclude Milighetti - riuscirà, forse, ad abbassare il prezzo della benzina, ma perché gli obblighi a cui dovrà adempiere saranno minori. E i piccoli saranno, come sempre, svantaggiati".

Commenti (18)
  • Anonimo

    Al presidente della Toscana FAIB volevo dirgli che i 5 cent/litro sono 4 lordi,in quanto lo stato di agitazione / sciopero stiamo aspettando ancora quello nazionale del coordinamento FAIB FEGICA, si fa non si fa non si sà quando come dove. A tutti voglio ricordare, che tutti a vario titolo hanno chiesto la ristrutturazione della rete perchè siamo troppi, facendo riferimento ad altri stati. adesso ne vogliamo aprire altri ? Così arriviamo a 27000 ? se aumenta ancora l'accisa ne apriamo ancora e arriviamo a 30000 impianti ? Ma la benzina sempre cara rimane. Non sarebbe meglio applicare la 32/98 che prevedeva la chiusura di 7000 impianti ?

  • Mirco

    proporrei a tutti i Gestori d'Italia che a stretto giro di telefono si organizzino per fondare un nuovo sindacato,che finalmente abbia il coraggio di farsi valere.....

  • fw14  - x un'altro anomimo

    se sei cosi sensibile alle chiusure della 32/98
    comincia a chiudere tu cosi' darai il buon esempio???
    non trovi?

  • Anonimo

    Il piano di chiusure volontarie in base alla 32/98 lo devono fare le compagnie petrolifere, non può decidere il Gestore, magari potesse.....
    State pur certi che le compagnie petrolifere non chiuderanno mai volontariamente fino a quando troveranno Gestori disposti a dissanguarsi e a tenere aperti impianti fatiscenti.....
    Secondo me al momento non ci sono sindacati in grado di rappresentarci, altrimenti si sarebbe già fatto qualcosa nei confronti delle compagnie petrolifere. Allora ognuno è costretto a muoversi autonomamente e prendere delle iniziative delle quali se ne assume le responsabilità.
    Le grandi compagnie petrolifere continuano a venderci i carburanti a prezzi fuori mercato e ci obbligano all'esclusiva, cioè ci obbligano a fallire; allora sarebbe da portare in tribunale queste controversie e vedere se i giudici daranno ragione ai Gestori o meno e se cominceranno a scattare risarcimenti....secondo me si.....
    Ormai siamo in tanti che abbiamo ben poco da perdere, però vorrei sapere in quanti sarebbero daccordo a questa iniziativa....

  • donato

    Davanti al giudice loro giustificherebbero la differenza di prezzo con le spese di marketing promozionale teso a farci vendere di più, quindi risulteremmo sempre perdenti

  • Anonimo

    Ma quale marketing promozionale...? Era una strategia che andava bene 20 anni fa...oggi basta guardarsi intorno per capire che vende solo chi ha prezzi più bassi. Se poi consideriamo che più della metà dei clienti viene nei nostri piazzali solo perchè obbligati dal possesso della fuel card, a cosa servono più le raccolte punti?
    Poi basta gurdare gli alti profitti che stanno ottenendo in Italia le compagnie petrolifere tenendo prezzi alti e strangolando i Gestori con campagne sconti, campagne promozionali, commissioni su fuel card, affitti in aumento...

  • donato

    Infatti caro anonimo io non ho espresso la mera utilità delle campagne promo di fatto inutili ma che queste vengano prese come prove davanti a qualsiasi giudice come forma per far incrementare le vendite da parte della compagnia se non ci riesci e colpa nostra come sempre perchè continuino a ripeterci che noi non siamo imprenditori, siamo solo mucche da mungere.
    Vuoi sapere cosa mi disse l'arc quando io rifiutai una promo che sono una persona che non ha voglia di lavorare aloro alzarsi alle 5 di mattina e andare a letto alle 9 di sera perchè si è talmente stanchi che oltre all'impianto non esiste più niente ne amici ne affetti tanto meno una famiglia non interessa

  • Flavio

    Chiudì 7000 impianti e il prezzo non scende...... e 7000 famiglie nella M. ancora di più.......
    Questi sono i commenti classici di alcuni personaggi del forum spesso anonimi, molto costruttivi....
    Pazzesco. :? :?

