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Figisc, prezzi: provvedimento inutile e gravoso, ulteriore balzello sui Gestori

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Quello dell’obbligo della comunicazio­ne dei prezzi è un «pastrocchio», an­che da un punto di vista del suo iter parlamentare,   che   risale   al   2009. In sede di discussione del disegno di legge su «Disposizioni per lo sviluppo e linternazionalizzazione delle impre­se, nonché in materia di energia», la allora Senatrice Anna Rita Fioroni del PD presentò alla Xa Commissione del Senato un emendamento [n. 30.0.8] che, «sulla falsariga di quanto già av­viene in Francia», istituiva un «obbli­go a chiunque eserciti l'attività di vendita al pubblico di carburante per autotrazione per uso civile di comunicare al Ministero dello sviluppo economico i prezzi praticati per ogni tipologia di carburante per au­totrazione commercializzato» [ne abbia­mo scritto, e fortemente polemizzato, sul N. 17 di Figisc Anisa News dell’11 maggio   2009].

La Commissione, sull’onda delle solite tensioni mediatiche sui prezzi, appro­vò, con la trasversalità delle forze po­litiche che la componevano, l’ emen­damento, che, pertanto, divenne un articolo [il n. 51] e parte integrante di una legge molto più complessa e mul-titematica, che venne infine approvata alla Camera il 1° luglio ed al Senato il 9 luglio   2009.

Ciò di cui forse non ci si ricorda [lo ci­tiamo qui solo per fare un esempio di come siano tortuosi i riti della politica parlamentare], è che, dopo aver depo­sitato questo «ricordino», sia la Parla­mentare proponente di tale emenda­mento, sia la parte politica di sua ap­partenenza, non votarono poi la legge – per dissensi su altri contenuti, ovvia­mente, non su questo specifico tema – né alla Camera, dove votarono contro, né al Senato, dove non parteciparono neppure   alla   votazione.

La norma rimandava a un «decreto da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge», ma in effetti fu emanato dal Ministero competente solo il 15 ottobre 2010 [si veda Figisc Anisa News N. 56 del 2 no­vembre 2010], e la prima rete di im­pianti interessata fu quella autostrada­le, per la quale l’obbligo è infatti in vigore dal 1° febbraio 2011, mentre per tutti gli altri impianti si sarebbe prov­veduto con successivi decreti.

Infine, a dare la botta finale per il ripe­scaggio di questa disposizione per tutta la rete distributiva è stata, tanto per cambiare, l’Authority della concorrenza e del mercato [Antitrust] che, all’inizio di ottobre 2012, segnalando al Gover­no, ai Ministeri ed al Parlamento ulte­riori misure di liberalizzazione da adot­tare in generale, in merito al settore di­stribuzione carburanti, tra gli altri argo­menti «reitera lauspicio di un tempesti­vo adempimento» della realizzazione di una banca dati pubblica dei prezzi [si veda ancora Figisc Anisa News N. 41 dell’8   ottobre   2012].

Riepilogati questi indispensabili passag­gi per fare memoria di un provvedi­mento che si è tradotto in un ennesimo obbligo a carico di tutti i Gestori, si deve anche ribadire quello che è il giu­dizio su tale provvedimento.

Questo è un provvedimento [per dirla senza sfumature o mezzi termini] inu­tile, gravoso, penalizzante, discrimi­natorio e suscettibile di costituire un ulteriore balzello a carico della Cate­goria.

Inutile - La conoscibilità dei prezzi dei carburanti è da decenni già garan­tita dagli obblighi della cartellonistica sugli impianti e, più di recente, da plurime piattaforme private informa­tive ed applicazioni disponibili su in­ternet da un qualunque telefono cel­lulare,   basate   su   adesione   volontaria. Insomma, si è costruita una ennesima e tardiva «macchina del nulla» [obbli­gatoria e con annesso un regime san-zionatorio!], come spesso avviene in questo   strano   Paese.

Gravoso - Sul singolo Gestore grave­rà un’ennesima incombenza [in ag­giunta a tutte le altre], da espletarsi solo in via telematica e tutt’altro che banale, visti i correlati riflessi sanzio-natori, pensata ed imposta superficial­mente ed astrattamente anni fa da chi ignorava quale fosse, sia e sarà la va­rietà dei prezzi e delle modalità di vendita e la loro variazione pressoché giornaliera e variabile nella stessa sin­gola giornata, regolata sulle dinami­che sia del mercato internazionale, sia, e soprattutto, delle continue e mutevoli politiche commerciali di prez­zo delle compagnie petrolifere, delle modalità  di erogazione,  ecc. Tempo perduto – con rischi onerosi per even­tuali errori! – sottratto al lavoro del Ge­store, che non è quello di fare il buro­crate della comunicazione per conto terzi.

