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Figisc Anisa News 10 - 2012

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DECRETO LIBERALIZZAZIONI (1) : RAGGIUNTO UN PUNTO DI EQUILIBRIO, AL CENTRO ACCORDI E CONTRATTI - RESTA LA CRISI DI PROSPETTIVA DEL SETTORE

Al Senato si è trovato un faticoso punto di equilibrio sull’articolo 17 del decreto libera­lizzazioni, articolo che riguarda direttamen­te il settore della distribuzione carburanti; il risultato è il testo che pubblichiamo in que­sto stesso numero.

Alla fine il risultato è stato quello di ripor­tare l’attenzione sulla centralità degli accor­di e dei contratti tra le parti, evitando di in­tervenire con norme di rottura che avesse­ro, da un lato, la pecca di una più che dub­bia costituzionalità, dall’altro, che ottenes­sero di ribaltare il quadro delle relazioni nel settore in maniera deleteria solo per la sua parte più debole, facendo esplodere uno scontro senza via d’uscita.

Ciò va nel senso di ciò che FIGISC ed ANISA si sono impegnate a sostenere: la questione non è mai stata quella della scelta tra di­fendere lo status quo delle relazioni del settore o “distruggere il sistema”, bensì quella di arrivare, in un settore che è già cambiato, a tutelare la Categoria nella fase di transizione e non a condannarla a subire “senza rete” le conseguenze di una disinte­grazione  del sistema  stesso.

Torna, dunque, ineludibile e non più riman­dabile (si è già perso un tempo infinito ad inseguire un mito), la questione che era già urgente prima che la maionese in questo settore impazzisse: la revisione degli accor­di e dei contratti. Un tema già definito sin dall’articolo 28 della legge 111/2011, con il quale si apriva tutto un campo di prati­cabilità per i nuovi strumenti contrattuali e si fissavano i principi di equità e di non di­scriminazione nelle condizioni di competi­zione  e  concorrenza.

La nuova formulazione dell’articolo 17 riba­disce intatti i medesimi principi, affidando al settore – nel rispetto della rappresentatività delle parti e della contrattazione collettiva – il compito di riformare le sue relazioni inter­ne, senza porre limiti o pregiudiziali di sorta alle soluzioni possibili, con una apertura a 360 gradi. Anche il problema del vincolo di esclusiva è rimesso alla negoziazione delle parti, come risultato di un eventuale accor­do (con delle contropartite economiche da trattare) tra le parti stesse e non come e­sito  di una  specie  di  esproprio  normativo.

Ad evitare che, rispetto a queste potenzia­lità offerte dalla norma, prevalgano ancora l’inerzia o la indisponibilità al confronto, è previsto che il Ministero intervenga su ri­chiesta anche di una delle parti a definire nuove  tipologie  contrattuali.

Se la mediazione bypartisan del Senato si è, dunque, attenuta alla scelta di tenere la barra al centro, si apre ora uno scenario in cui le componenti del settore hanno un obbligo ed una urgenza inderogabili: met­tere mano ai contratti, dimettendo i co­modi alibi dello scontro (sui quali è ora di finire di vivere di rendita ideologica senza aver risolto uno solo dei problemi aperti), con mente aperta e nella consapevolezza che ormai non c’è più un solo dogma sul format contrattuale, ma una pluralità di soluzioni da cercare che consentano al Gestore di stare nel settore con ruoli e funzioni che possono anche essere sia in continuità sia in discontinuità con il passa­to, rispetto, ad esempio, al mercato ed ai prezzi ed all’evoluzione (o alla deriva) di questi due fattori cruciali per le difficoltà della Categoria sia di questi ultimi anni, sia,  e  soprattutto,  in  prospettiva.

Per il resto, la nuova formulazione dell’ar­ticolo 17 non offre aspetti di sostanziale novità rispetto al testo del decreto quale licenziato  dal  Governo.

Si ribadiscono le aperture sul non oil (che in gran parte rivangano norme già pre­senti da tempo, come i giornali dal 1999 o bar e commercio dal 2001, ma che nella nuova versione dell’articolo 17 prevedono la vendita dei tabacchi nei distributori con una superficie non inferiore a mq. 500 e non più a 1.500 mq.); si confermano le norme sull’obbligo del self prepay in tutti gli   impianti   e,  per la rete,  si vietano ulteriori proroghe per gli impianti dichiarati in­compatibili.

