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Scandalo della benzina? La versione di Squeri al Corriere della Sera

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Dopo la pubblicazione sul Corriere di due giorni fa del fondo “La scandalo della benzina” in molti attori del sistema dei carburanti hanno scritto. Tra di essi i gestori della Figisc Confcommercio. Ecco la loro lettera:

"Un mercato opaco che costa caro, lo scandalo della benzina? Che il prezzo sia caro e diventato una cosa insostenibile per famiglie ed imprese (certo non per colpa del Gestore che anche a prezzi crescenti, vende a margine lordo fisso qualunque sia il prezzo) è un fatto. Che sia opaco proprio no!

Su 177 monetine da 1 centesimo del prezzo alla pompa di 1 litro di benzina il 58% (103 monetine) è fatto di imposte, il 33 % (58 monetine) di costo del prodotto, e solo il 9 % (16 monetine, di cui 4 sono il margine lordo del gestore) di costi del sistema distributivo.

Opacità sulle tasse? Nessuna, purtroppo.

Dubbi sul 33% del costo del prodotto? Lo registra l’agenzia internazionale Platt’s in base alla contrattazione del mercato internazionale, quotazione che vale in tutti il mondo. Si vuole una Autorità preposta ad hoc? Si accomodi il presidente designato della nuova Authority e vediamo se sa far di meglio. Dove sta, dunque, l’opacità?

Il 9% del costo distributivo è il perimetro entro il quale il mercato distributivo può competere. Oggi il divario del prezzo industriale (al netto delle imposte) con la media dei Paesi di area euro è azzerato, anzi è di qualche millesimo inferiore, con una rete distributiva italiana due volte più numerosa sul territorio (l’impianto sotto casa) rispetto Francia, Germania od Inghilterra.

Un anno fa il prezzo della benzina italiana era al decimo posto in Eurolandia, oggi, con gli aumenti delle imposte del 2011 (nel 2012 anche con le addizionali regionali) è al primo posto: è aumentato di ben 27 cent/litro e solo 6 sono dovuti all’aumento dei prezzi internazionali del prodotto, ben 21 all’aumento delle imposte (pari al 77,8 % dell’aumento di prezzo).

La concorrenza esiste, eccome: sconti, prezzi diversificati tra modalità di rifornimento, selfizzazioni; il “monopolio” petrolifero è ridotto al 40 % della proprietà degli impianti, il 10 % è dei no-logo (in rapida espansione), il resto di reti convenzionate di piccola e media dimensione. I prezzi veri della rete tradizionale (non quelli nominali pubblicati sui giornali) divergono con quelli dei no-logo non di 10/12 centesimi, come di solito si dice, ma della metà.

La soluzione ai prezzi è la separazione tra Gestori e distribuzione petrolifera? Pia illusione e pericolosa utopia: non vi sarebbe alcuna convenienza per il Consumatore (il Gestore è ancora la soluzione più economica nella parte finale della filiera), e la Categoria sarebbe cacciata dagli impianti, che non sono di sua proprietà. “Diventare imprenditori”? É appena il caso di dire che il margine del Gestore già non consente un equilibrio economico, meno che mai di fare il salto della staccionata. Altro che “comoda scelta” di rifugiarsi dietro il “margine”.

Questo settore è già stato liberalizzato tre volte, la porta è aperta a chiunque per entrarvi

Altra partita è quella dei Gestori per i quali servono accordi commerciali diversi ed equi, non giochi di prestigio che promettono un’improbabile libertà sotto altri padroni del vapore"

Luca Squeri, Presidente Figisc Confcommercio

Commenti (8)
  • Giank

    Caspita, è già andata di lusso che Squeri non abbia detto che la benzina italiana costa cara perchè è più buona di quella che si vende all'estero. Non è uno scherzo, un altro Figisc (I.C) disse in un intervista che le pompe bianche hanno prezzi più bassi perchè la loro benzina è meno buona. :grin :grin :grin

  • Andrea

    Grazie Squeri per la profonda analisi dei nostri problemi ma perchè non si fa una seria indagine su quanto realmente pagano la materia prima le varie compagnie. Giustamente citi le no-logo le quali in qualche provincia del nord si dividono 2 o 3 impianti la metà dei litri delle restanti. Detto questo vorrei sapere cosa hai intenzione di fare per la nostra categoria visto che ci sono solo proclami e noi continuamo a lavorare con circa 4 centesimi di margine, perchè a tutte le proposte fatte non te ne va bene una ma di tue non ne ho mai lette.

  • Alex

    Egraggio signor presidente luca squeri,
    prendiamo per vero quello che tu dici!
    Eh, cosa ne pensi che in Germania nel 2004 il Gestore prendeva 6 cent litro, e che loro non hanno commissioni sulle carte, e che la loro linea telefonica tutto incluso al epoca costava 19.00 Euro al mese?
    NON APPROFNDIAMO IL DISCORSO, IN UN PAESE COME L'italia DOVE SCARSEGGIA IL LAVORO nel ultimo contratto eni ci hai venduto x 2.75 Euro KLt. spero almeno tu ti sei arricchito .