  • Alex

    In un articolo di qualche giorno fà su GC veniva spiegato come la grande distribuzione ha giostrato i mercati,
    a partire dal agricoltura alle industrie, al commercio creando un impoverimento di tutta la filiera, a vantaggio di pochi ed a discapito di tutti.
    Per i più pigri nella lettura, c'è anche un video dove racconta della stessa realtà vissuta in Spagna , dove hanno aperto un indagine a livelo Europeo.
    Non capisco perchè un politico della reggione Toscana si debba impegnare tanto per praticare riti macabri a favore della GdO.
    Dopotutto chi gli paga lo stipendio di politico siamo noi, quindi, il suo compito, in caso lo abbia dimenticato, è quello di fare gli interessi del popolo, e non di qualcuno e basta.!!!!!!!

  • antani

    Poi quando il mercato sarà completamente in mano alla gdo ridiamo.
    Altrochè prezzi più bassi.

  • Nicola  - forse era meglio

    tempo fa si doveva fare la regola di comprare la licenza di 2 impianti per aprire uno, si calava gli impianti di un bel numero e i nuovi grandi potevano dar da lavorare ai Gestori con l'impianto chiuso. Ma per le leggi europee è vietato :(((
    ,

  • Anonimo

    Come Flavio ce ne sono troppi, che non sanno di cosa si parla, forse quelli che dovessero chiudere prendendo il fondo indennizi sarebbero ben contenti cambiare lavoro, è non stando ad agonizzare facendo il Gestore o no .

  • Gestore

    Io stesso pur a malincuore dopo piu'di vent'anni di gestione preferirei mollare prendendo un indenizzo piuttosto che morire agonizzante con il continuo calo di erogato in atto, che sia dovuta alle GDO o alla crisi in atto poco importa la realta' purtroppo e' questa.

  • fw14  - x un'altro anonimo

    ennesimo anonimo,
    Categoria per altro molto coriacea gli anonimi!
    talmente coriacea che teme persino di darsi uno pseudonimo!!!
    FIGURIAMOCI FIRMARSI

  • Anonimo

    Credo che essere anonimi o firmarsi non cambia il concetto. Questo dimostra che non tutti la pensiamo allo stesso modo, non tutti abbiamo la stessa esperienza in questo settore e soprattutto non tutti viviamo la stessa realtà. Chi come me, o come tanti, vedendo giorno per giorno calare le vendite semplicemente per un problema di concorrenza dovuto a tante pompe bianche che aprono in continuazione, vedendo che le compagnie petrolifere non danno risposte a tante domande e non investono più soldi, cosa dovrebbe fare allora, il guardiano del piazzale? C'è appunto qualcuno che capisce che non ha più uno sbocco professionale, non perchè non è capace, ma perchè non ha gli stumenti ( prezzo di vendita ) e decide che forse è meglio far chidere l'impianto ed accedere al fondo per la razionalizzazione della rete piuttosto che continuare a rimmerci soldi.
    E' chiaro che chi non vive questo problema vede le cose in maniera diversa e può ancora stare sul mercato.

  • fabrizio

    sono mesi che conad compra pagine dei quotidiani dove sistematicamente spara a zero specialmente sui Gestori e i nostri sindacati sempre zitti.mà le compagnie visto che ora avranno un altro concorente cosa faranno?????? :(

  • BERNARDO BAFARO

    Riferimento alla mia mail di ieri involontariamente ho scritto bandiera Q8, ma il mio era da intendersi Bandiera Faib, nella quale milito dal 1974, il mio pensiero di oggi : Ma il Sindacato Nazionale si rende conto che vi sono Gestori alla fame e alla disperazione,che per pagare il carburante si impegna con le banche o con altri soggetti. Ma ancora stiamo alla finestra aspettando come si suol dire il morto che passa, ma i vari responsabili " Presidente, Segretario, Vice Presidenti ed altri ! sparita la nostra categoria cosa faranno ? Si rendono conto che la categoria prima o poi scoppia con conseguenze inimagginabili, poi si cerca di correre ai ripari, dopo che il bue è scappato dalla stalla. A voi la considerazione.

  • wender

    bravo rossi grande governatore :x :x :x :x :x :x
    ora per andare a lavorare sulle stazioni coop conad ecc. bisognerà prendere una tessera di qualche partito ed essere raccomandati

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