La nuova norma introduce un ampio spazio per la distribuzione del metano per autotra­zione, prodotto che diventa a tutti gli effetti un “carburante” come gli altri ed i cui im­pianti di distribuzione vengono liberalizzati, mentre sparisce l’obbligo del terzo prodotto (gpl o metano) per gli impianti di nuova realizzazione: altra vecchia diatriba che, dal 2008 ha opposto alle Regioni (che avevano introdotto il vincolo dei prodotti a minore impatto ambientale) l’Antitrust e gli interes­si di bottega della grande distribuzione or­ganizzata.

Ma, al di là dell’equilibrio raggiunto sulla vi­cenda delle relazioni interne al settore, que­sto decreto – comunque si sia modificato da un mese a questa parte – lascia sullo sfon­do (né poteva essere diversamente, in fin dei conti) irrisolte tutte le criticità di fondo, dai prezzi dei carburanti alle prospettive per il settore.

Sui prezzi dei carburanti – in nome dei quali (o in pretesto dei quali) si sono attizzate ed avviate liberalizzazioni e rivoluzioni di ogni sorta -, grava una fiscalità che è la più sof­focante d’Europa, un mercato internaziona­le dei fondamentali in rimonta (con il greg­gio sui 125 dollari/barile), margini del set­tore distributivo assolutamente ai minimi termini.

Il sistema distributivo non è certo in grado di assorbire, neppure in parte, nella forma­zione del prezzo l’impatto della pressione fiscale, ed è ora di dire con chiarezza – do­po le infinite boiate che sono state pro­pagandate e riferite da ogni parte sui prezzi – che è vero non solo che le imposte pe­sano mediamente tra benzina e gasolio per il 54 % del prezzo e che il costo del pro­dotto pesa per un 37 % (e siamo al 91 % del prezzo), ma anche che sul restante 9 % (che è il costo del sistema distributivo) l’85 % sono costi e solo il 15 % è margine: come dire che, su un costo medio dei car­buranti  di  1,76  euro/litro,  alla  fine  della  giostra restano solo 0,02 euro/litro, ossia an­cor  meno  dell1,5  %  sul  prezzo.

Sulla rete distributiva, si continuano ad e­liminare vincoli all’insediamento di nuovi impianti (siamo alla quarta liberalizzazio­ne), con il risultato di un numero sempre maggiore di impianti sulla rete ordinaria, con erogati sempre più risibili che sono un terzo di quelli di Francia, Germania ed In­ghilterra; in autostrada un terzo degli im­pianti è sotto il livello di sostenibilità eco­nomica rispetto ai costi di un servizio 24 ore  su  24.

Infine, mentre si continua sempre a par­lare di vento per dare aria ai denti, la ve­rità è che le prospettive del settore sono abbastanza  inquietanti.

La raffinazione è sempre più in crisi, né si può vedere una via d’uscita, stante la con­correnza internazionale che mette fuori mercato un pezzo importante del nostro apparato industriale. La distribuzione può ormai riservare alla remunerazione degli investimenti ed alla copertura dei costi dei margini che sono ormai ai minimi vitali e meno.

E così, mentre da un lato, si cerca di mi­nimizzare l’acutezza e profondità della cri­si, fingendo che “va tutto bene, madama la Marchesa”, dall’altro si continua nello sport tanto in voga presso chi non cono­sce il settore (ma anche, assai più colpe­volmente, presso chi lo conosce): quello di continuare – alla Tafàzzi - a far degradare il settore

DECRETO LIBERALIZZAZIONI (2): IL NUOVO TESTO DELLARTICOLO 17 ELABORATO DAL SENATO

(EMENDAMENTO 17.100)

Pubblichiamo il testo dell’emendamento n. 17.100 del Senato, che, su accordo dei Relatori del decreto liberalizzazioni, riscri­ve l’articolo 17, che tratta della materia delle relazioni commerciali nel settore e degli accordi tra proprietà e gestione, del­le attività non oil, degli adeguamenti della rete distributiva e della diffusione del me­tano per autotrazione.

