Figisc Anisa News 01 - 2013

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QUOTAZIONI,  PREZZI  E VENDITE  CARBURANTI  2012: I  NUMERI  SIGNIFICATIVI DELL’ANNO  PEGGIORE

Che il 2012 sia in assoluto l’anno peggiore da moltissimo tempo in qua lo dicono, an­cor più che le percezioni largamente dif­fuse, i numeri veri e propri che riguardano più direttamente il nostro settore e di cui diamo di seguito quelli che ci appaiono più importanti per comprendere quello che è successo.

A caratterizzare la situazione sono stati al­meno tre fattori concomitanti: a) PRESSIO­NE FISCALE SOFFOCANTE, b) PREZZI INTERNA­ZIONALI SEMPRE ELEVATI CON UN CAMBIO EURO/ DOLLARO DEBOLE, c) DRASTICO CROLLO DEI CONSUMI.  E,  infatti,

a) LA PRESSIONE FISCALE SUI CARBURANTI DEL 2012 È STATA SUPERIORE [mediamente nel­l’anno e mediamente tra i due principali prodotti] A QUELLA DEL 2011 IN MISURA PARI A +24,5 % ED A QUELLA DEL 2010 IN MISURA PARI A +37,9 %;

b) LE QUOTAZIONI DEL GREGGIO NEL 2012 SO­NO STATE MEDIAMENTE PIÙ SOSTENUTE DI UN +8,70 % SUL 2011 E DI UN +44,83 % SUL 2010; QUELLE DEI PRODOTTI FINITI SONO STATE [sempre nel mix dei prodotti] PIÙ ALTE NEL 2012 DI UN +11,00 % RISPETTO AL 2011 E DI UN +45,32 % SUL 2010, MENTRE IL CAMBIO EURO/DOLLARO È STATO PIÙ DEBOLE NEL 2012 DI UN 7,66 % RISPETTO AL 2011 E DI UN 3,11 %   RISPETTO AL 2010 [come    dalla    seguente tabella sui fondamentali di mercato medi annui];

c) LE VENDITE COMPLESSIVE [somma di rete ed extrarete] SONO PRECIPITATE NEL 2012 DI 9,01 PUNTI PERCENTUALI RISPETTO AL 2011 [dati al mese di novembre], MENTRE IL 2011 ERA RIMASTO STABILE RISPETTO AL 2010 ED IL 2010, A SUA VOLTA, AVEVA SUBITO UNA FLESSIONE DI SOLO 1,26 PUNTI PERCENTUALI RISPETTO AL PRE­CEDENTE 2009.

fondamentali-triennio10-12

L’influenza dei fattori internazionali [greggi e quotazioni prodotti finiti] e di quelli tipica­mente nazionali [imposte] ha determinato che i prezzi al consumo siano stati nel 2012 [mediamente nell’anno e mediamente tra i due prodotti] superiori del 16,84 % ri­spetto al 2011 e del 36,75 % rispetto al 2010. E, data l’estrema varietà dei prezzi [dalle rilevazioni medie per impianti serviti dei marchi petroliferi, ai «prezzi Italia» mo­nitorati dal Ministero; dai prezzi degli im­pianti «no-logo» alle medie ponderate per la rete «colorata», calcolate da Figisc], di seguito si indicano quattro diversi tipi di prezzi medi annuali rilevati, sia per il pro­dotto  benzina  sia  per  il  prodotto  gasolio.

PREZZI-MEDI-ANNUI-triennio10-12

Qualunque sia il prezzo che si voglia con­siderare, LA MEDIA DELL’AUMENTO NEL 2012 È PER LA BENZINA DI 0,24 EURO/LITRO RISPETTO AL 2011 E DI 0,43 RISPETTO AL 2010; ove si consideri IL GASOLIO, L’AUMENTO NEL 2012 È STATO MEDIAMENTE DI 0,26 EURO/LITRO SUL­L’ANNO 2011 E DI 0,49 RISPETTO AL 2010.

Come già in precedenza rilevato, SULLA LIEVITAZIONE DEI PREZZI AL CONSUMO HA PE­SATO LA FISCALITÀ, CRESCIUTA DI 0,17 EURO /LITRO NEL 2012 RISPETTO AL 2011 E DI 0,24 SUL 2010 PER IL PRODOTTO BENZINA; PER IL PRODOTTO GASOLIO, DI 0,20 EURO/LITRO NEL 2012 RISPETTO AL 2011 E DI 0,29 SUL 2010. Il che significa che L’AUMENTO DELLE IMPO­STE NEL 2012 RISPETTO AL 2011, PESA SUL­L’AUMENTO VERIFICATO PER IL PREZZO AL CON­SUMO IN MISURA PARI AL 71 % PER LA BENZINA ED AL 77 % PER IL GASOLIO; invece, rispetto al 2010, sull’aumento verificato per il prezzo al consumo tra i due esercizi, la fiscalità pesa in ragione del 56 % per la benzina  e  del 59  %  per  il  gasolio.

