GestoriCarburanti

Giovedì, Feb 20th

Last update:08:32:00 AM GMT

Figisc Anisa News 40 - 2012

E-mail Stampa

IL  SOTTOSEGRETARIO DE  VINCENTI: SUI  CONTRATTI  ILGOVERNO  VA PER  LA SUA  STRADA

«Per quel che concerne la contrattua­listica, nonostante lazione di promo­zione del dialogo tra le parti svolta dal Ministero, non sono stati ancora regi­strati passi avanti, per cui sarà il Mini­stero dello sviluppo economico a de­terminare con proprio decreto entro il prossimo novembre, sentite le asso­ciazioni, le nuove tipologie per i con­tratti di affidamento e gestione degli impianti   di   distribuzione».

È quanto affermato – con una posizione che non nasconde l’irritazione del Governo per l’atteggiamento inconcludente e dila­torio dell’industria petrolifera - dal Sotto­segretario al Ministero per lo sviluppo eco­nomico, prof. Claudio DE VINCENTI, in occasione dell’audizione di qualche giorno fa presso la Xa Commissione della Camera dei Deputati nell’ambito dell’indagine co­noscitiva sulla crisi del settore della raf­finazione in Italia, Sottosegretario al quale la settimana precedente FAIB, FEGICA e FIGISC/ANISA avevano chiesto, visto l’at­teggiamento di chiusura delle Compagnie, di riconvocare tutte le parti firmatarie del Protocollo del 27 luglio «per verificare lo stato dei lavori avviati con la firma del documento ministeriale» [si veda Figisc Anisa  News   n.   39  del   24/   09/2012].

Ciò a cui si riferisce l’esponente del Gover­no è l’attuazione dell’articolo 17, comma 2, della legge sulle «liberalizzazioni» [legge 27/2012],  che  prevede  quanto  segue:

«12. Fermo restando quanto disposto con il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, e successive modificazioni, in aggiunta agli attuali contratti di comodato e fornitura ov­vero somministrazione possono essere a­dottate, alla scadenza dei contratti esi­stenti, o in qualunque momento con as­senso delle parti, differenti tipologie con­ trattuali per l'affidamento e l'approvvigio­namento degli impianti di distribuzione car­buranti, nel rispetto delle normative na­zionali e comunitarie, e previa definizione negoziale di ciascuna tipologia mediante accordi sottoscritti tra organizzazioni di rap­presentanza dei titolari di autorizzazione o concessione e dei gestori maggiormente rappresentative, depositati inizialmente presso il Ministero dello sviluppo economico entro il termine del 31 agosto 2012 e in caso di variazioni successive entro 30 giorni dalla loro sottoscrizione. Nel caso in cui, entro il termine sopra richiamato non siano stati stipulati gli accordi di cui al precedente periodo, ciascuna delle parti può chiedere al Ministero dello sviluppo economico, che provvede nei successivi 90 giorni, la defini­zione  delle  suddette  tipologie  contrattuali.»

Nel corso dell’audizione, il Sottosegretario, ha sostenuto «l’impegno del Governo» [ossia i contenuti della legge 27] che si sa­rebbe concretato nel produrre «significa­tive misure per la liberalizzazione del set­tore, quali: lincremento delle modalità selfservice, anche in relazione alla mag­giore economicità di tale tipo di riforni­mento per il consumatore; la rimozione dei vincoli sulle attività non oiled il loro ampliamento (giornali, in parte tabacchi, etc.); lintroduzione di nuove tipologie contrattuali per regolare i rapporti tra Compagnie petrolifere, retisti egestori degli impianti di distribuzione carburanti; la possibilità perititolari ed igestori dei punti vendita di riscattare l'impianto, an­che consorziandosi o associandosi; un pri­mo passo verso leliminazione del vincolo dellesclusiva; il miglioramento della co­municazione e della trasparenza dei prezzi dei carburanti all'utente; l'imple­mentazione delle misure per la chiu­sura degli impianti così detti incom­patibili (alle norme urbanistiche, codice della strada)», anchese–haprecisato -«naturalmente non tutto era possibile pre­vedere per legge e quindi alcune azioni trovano il loro veicolo attuativo attra­verso lemanazione di decreti ministe­riali ai quali stiamo attivamente lavoran­do».