Art. 17 - Liberalizzazione  della distribuzione  dei carburanti (Gestori proprietari dellimpianto)

1.   I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che siano anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera possono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea. A decorrere dal 30 giugno 2012 eventuali clausole
contrattuali che prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusiva nell'ap­ provvigionamento cessano di avere effetto per la parte eccedente il 50 per cento della fornitura complessivamente pattuita e co­munque per la parte eccedente il 50 per cento di quanto erogato nel precedente
anno dal singolo punto vendita. Nei casi previsti dal presente comma le parti pos­sono rinegoziare le condizioni economiche e l'uso  del  marchio.

(Gestori non proprietari Accordi e contratti)

2.  Al fine di incrementare la concorrenzialità e l'efficienza del mercato anche attraverso una diversificazione nelle relazioni contrat­tuali tra i titolari di autorizzazioni o conces­sioni e gestori degli impianti di distribuzione carburanti, i commi da 12 a 14 dell'articolo 28 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono sostituiti dai se­guenti:

«12. Fermo restando quanto disposto con il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, e successive modificazioni, in aggiunta agli attuali contratti di comodato e fornitura ov­vero somministrazione possono essere a­dottate, alla scadenza dei contratti esi­stenti, o in qualunque momento con as­senso delle parti, differenti tipologie con­trattuali     per     l'affidamento     e     l'approvvigionamento degli impianti di distribuzione carburanti, nel rispetto delle normative nazionali e comunitarie, e previa defini­zione negoziale di ciascuna tipologia me­diante accordi sottoscritti tra organizza­zioni di rappresentanza dei titolari di au­torizzazione o concessione e dei gestori maggiormente rappresentative, depositati inizialmente presso il Ministero dello svi­luppo economico entro il termine del 31 agosto 2012 e in caso di variazioni suc­cessive entro 30 giorni dalla loro sotto­scrizione. Nel caso in cui, entro il termine sopra richiamato non siano stati stipulati gli accordi di cui al precedente periodo, ciascuna delle parti può chiedere al Mini­stero dello sviluppo economico, che prov­vede nei successivi 90 giorni, la defini­zione delle suddette tipologie contrattuali. Tra le forme contrattuali di cui sopra potrà essere inclusa anche quella relativa a con­dizioni di vendita non in esclusiva relativa ai gestori degli impianti per la distribu­zione carburanti titolari della sola licenza di esercizio, purché comprendano adegua­te condizioni economiche per la remune­razione degli investimenti e delluso del marchio.

(Aggregazioni di gestori)

12-bis. Nel rispetto delle normative nazio­nali e comunitarie e delle clausole contrat­tuali conformi alle tipologie di cui al com­ma precedente, sono consentite le aggre­gazioni di gestori di impianti di distribu­zione   di   carburante   finalizzate   allo   sviluppo della capacità di acquisto allingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di trasporto  dei  medesimi.

(Mercato  allingrosso)

12-ter. Nellambito del decreto legislativo da emanare, ai sensi dellarticolo 17 delle legge 4 giugno 2010, n. 96, recante Dispo­sizioni per l’adempimento di obblighi deri­vanti dall’appartenenza dell’Italia alle Co­munità europee – Legge comunitaria 2009, per lattuazione della direttiva 2009/119/CE del Consiglio, del 14 settembre 2009, la quale stabilisce lobbligo per gli Stati mem­bri di mantenere un livello minimo di scorte di petrolio e/o di prodotti petroliferi, sono altresì stabiliti i criteri per la costituzione di un mercato  allingrosso  dei  carburanti.

(Riscatto  concordato degli impianti)

13.  In ogni momento i titolari degli impianti e i gestori degli stessi, da soli o in società o cooperative, possono accordarsi per l'effet­tuazione del riscatto degli impianti da parte del gestore stesso, stabilendo un indennizzo che tenga conto degli investimenti fatti, degli ammortamenti in relazione agli even­ tuali canoni già pagati, dell'avviamento e
degli andamenti del fatturato
, secondo cri­teri stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppo  economico.

(Equità e competizione)

14.  I nuovi contratti di cui al comma 12 de­vono assicurare al gestore condizioni con­trattuali eque non discriminatorie per com­petere  nel  mercato  di  riferimento.».

(Abuso di dipendenza  economica)

3.   I comportamenti posti in essere dai ti­tolari degli impianti ovvero dai fornitori allo scopo di ostacolare, impedire o limitare, in via di fatto o tramite previsioni contrattuali, le facoltà attribuite dal presente articolo al gestore integrano abuso di dipendenza eco­nomica, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 9 della  legge  18  giugno  1998,  n.  192.