imposte-medie-triennio10-12

Quanto alla componente «industriale» del prezzo [ossia il prezzo senza le imposte], gli aumenti delle quotazioni Platt’s Cif Mediterraneo nel 2012 assumono un va­lore di 0,06 euro/litro per la benzina e di 0,07 euro/litro per il gasolio rispetto al 2011, mentre rispetto al 2010 tali aumenti valgono, rispettivamente, 0,19 euro/litro per la benzina e 0,20 per il gasolio. Un tanto significa che l’aumento dei prodotti finiti nel 2012 rispetto al 2011, pesa sul­l’aumento verificato per il prezzo al con­sumo   in   misura   pari   al   29% per la benzina ed al 23 % per il gasolio; mentre, in con­fronto al 2010, sull’aumento verificato per il prezzo al consumo tra i due esercizi, l’au­mento dei prodotti finiti nel 2012 pesa in ragione del 44 % per la benzina e del 41 % per  il  gasolio.

L’altra componente del prezzo industriale è data dal margine [ovvero il «ricavo» indu­striale, ossia prezzo meno imposte e meno Platt’s]: tenendo conto del MIX dei consumi, questa voce è rimasta praticamente stabile nel triennio e non ha in alcun modo pesato sull’aumento dei prezzi.

RICAVO-INDUSTRIALE-triennio

Un altro elemento da considerare è la ten­denza del delta del prezzo di cessione tra rete ed extrarete a divaricare ulterior­mente la già pesante «FORBICE»: per la ben­zina nel 2012 tale delta è salito di 11,3 punti percentuali per la benzina e di 11,9 per il gasolio rispetto al 2011, ed in confronto sul 2010 di 17,5 punti percentuali per la benzina e di 19,8 punti percentuali per il ga­solio. I valori sono calcolati – secondo il seguente prospetto – sulla base della diffe­renza [Iva inclusa] tra quello che è il prezzo di cessione/fornitura praticato alla rete «co­lorata» [al netto, quindi, del margine del gestore] e quello che è praticato alla rete dei «no-logo»:

La differenza dei prezzi al consumo tra la rete «COLORATA» e quella «NO-LOGO» è an­data aumentando se confrontata sul piano del divario mediaticamente rappresentato tra prezzi nella modalità «SERVITO» e prez­zi delle pompe bianche: dai 9 centesimi/li­tro medi dell’anno 2010 ai 10 del 2011, sino ai 12 centesimi/litro del 2012, valori omogenei sia per la benzina che per il ga­solio, ma se si confrontano i prezzi delle pompe bianche con i prezzi «REALMENTE» applicati dagli impianti della rete colorata [attraverso gli sconti, le promozioni ope­ranti nelle diverse modalità di servizio, ecc.], il divario nel triennio si rivela pressoché costante, omogeneo tra i due prodotti, e sensibilmente inferiore ai va­lori nominali: non supera, infatti, i 6 centesimi/litro [basta confrontare i valori della tavola di pagina 2, colonna sinistra, in  basso].

Sostanzialmente stabili rimangono anche i ricavi industriali del sistema degli im­pianti «NO-LOGO», che – Iva compresa – nel periodo triennale 2010-2012 si aggira attorno ai 9/10 centesimi/litro per en­trambi i prodotti, come attestato dal se­guente  prospetto:

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Infine, lo stato dei consumi complessivi [sulla rete e sull’extrarete, relativamente ai consumi di benzina e gasolio, ed ancor­ché si debbano citare i dati del Ministero non oltre il mese di novembre incluso] e­videnzia che, RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2011, DA GENNAIO A NOVEMBRE 2012 SI SONO PERSI VOLUMI PER CIRCA 3,72 MILIARDI DI LITRI, MENTRE NELLO STESSO PERIODO DEL 2011  RISPETTO  AI  PRIMI   UNDICI   MESI   DEL  2010

I VOLUMI ERANO RIMASTI STABILI [con persino un marginalissimo incremento di 36 milioni di litri], e, risalendo ancora indietro, NEI PRIMI UNDICI MESI DEL 2010 SI ERA REGISTRATA SULLO STESSO PERIODO DEL 2009 UNA PERDITA DI 0,53 MILIARDI DI LITRI.

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CALANO  GLI  EROGATI  DEGLI IMPIANTI  COLORATI, CRESCONO  QUELLI  DELLE POMPE  BIANCHE

Consistenza della rete e consumi hanno su-bìto nel tempo ragguardevoli cambiamenti e ciò ha determinato una sensibile variazione anche dell’efficienza media degli impianti, misurata in termini di erogato annuo [e, pertanto, anche in termini di remunerazione al gestore che vi è addetto].