Penalizzante - A «fare» il prezzo non è il Gestore, ma il marchio petrolifero, e l’unica azione che rientra nella possi­bilità teorica del Gestore [del tutto teo­rica e solo tale perché la concorrenza ne ha azzerato ogni valore pratico] po­trebbe essere la differenza tra prezzo praticato e prezzo consigliato, rigorosa­mente limitata ad importi che non ec­cedono il centesimo [non più del 5,5 ‰ del prezzo!] dagli accordi economici. Questo penoso provvedimento penaliz­za, dunque, il soggetto che non conta nulla nella fissazione del prezzo, impo­nendogli un obbligo di legge e punen­dolo   in   caso   di   inadempienza.

Una situazione comune in questo set­tore, in cui le norme valgono solo per laparte più debole, mentre per quella più
forte o si fanno norme ad hoc [ad esempio, quella sulla cartellonistica che consente alle aziende di esporre il
prezzo più basso tra le diverse offerte e modalità di servizio, come è stato una­nimemente rilevato dalle Organizzazio­
ni di Categoria (si veda anche Figisc Anisa News N. 5 dell’8 febbraio 2013)], o si consente di non osservare alcuna norma [si pensi alla mancata contrat­tazione collettiva ed alla violazione delle norme che la regolano o alla sistematica spoliazione del  margine concordato negli accordi, solo per fare qualche esempio], circostanze   sulle
quali, al contrario di quanto si fa in materia di comunicazione dei prezzi, i Governi non legiferano alcunché e le
Authority non segnalano un bel nulla, perché  tanto chi se ne frega.

Discriminatorio - L’avere  assoggettato una sola categoria di operatori anche all’obbligo della comunicazione di una sola categoria di prezzi [carbu­ranti],  prezzi peraltro già esposti, non ha l’equivalente in nessuna altra atti­vità di vendita, per la quale l’obbligo si limita alla esposizione. È palese che si tratta di un vincolo «asimmetrico» [tanto per usare una terminologia ca­ra all’Antitrust], cioè di una autentica discriminazione e di un eccesso di vin­coli, sul cui profilo di legittimità sussi­stono, più che fondati dubbi, sicure prove di disequità di trattamento tra attività   economiche.

Balzello - Sbagliare in buona o cat­tiva fede, omettere, dimenticare di co­municare [ad esempio, il prezzo va comunicato nuovamente anche nella eventualità che negli ultimi sette gior­ni dalla precedente comunicazione non sia cambiato] sono circostanze che comportano sanzioni da un minimo di 516,46 ad un massimo di 3.098,74 euro.

Per spiegarlo meglio alle teste d’uovo che hanno proposto, votato ed appli­cato questa norma: il Gestore, se do­vesse pagare queste sanzioni, si man­gerebbe il suo margine nominale da un minimo di 13.000 litri ad un mas­simo di 77.500 litri, e la media di ero­gato annuo degli impianti italiani è di circa  1,2  milioni di litri.

L’entrata in vigore di questa norma comporterà certo disguidi, problemi di rodaggio e messa a punto, visioni in­terpretative ed applicative, moltipli­cate, peraltro, dal fatto che è sul ter­ritorio diffuso – al di là di eventuali buone      intenzioni a livello centrale - che si amministrano le sanzioni; ciò non bastando, ci sarà chi penserà di procedere a generare una ulteriore fon­te di entrate locali da sanzioni. Ecco pronta   un’altra   macchina   da   balzello!

Concludendo, un provvedimento al qua­le bisognerà certo per il momento ot­temperare, ma che va letteralmente, senza tanti giri di parole, rimosso al più presto ed alla prima utile occasione e con qualunque mezzo, che si tratti di un contenzioso giuridico o di un percor­so parlamentare o entrambi che siano.

Fonte: Figisc Anisa News 11 - 2013

Commenti (13)
  • Gestore eni

    Ulteriore dimostrazione che chi ci governa, invece di legiferare su argomenti seri, non avendo, molto spesso, conoscenze adeguate, per pura demagogia, emanano provvedimenti inutili, dannosi e insignificanti.
    Povera Italia

  • Maurizio


    ..... poveri noi !!!!

    Dove andremo a finire ...sino a quando non si trovera' un interesse comune , non si andra' piu' da nessuna parte ....