(Attività non  oil)

4.   All'articolo 28 del decreto legge 6 luglio 2011,    n.    98,    convertito,    con    modificazioni,

con legge 15 luglio 2011, n. 111, sono ap­portate  le  seguenti  modificazioni:

a)il comma  8 è  sostituito  dal  seguente:

«8. Al fine di incrementare la concorren­zialità, l'efficienza del mercato e la qualità dei servizi nel settore degli impianti di di­stribuzione dei carburanti, è sempre con­sentito  in  tali  impianti:

  1. a) l'esercizio dell'attività di somministra­zione di alimenti e bevande di cui all'ar­ticolo 5, comma 1, lettera b), della legge 25 agosto 1991, n. 287, fermo restando il rispetto delle prescrizioni di cui all'articolo 64, commi 5 e 6, e il possesso dei requisiti di onorabilità e professionali di cui all'ar­ticolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010,  n.  59; 

  2. b) l'esercizio dell'attività di un punto di vendita non esclusivo di quotidiani e pe­riodici senza limiti di ampiezza della su­perficie dell'impianto e l'esercizio della ri­vendita di tabacchi, nel rispetto della nor­mativa tecnica di settore, presso gli im­pianti di distribuzione carburanti con una superficie  minima  di  500  mq; 

c)  la vendita di ogni bene e servizio, nel rispetto della vigente normativa relativa al bene  e  al  servizio  posto  in  vendita.»

b)  il  comma  10  è  sostituito  dal seguente:

«10. Le attività di cui al comma 8, lettere a), b) e c), di nuova realizzazione, anche se installate su impianti esistenti, sono esercitate dai soggetti titolari della licenza di     esercizio     dell'impianto     di     distribuzione di carburanti rilasciata dall'ufficio tecnico di finanza, salvo rinuncia del titolare della li­cenza dell'esercizio medesimo, che può consentire a terzi lo svolgimento delle pre­dette attività. In ogni caso sono fatti salvi gli effetti delle convenzioni di sub conces­sione in corso alla data del 31 gennaio 2012, nonché i vincoli connessi con pro­cedure competitive in aree autostradali in concessione espletate secondo gli schemi stabiliti dallAutorità di regolazione dei tra­sporti di cui allarticolo 37 del decreto-legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito dal­la legge  214  del  22  dicembre  2011.»;

(Impianti incompatibili)

c)  alla fine del comma 4 sono inserite le pa­role: «I Comuni non rilasciano ulteriori au­torizzazioni o proroghe di autorizzazioni re­lativamente  agli  impianti  incompatibili.»;

(Obbligo di  self service prepay)

d)  il  comma  6  è  sostituito  dal  seguente:

«6. L'adeguamento di cui al comma 5 è consentito a condizione che l'impianto sia compatibile sulla base dei criteri di cui al comma 3. Per gli impianti esistenti, l'ade­guamento ha luogo entro il 31 dicembre 2012. Il mancato adeguamento entro tale termine comporta una sanzione ammini­strativa pecuniaria da determinare in rap­porto all'erogato dell'anno precedente, da un minimo di mille euro a un massimo di cinquemila euro per ogni mese di ritardo nell'adeguamento e, per gli impianti in­compatibili, costituisce causa di decadenza dell'autorizzazione amministrativa di cui al­l'articolo 1 del decreto legislativo 11 feb­braio 1998, n. 32, dichiarata dal Comune competente. »

(Eliminazione  vincolo  terzo prodotto)

5. All'articolo 83-bis, comma 17, del decre­to legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono aggiunte in fondo le seguenti parole: «o che prevedano obbligatoriamente la presenza contestuale di più tipologie di carburanti, ivi incluso il metano per autotrazione, se tale ultimo     obbligo     comporta     ostacoli     tecnici     o oneri economici eccessivi e non proporzio­nali  alle  finalità dell'obbligo».

(Misure per la  diffusione del metano)

5-bis. Al metano per autotrazione è rico­nosciuta la caratteristica merceologica di carburante.

5-ter. Agli impianti di distribuzione del metano per autotrazione si applicano le disposizioni dellarticolo 1 del decreto legi­slativo 11 febbraio 1998, n. 32, e succes­sive modificazioni, e dellarticolo 83-bis, commi 17 e 18, del decreto legge 25 giu­gno 2008, n. 112, convertito, con modifi­cazioni,  dalla  legge  6  agosto  2008,  n.  133.

