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Liberalizzazioni: relazione riassuntiva di Faib e Fegica in X Commissione industria del Senato

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Il coordinamento unitario dei gestori di Faib Confesercenti e Fegica è stato ascoltato oggi in X Commissione Industria del Senato nell’ambito delle audizioni varate dalla commissione di Palazzo Madama per l’iter di conversione del DL 1 /2012 sulle liberalizzazioni.  

Il coordinamento ha presentato un articolato documento unitario di denuncia delle sofferenze della rete carburanti  stradale ed autostradale segnata da fortissime contrazione di erogati e dalla insostenibile situazione di gestione economica, con margini scesi al di sotto del 2% e imprese sull’orlo del fallimento. 

Il coordinamento ha presentato nell'occasione proposte di modifiche ed emendamenti al provvedimento finalizzati ad introdurre maggiore autonomia e più competitività a favore del Gestore, misure per contenere il caro carburanti, ripristinare la gratuità dei pagamenti effettuati con carte bancarie, emendamenti per il superamento della previsione di ghostizzazione degli impianti, per rimodulare la norma sulla trasparenza dei prezzi e la riaffermazione dell’attuale quadro legislativo sulla contrattazione economica normativa. 

In sintesi, di seguito, pubblichiamo la “denuncia del Cordinamento Unitario Faib Confesercenti e Fegica Cisl

· Se il Parlamento, in sede di conversione del dl "cresci Italia", non completerà la liberalizzazione che il Governo ha appena abbozzato, 5000 piccole imprese di gestione saranno condannate al fallimento entro i primi sei mesi del 2012 (pag.8).

· Il contesto già grave determinato dalla crisi e dalla caduta dei consumi, è reso intollerabile dal controllo asfissiante delle compagnie petrolifere che ingessano il mercato, erodono il margine dei gestori (ai quali rimane un solo euro (Quadro 1 e 2, pag.9) su 50 che incassano alla pompa) e alzano ingiustificatamente i prezzi al pubblico degli impianti che "colorano" (mediamente +10 cent rispetto a "no logo" e supermercati), tanto da costringere i gestori fuori mercato.

· Di questa situazione di estrema sofferenza per un settore che movimenta grandissime quantità di contante, si prepara ad approfittarne la criminalità organizzata (riciclaggio, usura, ecc.), sostituendosi alle piccole imprese di gestione.

Chi ci "guadagna" (pag.6).

· Da gennaio 2010, il prezzo medio al pubblico della benzina è aumentato del 32,3%, +0,42 euro, e quello del gasolio del 48,7%, +0,55 euro (Quadro 3 e 4, pag.10).

· Malgrado i ripetuti (anche recentissimi) aumenti delle accise decisi dai Governi in questi due anni, il peso percentuale delle tasse (accise+iva) è diminuito per la benzina dal 60,27% al 58,48% e per il gasolio dal 53,93% al 52,52%, così come il margine dei gestori (dal 2,9% al 2,2% sulla benzina, dal 3,3% al 2,2% sul gasolio).

· L'unico dato che è in controtendenza è quello di "competenza" dei petrolieri che sale dal 36,87% al 39,36% per la benzina e dal 42,72% al 45,23% per il gasolio (Quadro 3 e 4, pag.10).

· In realtà una parte imprecisata del margine che i petrolieri dichiarano viene di fatto nascosta dietro alla "mitica" quotazione "platt's".

· La prova sta nelle condizioni che le compagnie praticano sul libero mercato a "no logo" e supermercati (gli unici soggetti cioè che, a differenza dei gestori, non sono vincolati dall'obbligo di fornitura in esclusiva): se il margine dichiarato dai petrolieri fosse quello reale significherebbe che avrebbero venduto i carburanti ai "no logo" costantemente "sotto costo" per tutto il 2011 (Quadro 7 e 8, pag.12). E' credibile che le compagnie vendano in perdita?

· Ma a guadagnare da questa situazione di mercato bloccato sono anche:

  • i retisti cosiddetti indipendenti, legati strettamente alle compagnie da contratti di "convenzionamento" che fruttano tra 8 e 10 cent/litro (+iva) per la loro "intermediazione" tra compagnia e gestore;
  • i concessionari autostradali che hanno aumentato le loro royalty del 700% in meno di 10 anni: dalle vecchie 25 lire/litro del 2002, ai 9 cent/litro medi attuali (180 vecchie lire/litro);
  • gli impianti "no logo" e sotto i supermercati che -oltre al costante aumento delle vendite grazie alle condizioni che "spuntano" dalle compagnie sul libero mercato- pur potendo tenere i prezzi più bassi di circa 10 cent/litro (iva compresa), tengono in tasca altri 9 cent/litro (+iva) (Quadro 5 e 6, pag.11): quasi due volte e mezzo il margine lordo del gestore (3,8 cent/litro).

