I Gestori scrivono ad Api. Senza risposte sara' sciopero

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comunicato unitaria 450Le associazioni dei Gestori Faib, Fegica e Figisc/Anisa anno inviato all'amministratore delegato e al direttore rete di Api spa una lunga ed articolata lettera per richiamare il Gruppo alle criticità in cui versano i Gestori della rete sia Stradale che Autostradale.

Nella dura missiva vengono denunciate tutte le inefficienze, le violazioni di accordi nazionali anche recenti, le difficoltà di individuare soluzioni agli annosi problemi legati ai cali, partecipazione agli sconti al pubblico, sofferenze gestionali (sia nella rete ordinaria sia nella rete autostradale), pricing discriminatorio e non competitivo, strategie aziendali inaccettabili e penalizzanti per la figura del gestore, che dialetticamente il Gruppo vorrebbe considerare al centro delle proprie politiche, ma che invece viene vissuto come un semplice centro di costo e nella peggiore delle ipotesi come "antagonista".

“Non siamo più in condizione di attendere altro tempo: occorrono interventi immediati che ridiano certezza alle gestioni: tanto di rete ordinaria quanto di quella autostradale”. In un tale contesto i Gestori annunciano “la ferma determinazione di proclamare una chiusura degli impianti a partire da quelli in autostrada, e della denuncia delle chiusure dell'Azienda, le violazioni degli Accordi e delle norme poste a garanzia del settore, la mancata applicazione degli impegni assunti dalla medesima Azienda nei confronti delle Concessionarie in termini di pricing e non solo e del tentativo di ribaltare sui Gestori oneri ed adempimenti che i Gestori non hanno assunto. Chiusura degli impianti che verrà replicata anche sulla rete ordinaria qualora l'Azienda non chiarisca come intende restituire il 10% del margine sottratto a tutti i gestori ex Api-Ip e continui a tagliare il riconoscimento cali allineando il rimborso nel rispetto dei tempi previsti nell'accordo”.

Facendo seguito, si fa notare, alla copiosa, pregressa corrispondenza, alle riunioni tenute negli scorsi mesi, che non hanno prodotto alcun risultato ed al perdurare di una “palpabile situazione di fibrillazione” che stanno caratterizzando l'avvio della nuova esperienza societaria legata all'acquisto della rete TotalErg. Essendo ormai sotto gli occhi di tutti “la mancanza di una strategia chiara e di progetti di respiro e politiche di marketing che - contrariamente a quanto dovrebbero - esauriscono la loro spinta, almeno sulla rete di distribuzione, con l'utilizzo della sola leva del prezzo”. Con un differenziale che si spinge così in alto da arrivare -fra le vendite effettuate in modalità self e quelle in modalità servita- a 35-40 €cent/lt. Che si traduce, “in una sottrazione delle potenzialità di vendita dei Gestori sempre più confinati ad essere meri spettatori dei processi distributivi ed in una profittabilità consistente riservata solo all'Azienda”. Tra l'altro in presenza di una involuzione nel sistema delle relazioni industriali intervenuta dopo la trasformazione di TotalErg in Italiana Petroli e nei rapporti (accompagnata da un'assenza di risposte) e dalla difficoltà di raggiungere una sintonia fra "vecchio e nuovo". E soprattutto che di una grande difficoltà -dopo circa un anno- a ridefinire compiti, ruoli e strategie.

Per questi motivi (e per altri che, per brevità ma non per gravosità sono stati omessi, le tre organizzazioni si augurano che il "gruppo Api" possa avviare su questi temi quella riflessione attesa da mesi e possa fornire risposte credibili in tempi ristrettissimi. Al fine di arrivare alla definizione di un accordo unico, valido per entrambe le reti (ex Api ed ex TotalErg), sia su rete ordinaria che autostradale.

Comunicazione congiunta di Faib-Fegica e Figisc/Anisa al Gruppo api-Italiana Petroli del 20.11.2018


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