De Vincenti annuncia, infatti, che «la nuo­va metodologia di calcolo del “prezzo Ita­lia”è già prontaenei prossimi giorni ver­rà adottata attraverso uno specifico de­creto ministeriale», che «si sta interve­nendo, sempre con un decreto ministe­riale, sullobbligo di esposizione dei prezzi dei carburanti, definendo le modalità di e­videnziazione delle prime due cifre deci­mali e delle caratteristiche minimali della cartellonistica» e, infine, che «sul fronte della razionalizzazione della rete carbu­ranti [….] siamo ora in procinto di fina­lizzare il testo del decreto ministeriale re­lativo al Fondo per la razionalizzazione della rete dei carburanti, sia per il rifi­nanziamento delle chiusure degli im­pianti, sia per la determinazione dei con­tributi per i costi ambientali di ripristino dei luoghi a seguito delle chiusure stes­se».Il Sottosegretario deve anche ammettere niente più che uno standby su altre due «patate bollenti» nel settore: la vertenza autostradale, aperta da fine febbraio, e l’i­nadempienza perdurante sulla norma sulla gratuità delle carte di pagamento: «Ricor­do anche che il Ministero ha svolto varie riunioni dei tavoli sulle problematiche au­tostradali e sui pagamenti dei carburanti mediante carte elettroniche, temi sui qua­li la mediazione del Governo cercherà di facilitare i  risultati auspicati».

IL  GOVERNO  SMENTISCE IPOTESI DI RIMODULAZIONE DELLE  ACCISE  SUI  CARBURANTI

Non vi saranno provvedimenti di riduzione o di «sterilizzazione» delle accise nelle misure che il Governo si prepara ad adottare [il così detto «decreto sviluppo»]: è lo stesso Ministro allo sviluppo economico, Corrado PASSERA, a gelare le aspettative suscitate nelle scorse settimane dalle notizie trape­late in tal senso [ivi inclusa la diffusione di una bozza di decreto di accisa «mobile» ag­ganciata alle maggiori o minorI entrate e­rariali per l’IVA sulle variazioni trimestrali delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati].

Sfuma così qualunque possibilità di rimodu­lare una pressione fiscale sui carburanti che è, ormai dalla fine dello scorso anno, la più alta dell’Europa comunitaria e che, quindi, rende i nostri prezzi i più alti di Eurolandia [l’ultima rilevazione della Commissione eu­ropea del 24 settembre evidenzia che ab­biamo imposte sulla benzina per 1,063 eu­ro/litro su un prezzo di 1,846 e per 0,921 su un prezzo di 1,747 sul gasolio (per que­st’ultimo prodotto solo il Regno Unito è più fiscale e più caro di noi)] e che sta falci­diando i consumi nell’ordine di quasi il 9 % [dato  ad agosto].

Oppure di riuscire a contenere il gap con i Paesi confinanti comunitari e non, che han­no tutti una fiscalità [e di conseguenza un prezzo] di schiacciante favore, e che da o­vest ad est [confini con la Francia, la Sviz­zera, l’Austria e la Slovenia] sta alimen­tando a piene mani quel «pendolarismo del pieno» che getta sul lastrico i gestori, sottrae centinaia di milioni di euro di im­poste all’erario nazionale per rimpinguare le casse di chi non fornisce ai nostri con­cittadini né servizi sociali né altre presta­zioni, non costruisce in Italia né scuole né ospedali. E tutto ciò senza che neppure il Governo provveda ad assegnare alle Re­gioni - per sostenere le misure locali ido­nee a contrastare il fenomeno - i riparti [invero ben miseri, 20 milioni in tutto] di quel «Fondo per la valorizzazione e la pro­mozione delle realtà socioeconomiche del­le zone appartenenti alle regioni di confi­ne» previsto dall’ articolo 3, comma 16bis, della  legge  44/  2012.