Figisc ha sviluppato una analisi incentrata sugli impianti della rete «colorata» - tenen­dola distinta sia dalla rete autostradale che dalla rete «bianca» della viabilità ordinaria[oggetto, a loro volta, di specifica valuta­zione] che parte dal 1980 ed arriva ai giorni nostri: la sintesi è che, DOPO UNA FASE DI CRESCITA DEGLI EROGATI – IN CONSE­GUENZA SIA DELLA RIDUZIONE DEGLI IMPIANTI CHE DELL’INCREMENTO DEI CONSUMI –, SALITI DAI CIRCA 0,570 MILIONI DI LITRI DEL 1980 AI 1,510 DEL 2004, DAL 2004 AL 2012 SI È SCE­SI POCO SOPRA 1,2 MILIONI, CON UNA FLES­SIONE DI OLTRE IL 20 % DELL’EROGATO ME­DIO/IMPIANTO E DEL 21 % DEI CONSUMI DI BENZINA E GASOLIO.

vendite-colorati

Su una media nazionale stimata da Figisc per il 2012 in 1,207 milioni di litri/impian­to, ben quattordici regioni su venti si pon­gono sotto la soglia media nazionale e ben quattro di queste [Valle d’Aosta, Friuli Ve­nezia Giulia, Molise e Campania] addirit­tura sotto  la  soglia  del  milione  di  litri.

Molto più severa la situazione per la rete autostradale: secondo le stime di Anisa, infatti, dopo una fase di crescita degli e­rogati – in conseguenza dell’incremento dei consumi a rete distributiva pressochè stabile per numero di punti vendita –, sa­liti dai circa 5,675 milioni di litri del 1980 ai 9,173 del 2000, dal 2004 al 2012 si è scesi poco sopra 4,7 milioni, con una flessione di oltre il 46 % dell’erogato me­dio/impianto e del 45 % dei consumi di benzina e gasolio, come da prospetto al­legato.

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Su una media nazionale stimata da Anisa per il 2012 in 4,746 milioni di litri/impian­to, ben tredici regioni su diciannove [la Sar­degna non ha rete autostradale] si pongo­no sotto la soglia media nazionale e ben sette di queste [Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Molise, Campania, Pu­glia e Basilicata] sotto la soglia dei tre mi­lioni e  mezzo  di  litri.

vendite-regione-autostrade

Se in autostrada e nella rete «colorata» del­la viabilità ordinaria tutti gli indicatori sono negativi [vendite ed erogati/impianto] no­nostante la stabilità del numero dei punti vendita o persino una diminuzione, L’UNICO CONTESTO DI RETE IN CUI CRESCONO SIA LE VENDITE, CHE GLI EROGATI/IMPIANTO, CHE IL NUMERO DI IMPIANTI, È QUELLO DEI «NO-LO-GO», che in un periodo di più recente osservazione [dal 2002 al 2012] registra UN INCREMENTO DI 3,7 VOLTE DELLE VENDITE, UN INCREMENTO DI 2,3 VOLTE DEL NUMERO DEI PUNTI VENDITA E DI 1,5 VOLTE DELL’EROGATO MEDIO/IMPIANTO.

vendite-no-logo

E se dieci anni fa l’erogato medio di una pompa «bianca» era all’incirca corrispon­dente a quello di un impianto «colorato», questo rapporto si è venuto progressiva­mente modificando a favore dei «no-lo-go», al punto che Figisc stima per il 2012 in media il loro erogato pari a 1,8 volte quello medio di un impianto di rete «colo­rata».

RETE  DISTRIBUTIVA: UNA  STIMA  SUL  PES0  DEI NO-LOGO  NELLA  RETE  PER IMPIANTI E VENDITE

Secondo le stime del numero degli impianti effettuate da Unione Petrolifera, i dati del Ministero sulle vendite in rete ed extrarete e   le elaborazioni di Figisc – nonostante An­titrust  [come si dirà di seguito], dopo una indagine durata quasi due anni, non sia in grado  di dire quante siano «ufficialmente» le pompe «bianche»   -  si può affermare con sufficiente  approssimazione  che;

1)     le pompe «BIANCHE» sono oggi pari a cir­ca il 9% degli impianti della rete della via­bilità ordinaria;

2)     la quota di mercato sulle vendite della rete della viabilità ordinaria è oggi pari a circa il 15 % del totale.

La  quota  di  mercato  sulla  rete  della   viabilità ordinaria in dieci anni è cresciuta dal 3,7 % al 15,1 %,   mentre   le   vendite si sono ncre­mentate da 1,2 a 4,4 miliardi  di   litri. Si  noti che, mentre  le vendite sulla viabilità or­dinaria sono diminuite in  tutto di circa 2,959 miliardi di litri [-9,2  %], la rete «COLORATA» ha perso ben  6,165 miliardi di litri [-19,9 %], mentre quella dei «NO-LOGO» ha incrementato i propri volumi di ben 3,206 miliardi di litri [+  266,7  %]

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La presenza di punti vendita «no-logo» è passata in dieci anni dal 3,94 % all’8,98 %, con un aumento di circa 1.160 impianti ad un ritmo medio di incremento del 10 % annuo.

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Come si è più sopra accennato nel pre­cedente articolo, l’erogato medio delle pompe «no-logo» ha nel tempo superato e poi decisamente surclassato quello delle pompe «colorate», come si evince dal pro­spetto  che  segue:

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Per chi vuol saperne di più sui temi trattati nei due precedenti articoli, si veda www. figisc.it, Osservatorio, Newsletter Vendite N. 110/2012  del  29  dicembre  2012.


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