La "ricetta liberalizzatrice" di Faib/Fegica: avere prezzi più bassi è possibile (pag.8).

· Costituire un mercato all'ingrosso dei carburanti con la pubblicazione di listini che faccia da contraltare alla quotazione virtuale del "platt's".

· Estendere ai carburanti le competenze di dell'Autorità dell'energia, del GME e dell'Acquirente Unico.

· Separare le rete di vendita dal controllo asfissiante dei petrolieri.

· Superare l'obbligo della fornitura in esclusiva per i gestori (al momento ancora confermato dal decreto, malgrado gli annunci del Governo).

Vietare l'esposizione dei cartelli di sconto che ingannano i consumatori, obbligando l'esposizione solo del prezzo effettivamente praticato.

Qui il documento integrale presentato in  X Commissione Industria del Senato 

Commenti (7)
  • Anonimo

    e intanto quelli come me che stanno fallendo ??? maledetti sindacati !!!! Dovevamo gestirci da soli e organizzarci da soli anziche mettersi nelle mani di questi approfittatori che non hanno mai ottenuto nulla a parte le briciole e in fatti siamo arrivati al punto di non ritorno !! :upset Tandi discorsi far tutti ...e poi l'unica soluzione sarà allestire una tendopoli per tutti quei Gestori che falliranno nei prossimi mesi e ai quali verrà portata via la casa "!!!!!!!!!!! :sigh :sigh :sigh :upset

  • Anonimo

    Leggendo attentamente il documento integrale, sembra che fotografi finalmente con estrema precisione l'attuale situazione che molti di noi stanno vivendo e quello che i vari governi hanno pasticciato in materia. Bisogna solo vedere se il legislatore riesce a comprendere il tutto e se vuole continuare a favorire le compagnie petrolifere assumendosi la resposabilità di far fallire almeno 5000 gestioni, ma forse anche di più....altro che piano di chiusura volontario....è un piano di fallimento volontario.....

  • marco

    prima di postare commenti ridicoli e fuoriluogo , consiglio vivamente di leggere attentamente tutto il testo integrale.

  • Anonimo

    dimenticavo,son sempre l'anonimo....http://www.firmiamo.it/le-compagnie- petrolifere-devono-rimborsare-i-benzinai----- :eek :eek

  • Anonimo

    ridicoli e fuorilogo sono i sindacati per primi,le compagnie per seconde e noi Gestori che facciamo finta di niente e andiamo alle riunioni per le campagne promozionali etc.etc.etc.

  • anonino siciliano  - ATTENZIONE AI COMMENTI

    ATTENZIONE AI COMMENTI c'è chi strumentalizza, per dividerci.
    Io sono convinto che oggi più di ieri bisogna essere uniti e dare forza a coloro che cercano di aiutarci e credo leggendo il testo integrale che finalmente qualcuno dei sindacati (faib e fegica) hanno avuto il coraggio di esporre in audizione le verità.
    Pertanto invece di lanciare accusa facendo il gioco di chi ci vuole cancellare, diamo forza uniamoci perchè a mio modesto avviso è l'ultima battaglia e se perdiamo e la fine signori Gestori.

  • sax.8  - reagiamo

    oramai non abbiamo via di scampo siamo pur troppo alla fine . oggi bisogna passarci la parola di fermarci tutti senza aspettare il sidacato,(passa parola tramite questi mezzi che abbiamo internet)il problema nostro lo conosconto tutti politici e opinione publica, il governo non puo permettere le vendite del carburante per diverse vie rete,exstrarete,non puo' permettere di far entrare sporchi denari e riciclarli tramite le pompe non logo(senza Nomi)questi che dicono di praticare i prezzi piu' bassi ma no e' vero non si sa ha quando realmente l'aquistano e' se la pagano.noi siamo i veri esattori dello stato perche su tutto abbiamo controlli (societa,finanza,antitrast ecc.......)a quei signori non si avvicina nessuno. io dico che ci dobbiamo cordinare e tra di noi senza aspettare nessuno dobbiamo reaggire.

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