Viene dunque cestinata l’ipotesi di istituire una accisa «mobile»: ne abbiamo trattato nel precedente numero di FIGISC ANISA NEWS [n. 39 del 24/09/2012], per rilevar­ne la sostanziale inefficacia a creare un qualche vantaggio per il cittadino: le im­poste   sulla   benzina   valgono,   infatti,   il   58% del prezzo e all’automobilista l’ipotesi di provvedimento di accisa mobile diffuso la settimana scorsa avrebbe potuto restituire - nelle ipotesi più favorevoli - qualcosa co­me la cinquantottesima parte delle imposte pagate. E ciò in ragione del fatto che le variazioni medie trimestrali dell’IVA sul prezzo internazionale dei prodotti sono storicamente del tutto minimali, che l’inte­ra IVA su tale componente del prezzo non supera il 7 % del prezzo complessivo, che vi sono ovviamente variazioni positive e negative e che, inoltre, non vi sarebbe stata alcuna rimodulazione dell’accisa se non per scarti uguali o superiori ad un cent/litro. Insomma, inezie.

Ed inoltre, approfondendo quella bozza di decreto - che parla di maggiori o minori prelievi erariali come di un altro parametro per far scattare meccanismi di rimodula­zione dell’accisa -, si è rilevato che non ap­pariva affatto chiaro se, ad esempio, un minore gettito fiscale tra un trimestre e l’altro, dovuto alla flessione dei consumi, avesse o no impedito la rimodulazione del­l’accisa nel caso di una significativa escur­sione del prezzo internazionale dei prodotti finiti. Insomma, anche una certa confusio­ne.

*

Intanto, qualcosa si muove sul fronte delle addizionali regionali di accisa che gravano sulla benzina: da oggi, 1° ottobre, non è più in vigore nell’ambito della Regione To­scana l’addizionale regionale, che valeva ben 5 centesimi/litro [6 con IVA].

Dopo l’abrogazione da parte della Toscana, sono ancora dieci le Regioni che ancora la applicano in maggiore o minore misura [ da 2,0 a 4,0 cent/litro senza IVA] Abruzzo, Ca­labria, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Puglia ed Umbria. In base alle quote di consumi di benzina ef­fettuati in ciascuna regione, i consumi di tale prodotto gravati da addizionali scende ora dal 50 al 42 % del totale nazionale.

L’applicazione delle addizionali regionali, che si aggiungono all’aliquota base nazio­nale, avevano portato laccisa media na­zionale della benzina allammontare di ben 0,744 euro/litro [0,728 di aliquota statale più una maggiorazione media su scala na­zionale  di  0,016  euro/litro].

L’aggravio delle addizionali regionali falsa e non poco il risultato del calcolo per de­terminare il così detto «stacco Italia» del prezzo industriale dalla media del prezzo industriale della benzina in Unione Euro­pea: il computo, infatti, viene effettuato sottraendo al prezzo al consumo la som­ma delle imposte [accise statali ed IVA], ma senza tenere in conto le addizionali re­gionali. Risultato: lo «stacco Italia» sulla benzina è sovrastimato puntualmente di oltre  1,5 cent/litro.

Con la cancellazione dell’addizionale regio­nale da parte della Toscana, il peso medio nazionale di questo balzello scende di cir­ca 4 millesimi/litro e laccisa totale media nazionale sulla benzina si porta a 0,740 euro/litro [comunque la più alta dell’Unio­ne, con l’Olanda che segue per un soffio, con 0,736  euro/litro],  come  da  tabella.

accise_benzina

AUTOSTRADA: LE AZIENDE, ROVINATI I GESTORI ED IL COMPARTO, ADESSO NE MEDITANO L’ABBANDONO

Alcune aziende petrolifere hanno avviato una autentica campagna di contestazioni ai Gestori delle aree di servizio, addebitando loro il superamento del prezzo massimo stabilito dagli accordi tra le parti [ma non si tratta della sola fattispecie: si sono, in­fatti, registrate anche contestazioni sul mancato invio dei dati delle vendite non oil ai fini del conteggio delle royalty e chi più ne ha più ne metta], con una evidente pre­testuosità, dal momento che le iniziative dei Gestori sono state assunte nel quadro di una mobilitazione della Categoria, larga­mente e lungamente pubblicizzata e mai revocata, per protestare contro l’insoste­nibile situazione che contraddistingue le gestioni  del  comparto  autostradale.