5-quater. Il Ministro dello sviluppo econo­mico, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 a­gosto 1997, n. 281, e successive modici-cazioni, con decreto da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce i principi gene­rali per l’attuazione dei piani regionali di sviluppo della rete degli impianti di distri­buzione del metano, nel rispetto dell’au­tonomia delle regioni e degli enti locali. I piani, tenuto conto dello sviluppo del mer­cato di tale carburante e dell’esistenza di adeguate reti di gasdotti, devono preve­dere la semplificazione delle procedure di autorizzazione per la realizzazione di nuo­vi impianti di distribuzione del metano e per  l’adeguamento  di  quelli esistenti.

5-quinquies. Al fine di favorire e di promuo­vere la produzione e l’uso di biometano co­me carburante per autotrazione, come pre­visto dal decreto legislativo n. 28 del 2011, anche in realtà geografiche dove la rete del metano non è presente, i piani regionali sul sistema distributivo dei carburanti preve­dono per i comuni la possibilità di autorizza­re con iter semplificato la realizzazione di impianti di distribuzione e di rifornimento di biometano anche presso gli impianti di pro­duzione di biogas, purché sia garantita la qualità  del biometano.

5-sexties. Il Ministro dell’interno, di concer­to con il Ministro dello sviluppo economico, con decreto da emanare entro tre mesi dal­la data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto degli standard di sicu­rezza e della normativa tecnica in vigore al livello dell’Unione europea nonché nel ri­spetto dell’autonomia delle regioni e degli enti locali,  individua  criteri  e  modalità  per:

a)  l’erogazione self service negli impianti di distribuzione del metano e del GPL e presso gli impianti domestici di compressione del metano;

b)    l’erogazione contemporanea di carbu­ranti liquidi e gassosi (metano e GPL) negli impianti di  rifornimento  multiprodotto.

6. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas, coerentemente con gli indirizzi del Ministro dello sviluppo economico stabiliti per la diffusione del metano per autotrazione, en­tro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto adotta misure affinché nei Codici di rete e di distribuzione di cui al decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, siano previste modalità per accelerare i tempi di allacciamento dei nuovi impianti di distribuzione di metano per uso autotra­zione alla rete di trasporto o di distribuzione di gas, per ridurre gli stessi oneri di allac­ciamento, in particolare per le aree dove tali impianti siano presenti in misura limi­tata, nonché per la riduzione delle penali per i superi di capacità impegnata previste per  gli  stessi  impianti.

DECRETO LIBERALIZZAZIONI (3): CARTE DI PAGAMENTO, TORNA LA GRATUITA’ (CON I LIMITI DELLA LEGGE SALVA ITALIA)

L’emendamento 27.100 del Senato, con­cordato tra i Relatori del decreto liberaliz­zazioni reintroduce la gratuità delle carte di pagamento per transazioni fino a 100 euro  nel  settore  distribuzione  carburanti.

Come si ricorderà, la norma – ottenuta nel protocollo di intesa FIGISC ANISA e Gover­no l’8 novembre 2011, nell’ambito della vertenza sul bonus fiscale – era fissata dall’articolo 34, comma 7, della legge 183 /2011, ed entrava in vigore il 1° gennaio 2012.

Il decreto “Salva Italia” (poi convertito in legge 214/2011), ne aveva sancito l’effi­cacia per il periodo necessario a definire tra il sistema bancario e le imprese le nuove regole sul costo delle commissioni della moneta elettronica ed a valutare il funzionamento di tali regole con l’obiettivo di ridurre complessivamente questi costi. In pratica, si avevano almeno nove mesi di periodo transitorio, durante i quali la gratuità  avrebbe  dovuto  essere  applicata.

Con una manovra dell’ultimo momento, il sistema bancario otteneva che nel decreto liberalizzazioni (n. 1/2012 del 24 gennaio), la norma sulla gratuità venisse “congelata”, preparando l’anticamera della sua definitiva abrogazione.

La nuova formulazione dell’articolo 27 del decreto liberalizzazioni, ne ripristina, dun­que, la validità, condizionando il suo man­tenimento alla verifica delle nuove regole sui costi di commissione: al termine dell’iter parlamentare di conversione del decreto, quindi,  la  gratuità  sarà  di nuovo  vigente.