    E con queste petrolifere e questa politica ....lo vedo molto distante questo nuovo inizio ...

    Buona sera

  • Max

    ma se uno non li comunica cosa succede?siamo sanzionabili?e se tutti non li comunichiamo per protesta cosa ci possono fare?
    Ma alzino loro il kulo e vengano a vedere impianto per impianto a che prezzi vendiamo..

  • mrp80

    Una domanda. Io faccio -10 con contributo da parte mia di un cent. Visto che i prezzi sono consigliati posso aumentare il prezzo finale di un cent . La c.p. può dirmi qualcosa?

  • ip ip

    per mrp80 tu fai - 10 e ci rimetti 1 centesimo , beato te io per avere - 10 vogliono che ci rimetto 3 centesimi di margine prontamente rifiutato , prezzo pieno e over ..

  • Gestore esso

    Ma invece di queste cazzate, ci dicano un pò dove vanno a finire le accise della guerra in Abissinia, del terremoto del Friuli etc...che ogni Santissimo giorno riscuotiamo per loro....Sono tutti pagliacci!!!!

  • q8

    Caro MAX un dato è certo la nostra categoria e la più disastrata perche è fatta di personaggi incompetenti lagnosi e stolti perciò vedrai che come pecoroni ci affanneremo tutti a comunicare i prezzi.ciao :grin :grin :grin :grin :grin :grin :grin :grin :grin :grin :grin :grin :grin :grin

  • pippo

    Invece di tanti piagnistei perche visto che il sindacato é contrario NON PROCLAMA 3GG DI SCIOPERO ?????come stanno facendo e faranno tutte le categorie di lavoratori dai tranvieri ai portuali quando si chiede un ns diritto e non veniamo nemmeno CAGATI ?Basta frigne tiriamo fuori le palle tanto peggio di cosi PS dei soldi della guerra in abissinia e varie accise sappiamo ormai tutto MA quanti di noi sanno che il NOSTRO bonus fiscale viene usato anche dalle POMPE GIANCHE e sono milioni di euro !!!!

  • Anonimo

    i sindacati non proclamano sioperi perchè sono tutti e tre politicizzati al massimo,siete dei benzivendoli e pecoroni la faib osanna culatello,la figis il banana e la fegica i sindacati,non vedete che ai vostri scritti non vi rispondono mai,a loro interessano solo le rajalti del cipreg.

  • gest.eni  - per mrp80

    Fai il -10 con 1 cent a tuo carico.Se sei un Gestore eni il contributo a carico del Gestore è di 2,5 cent,non guadagnando niente.
    Ci lamentiamo tutti per i contratti scaduti,che i margini sono bassi,che c'è discriminazione fra i Gestori,che non ci pagano i cali,che le spese per le transazioni con carte sono esagerate,E TU CHE FAI:
    DAI UNA MANO ALLA TUA COMPAGNIA PER FARE CONCORRENZA SUL PREZZO LIMITANDO IL TUO MARGINE.

    COMPLIMENTI.

    Per te e per tutti quelli come te le compagnie andranno avanti a fare le loro porcate facendo fallire i Gestori.
    E NON PENSARE CHE TU EVITERAI IL FALLIMENTO,A SCAPITO DEGLI ALTRI COLLEGHI.
    Se tu facessi bene i conti,ti accorgeresti che fallirai prima degli altri.

  • ip ip

    SANTE PAROLE ,

  • mrp80

    Se tu stessi nelle mie condizioni non la penseresti così.
    Fino a 2 settimane fà non riuscivo a vendere che 600lt di tutti e due i prodotti.
    Adesso sono arrivato a 1200lt.
    Che faccio? Chiudo dopo aver investito tanti soldi o cerco di sopravvivere togliendomi un cent dal guadagno?

  • grilloparlante  - fame lunga memoria corta

    Qualcuno si e offeso alla parola BENZIVENDOLI ma io penso non fosse cosi grave. Meritiamo di peggio, forse la parola piu appropriata sarebbe ZOMBI ( morti che camminano ) i sindacati anno fuoviato il vero problema, siamo troppi. Questo lo diceva un mio amico anni fa oggi tutto quello che possiamo fare e.. non ritirare piu nessun litro di benzina per almeno un mese. Nessuno ti puo precettare. Vicino a noi e stato aperto un TE 24/24 il prezzo di vendita e molto inferiore a quello che io posso accquistare. Siamo stati presi per il c**o, il futuro e senza Gestore. Non siamo nessuno.

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