«Non è certo da oggi, ma già dallinizio del mese di luglio che ANISA sta puntualmente controdeducendo le lettere che le Aziende si accaniscono ad inviare ai gestori delle aree di servizio» denuncia il Presidente Nazionale di ANISA Confcommercio, Ste­fano CANTARELLI «rispondendo dapprima in luogo del singolo Gestore e più recen­temente in luogo collettivo per tutti, che tutte le iniziative oggetto di rilievo da parte delle petrolifere non sono state mai revocate né dopo lapertura del tavolo mi­nisteriale sul comparto autostradale a­perto sin da aprile , che ha dato luogo alla sospensione della chiusura notturna degli impianti, né successivamente a se­guito della sottoscrizione del verbale mi­nisteriale del 27 luglio 2012, che ha dato luogo alla sospensione dello sciopero ge­nerale sia in rete autostradale che in rete ordinaria, e che, pertanto, esse sono in vigore e rientrano nel libero esercizio dei diritti di rappresentanza e tutela della Ca­tegoria.»

«Respingiamo ogni addebito, pertanto, e diffidiamo le aziende dal proseguire in ulteriori azioni di intimidazione» prosegue il Presidente Cantarelli «tanto più che delle iniziative che sarebbero state adottate, e che si sono effettivamente attivate sin dai primi di aprile, si è data ampia informa­zione sin da dopo l’assemblea ANISA di Bologna del 16 febbraio, con comunica­zioni in data 20 febbraio e 30 marzo in­viate praticamente a “tutto il mondo”: Mi­nisteri, ANAS, Concessionari, Aziende Pe­trolifere. Tanto più che tutti sanno che c’è in piedi un tavolo di lavoro su cui non si sono chiuse ancora intese proprio per la indisponibilità dell’industria petrolifera – che oggi fa finta di “cadere dal pero” e si diverte a tormentare i Gestori con minac­ce inutilmente cavillose e pretestuose - a prendere  concreti  impegni».

Ma vi è, secondo quanto denuncia esplici­tamente  Cantarelli,  ancora  di  peggio:

«È sotto gli occhi di tutti a quale stato di degrado abbia spinto il comparto la man­canza di ogni progettualità e la dissen­nata logica dei prezzi e delle rendite, acuita da comportamenti del tutto schizo­frenici delle aziende: da anni calano le vendite oil, ormai in caduta libera, se­guite dappresso anche dai servizi non oil, e da questanno si deve registrare anche la pesantissima flessione dei carichi di traffico sulla rete più strategica del Pae­se. Il quaranta per cento della rete è composto da impianti le cui gestioni non sono   più in   grado   di   garantire   un   minimo equilibrio nel rapporto tra i costi necessari a garantire lo standard dei servizi ed i ricavi di vendita, ed uno su quattro di que­sta quota di rete ha erogati che sono in­feriori a quelli di una pompa bianca della rete stradale. E se questo è il quaranta per cento della rete, il restante sessanta per cento è spinto al default dai fattori pato­logici comuni a tutta la rete: politiche di prezzo gravemente discriminanti, mancata corrispondenza delle Compagnie agli impe­gni ed obblighi contrattuali, falcidia delle marginalità ed incremento vertiginoso del­lindebitamento.»

«Lindustria petrolifera porta la responsa­bilità di tutto questo stato di cose e del progressivo decadimento del comparto, con comportamenti che hanno nel tempo acuito queste già gravi colpe. Con la re­cente vicenda dei mega sconti sulla rete ordinaria è stato dato un ulteriore impulso al crollo delle vendite [la rete autostradale già perde circa il 23 % rispetto allanno precedente, un collasso spinto fino al 32 % dopo la vicenda della scontistica dei week end estivi]. E quanto alla faida condotta contro i Concessionari per la vicenda del­lonerosità delle royalty basterà ricordare chi, a suo tempo, si è letteralmente sbra­cato sulle offerte nella folle giostra delle rendite di posizione pagate da tutto il si­stema» precisa il Presidente ANISA, che lancia,  infine,  un  allarmante  avvertimento:

«Lindustria petrolifera, non paga di avere ridotto allorlo del lastrico i suoi Gestori dellautostrada ed avere lasciato degrada­re questo comparto al punto di non ritorno di oggi, sta seriamente pensando né fa mi­stero di dichiararlo, ancorché non nelle sedi più opportune per farlo di abbando­nare il comparto perché ormai il gioco non vale più la candela.Sarebbe bene che su questo si facesse, da parte di Ministero e Concessionari, la necessaria chiarezza, per non continuare a discutere del nulla, per non farsi prendere ulteriormente in giro, per evitare di continuare a mettere a bando le aree, come nulla fosse.»