Articolo 27, comma  1,  lettera d)

d)   è     inserito pubblicazione

il     comma     10     bis:     "    "Fino     alla del    decreto    che    recepisce    la valutazione dellefficacia delle misure defini­te ai sensi del comma 9 ovvero che fissa le misure ai sensi del comma 10, continua ad applicarsi il comma 7 dellarticolo 34 della legge  12  novembre  2011,  n. 183.”

DECRETO FISCALE: NIENTE MISURE PER LE AREE DI CONFINE: MONTI SI GIOCA MEZZO MILIARDO DI EURO

Nel decreto fiscale approvato venerdì in Consiglio dei Ministri non c’è traccia delle misure necessarie a contrastare il fenome­no del “pendolarismo del pieno” che sta fal­cidiando le aree ai confini nazionali, in di­pendenza di una fiscalità che mette i nostri carburanti assolutamente fuori mercato di decine e decine di centesimi/litro rispetto ai prezzi  dei  Paesi  limitrofi,  comunitari e  non.

Le motivazioni per cui il provvedimento - su cui si erano create forti aspettative, a fronte di una dichiarata disponibilità del Governo – non è stato adottato, non sono chiare: non è chiaro, in sostanza, se si tratta di un pro­blema di disponibilità di fondi, di una que­stione riguardante normative comunitarie o se entrambi i fattori hanno determinato lo stop.

Fatto sta che la questione non è certo di quelle marginali e men che mai di tipo as-sistenzialistico: il crollo delle vendite, do­vuto al fatto che i residenti si riforniscono massicciamente oltre frontiera (in Svizze­ra e Slovenia) sta sì portando centinaia di impianti di distribuzione al fallimento, ma sta anche depauperando l’economia loca­le, considerando che chi va all’estero a rifornirsi di benzina, si rifornisce di siga­rette e di altri generi di consumo che pro­ducono un danno al sistema distributivo locale e, soprattutto, un danno di propor­zioni ragguardevoli all’Erario dello Stato italiano, a tutto favore delle casse di altri Stati che certo non usano le imposte che incassano dagli italiani a beneficio di chi gliele  ha  versate.

Per ogni litro di carburante acquistato ol­tre frontiera, l’Erario perde un euro tra ac­cise ed IVA. Se si considera che il feno­meno sta dilagando ogni giorno che passa e sta penetrando sempre più in profondità nelle aree frontaliere (anche a svariate decine di chilometri dai valichi), si stima che circa 500 milioni di litri in un anno possano “sversarsi” da oltre confine: un danno per le casse italiane di 500 milioni di euro, il dieci per cento di quel che Monti stimava di incassare con l’aumento delle accise  del  7  dicembre  2011.

Ogni giorno che passa, solo di imposte sui carburanti, si perdono oltre 1,350 milioni di euro. Per quanto ancora si intende an­dare  avanti?

Commenti (2)
  • peppe  - tabacchi un corno !!!

    occhio che i tabacchi saranno sì dati a tutti, ma solo con il patentino. La Fit, organismo potentissimo (la più forte organizzazione sindacale in Italia) ha proposto la diffusione tout court ma a patto di guadagnarci bei soldini. In pratica noi benzinai faremo il lavoro sporco, accontentandoci delle briciole, e loro potranno stare tranquillamente a casa a guadagnare , forti del loro aggio quasi del tutto integro, senza impegno di capitali e risorse umane. Che incredibile presa per il c**o !!!

  • Giancarlo TV  - X PEPPE

    Ciao Peppe leggo che hai focalizato la questione sui tabacchi, mettici pure che probabilmente oltre ha sborsare un bel pò di soldi per l' acqusizione autorizzazioni.
    Quando per qualche problema dovessi chiedere il cambio gestione, cosa ne farai delle autorizzazioni, se la compagnia per questioni
    " etiche " non ti permette la vendita ?

    Caso mai leggiti mio commento articolo " importanti novità per la distribuzione carburanti " ti aiuterà ha capire.

    Signori Presidenti Figisc-Anisa e/o compani non è che avete colto la palla al balzo dell' articolo sopra menzionato,
    e di quanto il sottoscritto va da tempo predicando in fatto di consociativismo e agregazione per riuscire ad abassare i costi di gestione ? ?

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