  • fusaris

    L'ultimo "ESSO" 1,5 euro KLt

  • Alex

    Ah,... dimenticavo, mi dispiace per le tue povere compagnie che hanno un margine di solo 9 cent. litro ,se noi Gestori possiamo fare qualcosa !!
    Oggi le compagnie ci fanno concorrenza con le pompe bianche,
    eh, ieri quando vendevano il carburante direttamente hai padroncini con prezzi di cessione inferiore hai nostri di 12 - 13 centesimo litro con pagamenti a 60 giorni ?
    E' la stessa storia del sint 2000 che extrarete si acquista a 5.5 Euro iva compresa al eni a 9.80 Euro iva compresa , e compreso uno sconto aggiuntivo del 5% perchè l'ordine deve essere minimo di 200 Kg. Il Gestore per poter lavorare deve acquistare 200 Lt = Euro 1960.00 per guadagnare lordi Euro 640.00 senza sconto , cosa impossibile + deve pagare il sistri , il cud, lo smaltimento delle lattine, la camera di commercio, il CNA che gli compila le pratiche, e deve comperare i reggistri, + il servizio, perchè il Gestore da anche il servizio. Il centro commerciale acquista quello che vuole, per parcondicio diciamo 200 Lt = Euro 1100.00 per guadagnare 1000.00 Euro, non paga nul alro perchè il cliente lo porta via, e quando va tutto bene lo lascia la Domenica nel piazzale dove si è fermato a fare carburante con il -10 . Luca questo non è un problema di oggi, questo è un problema che non hai affrontato in passato , oh non hai saputo oh non hai voluto. Poi volete libberalizzare gli orari,... per cosa , per scoprire chi viene a lasciare le lattine del centro commerciale? Sai quante persone occorrono per fare i turni ? h dobbiamo fare più delle 53 ore settimanali che gia facciamo esclusa la reperibilità ? In Giappone un dirigente quando fallisce si impicca in italia lo premiamo.

  • Tigana

    Non va bene confrontare la rete distributiva di Francia Germania ed Inghilterra con l'Italia senza considerare come sono 'fatte' queste nazioni (geomorfologia: quanta pianura, quanta collina in %).
    Nelle Marche non è che ci sia tutta questa abbondanza di distributori nelle zone interne (collina, campagna, borgate); nelle frazioni il comodo 'impianto sotto casa' è sparito da un pezzo.

  • Anonimo

    in apertura un saluto a Luca Squeri.

    Sono tesserato Fegica , ma non per questo non debbo rispettare le sue posizioni. In democrazia sono legittime sia le sue , sia le mie. E' la categoria che poi sceglie da che parte stare. Certo che in questo difficile momento un dialogo tra segreterie sindacali non guasterebbe , almeno su alcuni punti di sopravvivenza della categoria. O almeno qualche "corridoio diplomatico".
    Detto questo , apprezzo il modo sintetico ed esemplificativo con cui ha diviso le 177 monetine da 1 centesimo. ( secondo decimale )
    Ebbene , TUTTA la guerra dei prezzi , interessa quelle ultime 16 monetine da 1 cent. Delle quali solo 4/5 sono destinate alle spese di gestione . Dalle quali poi vanno tolte le spese fisse come energia elettrica telefono , commissioni pos , personale , adempimenti fiscali e normativi ....; al Gestore , che concorre quasi sempre anche come lavoratore , spesso non rimane neanche la retribuzione per il lavoro svolto . O lo deve dividere con i familiari che occasionalmente collaborano risultando quindi sottopagati. Sempre che non debba metterci del suo con mercati in decremento come accade ora.
    Ora , se il prezzo industriale al netto di tasse , prodotto e raffinazione è di 16 monetine da 1 cent , come spiegare "sconti " di 6-8 cent ?
    O le compagnie gonfiano il prezzo e gli indipendanti sono onesti , o agli indipendenti si vende sottoprezzo. I 2-4 cent di differenza tra pompa e pompa ci possono anche essere ; e se il prezzo fosse formato da due decimali non sembrerebbero neanche tanti considerato il livello dei servizi che in alternativa si potrebbero offrire.
    Il fatto è che non esiste un prezzo ufficiale , chiaro e trasparente da parte delle compagnie , da cui poter variare +/- 2 cent. E tutta questa guerra sul prezzo è fondata su 16 cent tutto compreso. LA GUERRA DEI 16 CENTS . E il consumatore dovrebbe invece pretendere chiarezza alla fonte. Al di là delle contrapposizioni sindacali , non sarebbe utile riuscire ad ottenere un prezzo di riferimento nazionale per compagnia , magari con un delta di +/- 2 cent a seconda del bacino di utenza ? E se il margine industriale fosse effettivamente di 16 cent , come spiegare sconti le 6/8 cent rispettando nel comtempo TUTTE le normative ? Oppure i prezzi e i margini che vengono dichiarati da compagnie non sono corrispondenti alla realtà , lasciando spazi a sospetti di speculazione. Neanche il ministero dell'industria ha capito quanto è questo margine industriale , che si allunga e si accorcia a seconde necessità. Vogliamo rendere pubblica questa incompresa GUERRA DEI 16 CENTS ? Vogliamo far capire alle compagnie che non si può scaricare questa guerra sul solo centesimo che rimane al Gestore al netto delle spese ?
    Cordialmente , Marco

  • forza Gestori

    caro squeri non e ora che noi Gestori ci aumentate la percentuale,non diciamo tanto ma almeno il 7%e non il misero 3% che facendo i conti non ci rimane neanche quello.grazie

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