IN  OTTO  MESI:  5,5  MILIARDI  DI IMPOSTE IN PIÙ, MA PER ACQUISTARE  2,5  MILIARDI  DI CARBURANTI IN MENO

Nei primi otto mesi del 2012, dal gennaio all’agosto [ancora non abbiamo dati su settembre, ovviamente], FAMIGLIE ED IM­PRESE ITALIANE HANNO CONSUMATO MENO BEN­ZINA E GASOLIO CHE NELLO STESSO PERIODO DEL PRECEDENTE ANNO 2011: circa 8,3 PUN­TI PERCENTUALI IN MENO, e, IN VOLUMI, CIRCA 2,5 MILIARDI DI LITRI IN MENO.

Ma non è che per questo il conto degli e­sborsi di famiglie ed imprese sia stato più leggero, anzi: dal gennaio all’agosto 2012 LA SPESA È STATA DI 7,2 MILIARDI DI EURO IN PIÙ [da 36,0 a 43,2 miliardi e QUASI 20 PUNTI PERCENTUALI IN PIÙ] RISPETTO AL MEDE­SIMO PERIODO DELL’ANNO PRECEDENTE. Come a dire che GLI ITALIANI AVREBBERO DOVUTO SPENDERE IL 31 % IN PIÙ SE AVESSERO CON­SUMATO LO STESSO QUANTITATIVO DI BENZINA E GASOLIO DEL 2011.

Quel che è più interessante è che DEI 7,2 MILIARDI DI EURO IN PIÙ, BEN 5,5 SONO CO­STITUITI DA MAGGIORI IMPOSTE, OSSIA PER UNA QUOTA PARI AL 76,4 %, MENTRE 1,7 SONO DOVUTI ALL’AUMENTO DEL PREZZO INDUSTRIALE [cioè al costo del prodotto finito ed ai co­sti e margini del sistema distributivo], PER UNA QUOTA PARI AL  23,6 %.

Un tanto ci dicono i conti di una elabo­razione da noi svolta sulla base dei prezzi, delle imposte, dei costi e margini, non­ché delle vendite di rete ed extrarete, tutte grandezze comparate per i primi otto mesi dell’anno  in  corso  e  di  quello  precedente.

consumi_gen_ago

Il dettaglio dei dati chiarisce che la spesa è stata di 36,0 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2011 e di 43,2 nei primi otto mesi del  2012;  la  sua  scomposizione  evidenzia:

  1. che le imposte totali [accisa ed IVA] vi hanno concorso per 18,4 miliardi di eu­ro nel 2011 [51,09 %] e per 23,9 nel 2012  [55,41  %];

  2. che il costo internazionale dei prodotti finiti [il vero carburante che finisce nel serbatoio] vi ha contribuito per 14,5 mi­liardi di euro nel 2011 [40,25 %] e per 16,4  nel  2012   [37,85  %];

  3. che i costi e margini del sistema distri­butivo hanno pesato sulla spesa al con­sumo per 3,1 miliardi di euro [8,67 %] nel  2011  e  per  2,9[6,74  %]  nel  2012.

comp_spesa

Il dato è calcolato sui prezzi medi, ela­borati su base giornaliera, rilevati dal Mini­stero [il  «prezzo Italia»] per la rete distributiva pubblica [e, quindi, comprensivo degli impianti tradizionali con le sconti-stiche praticate normalmente e dei «no-logo»] e sui dati giornalieri della stampa specializzata per il circuito «extrarete».

Nella tabella che segue, viene indicata la scomposizione in fattori della maggiore spesa sostenuta nei primi otto mesi del 2012 rispetto ai primi otto mesi del 2011, e viene indicata la quota percentuale che ciascun fattore ha apportato all’aumento della  spesa  stessa.

comp_magg_spesa

Ogni  commento è del tutto superfluo!

