Sciopero Gestori Esso, impianti chiusi dal 5 al 7 luglio

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Continua la mobilitazione dei Gestori Esso ceduti, insieme alle attrezzature petrolifere, a Retisti privati che non intendono mantenere gli impegni contrattuali.

Una grave discriminazione a danno di questi Gestori che, unitamente all'intera categoria, rimangono senza alcuna tutela nelle mani di speculatori senza scrupoli che fidano, per la loro impunita', sulla superficialità' di chi dovrebbe far rispettare le regole.

Senza un sistema di regole certo ed una pubblica amministrazione in grado di farle rispettare, non ci sara' più' alcuna garanzia per i consumatori, per i gestori, per i lavoratori e per il paese ed a vincere sara' chi avrà' meno scrupoli e non piu' capacita'.

Ministero e governo, inermi, rimangono a guardare!!!!!!!

Impianti Esso di Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Marche e Veneto chiusi dalle 19.30' del 5 alle 07.00' del 7 luglio

I Gestori di queste Regioni, già trasferiti ad operatori privati che non intendono mantenere i precisi impegni contrattuali definiti, ai sensi della Legge, con la Esso, tornano di nuovo a chiudere i loro impianti per rivendicare i loro diritti e rispondere al clima di minacce ed intimidazioni che, in questi giorni, sedicenti rappresentanti dei nuovi "padroni", stanno velatamente lanciando per evitare l'adesione alla manifestazione di protesta.

Eppure la Legge obbligherebbe il Ministero dello Sviluppo Economico ad intervenire in quella che sempre più si caratterizza per una vertenza collettiva: evidentemente al Ministero non intendono disturbare il manovratore e lasciare che, a pagare, ancora una volta, nell'indifferenza generale, rimangano i Gestori.

Alla chiusura degli impianti in queste Regioni cui, territorialmente, potranno aggiungersi realtà che operano in altre zone del Paese - così come la facoltà di individuare territorialmente, anche altre azioni di protesta mirate a discrezione dei Gestori coinvolti- farà seguito una giornata di mobilitazione nazionale di tutta la Categoria, con manifestazione generale a Roma ed una prossima chiusura di tutti i punti di vendita per rivendicare i diritti dei Gestori tutti, il rispetto delle regole e richiamare la Pubblica Amministrazione alle sue responsabilità istituzionali.


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