Commenti (8)
  • lucki

    tutto bello ma un mio pensiero perchè invece di scrivere solo quì non fate un servizio in televisione in prima serata non a mezzanotte e con una fattura in mano non fate vedere quanto guadagna un Gestore x litro perchè i nostri "clienti" pensano ( il 90%) che noi prendiamo molto di +
    di 3,5 cent € al litro sporhi
    ma in televisione non deve andare il sindacalista stipendiato compagnia ma noi poveri Gestori con dei filmati giornalieri di cosa succede tutti i giorni nei piazzali
    scusate ma è un sogno ciao :zzz

  • Roberto Gestore IP

    Io ho fatto diverse fotocopie dii una fattura con il ns sconto ( 0,037 Cents ) e quando i clienti rompono gliene do' una copia spigandogli la situazione ... Comunque ragazzi e' finito il ns mestiere : SETTEMBRE MENO 51 % !!!!!!!!!!!!! la cosa piu' drammatica e' che non c'e' anima viva dell' IP che mi chiama per chiedermi lumi sul tracollo , evidentemente non gliene frega una mazza , prima mi rompevano anche se calavo del 2 % !!! Per me resteranno solo gli impianti grandi e gran parte degli impianti medio - piccoli nel giro di pochissimo tempo spariranno ... se non si vende niente DEVI CHIUDERE !!!

  • Stefano Finotto

    Arriverà...Arriverà...abbi pazienza che arriverà !
    Ci saranno i poveri Gestori e i sindacalisti NON al soldo delle compagnie. Per tempo sarete avvisati !

  • Gigi

    8)

    I Gestori non dovrebbero giocare l'arma della compassione.

    Viviamo in un mondo di menefreghisti, la gente se ne frega se noi siamo poveri - in compenso, la solita gente s'incazza se guadagniamo, attenzione, non se diventiamo ricchi (non è possibile), s'incazza se guadagniamo!

    Quindi la soluzione è una sola:
    mettere paura (sciopero con conseguente blocco del paese).

    Noi avevamo questa possibilità, adesso non più.

  • VIOLONE

    sciopero ,,,,,,,,,,, i sindacati dicono che molti di noi non aderisco............ metteteci alla prova e poi contiamoci benzinai che stanno bene non ce ne sono

  • Donato

    Perchè in tv non dicono quante gestioni hanno chiuso e quanti di noi ci hanno lasciato la vita in questo mestiere per pochi centesimi svegliatevi siamo in dittaturam le tv non fanno altro che dirci quello che il governante vuole farci sapere cosa c***o ne frega a noi delle banche spagnole o dello spread btp bundci fanno credere che il debito pubblico ci ammazzerà come se questi fosse una bomba atomica piazzata sotto il nostro c**o mentre i politici continuano a fare i c***i loro gli scioperi non servono più quì ragazzi bisogna armarsi ed andare a prendere i ns amati politici e appenderli ai pennoni perchè le future generazioni devono ricordarsi come bisogna non governare non è solo la nostra categoria allo stremo ma tante persone che cercano di vivere onestamente alla giornata se vai fare una giornata in campagna per comprare un tozzo di pane rischi di farne guadagnare allo stato dieci volte di più :upset

  • mario

    in tele non ci vogliono perchè siamo brutti e puzziamo di benzina,ecco perchè ci chiamano benzivendoli,ricordatevi che la colpa è nostr

  • Anonimo  - Leo q8

    Nn puzzo e nn sono brutto :)

Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [s] [url] [quote] [code] [img]   
:):grin;)8):p:roll:eek:upset:zzz:sigh:?:cry
:(:x
SECURITY
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell\immagine.
Commentando dichiari di aver preso visione e di accettare i termini e condizioni di utilizzo di questo sito.
Per mantenere un livello civile della conversazione, verranno eliminati tutti i commenti che contengono: turpiloquio, offese, violazioni della privacy, off topic, istigazioni alla violenza o al razzismo, minacce ecc. Gli utenti che violeranno ripetutamente la nostra policy verranno bloccati/bannati. La Redazione.

Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti:

Il sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l'esperienza dell'utente. Inoltre utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, per fornire funzionalità di social media e analizzare il nostro traffico.Condividiamo informazioni sull'utilizzo del nostro sito con i nostri social media, i partner di pubblicità e analisi che possono combinare tali informazioni con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto dal vostro uso dei loro servizi. Proseguendo la navigazione accetti di ricevere i cookie. Per saperne di piu' leggi la nostra privacy policy.

Accetto i cookies di questo sito.

Informativa e acquisizione del consenso per l’uso dei cookie