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Rete carburanti, prove di dialogo nella filiera

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assemblea faib 2018Quotidiano Energia - di Federico Gasparini - Da un lato il bisogno di ritrovare la redditività, dall’altro l’importanza di non perdere terreno nella transizione energetica, e sopra a tutto l’urgenza di arginare l’illegalità che, in tutte le sue declinazioni, sta colpendo il settore.

Mai come in questo momento per la rete carburanti si sta rendendo necessario un drastico cambio di passo. Qualcosa in questo senso sembra però iniziare a muoversi, stando almeno al clima dell’assemblea della Faib, che ha riunito intorno a un tavolo una filiera apparsa più pronta al dialogo, nella consapevolezza - richiamata più volte - di dover “fare squadra”. Anche perché il Governo, come dimostrato pure dall’assenza ai lavori del viceministro allo Sviluppo economico, Dario Galli, non appare molto interessato al comparto.

“Una visione d’insieme dovrebbe arrivare proprio dal'esecutivo, ma ad oggi ancora non sappiamo neanche chi sia l’interlocutore di riferimento al Mise”, osserva il presidente Faib, Martino Landi, a cui fanno eco i numeri uno di UP e Assopetroli, Claudio Spinaci e Andrea Rossetti, ponendo l’accento entrambi sulla “mancanza di interlocuzione con le istituzioni”.

“Ce la dobbiamo cavare da soli”, insiste quindi Spinaci, sottolineando ancora una volta il ruolo centrale per la mobilità che continuerà a rivestire il downstream oil: “Al 2040 i carburanti liquidi copriranno ancora il 75% della domanda dei trasporti, ma in termini assoluti la richiesta si ridurrà per effetto della maggiore efficienza dei motori”. Per questo, ribadisce il presidente UP, “dobbiamo farci trovare preparati e trasformare i distributori in punti energia per la mobilità, investendo su Gnl, metano, Gpl e perché no elettricità. Ma le colonnine devono essere veloci e implicano esborsi importanti”. In questo solco si è inserita la nascita in UP del gruppo strategico “Carburanti ed Energie Alternative per la Mobilità”, inizialmente appannaggio delle aziende associate.

“Dobbiamo avere la logica dei commercianti, quello che serve vendo”, chiarisce Spinaci, osservando tuttavia che “allo stato noi non possiamo cedere elettricità, è un aspetto che va regolato”. “Nella filiera abbiamo fatto tutti tanti errori in passato, dobbiamo ragionare pensando che siamo sulla stessa barca”, sintetizza il presidente UP.

Ma ora la rete è pronta a mettere in campo le risorse che servono? “No”, mette in guardia Spinaci, “perché con i consumi in calo è un’assurdità avere ancora 22.000 impianti. La razionalizzazione non c’è stata per colpa dell’illegalità, che impedirà anche gli investimenti se non sarà estirpata”. A Landi, che richiama l’attenzione anche “sulle altre forme di illegalità, incluse le violazioni del quadro esistente in materia di affidamento dei punti vendita”, Spinaci replica affermando che “vanno combattute tutte, le norme vanno rispettate e devono esserci contratti che regolano i rapporti tra le parti”, ma “adesso è prioritario combattere quelle forme che rischiano di spazzare via la componente sana del settore”.

“Condivido un approccio più ampio all’illegalità, anche nei rapporti tra le parti, ma ci sono diverse scale dimensionali dei problemi”, aggiunge il presidente di Assopetroli, Andrea Rossetti, “quello delle frodi è un fenomeno degenerativo, è la pietra angolare su cui impostare tutto. Nel 2017 abbiamo stimato un possibile ammanco Iva di 2 mld €, ora si parla di un impatto che può esserne un multiplo”. “Purtroppo i risultati stanno tardando ad arrivare”, riconosce Rossetti, notando però che in precedenza “il sistema aveva dei veri e propri buchi e il set di strumenti era totalmente inadeguato”.

“Avverto con preoccupazione la fragilità del nostro settore verso la politica”, prosegue quindi il numero uno di Assopetroli, “questa debolezza sistemica si può combattere insieme”. Un messaggio conciliante che si lega anche all’“interesse” con cui Rossetti dice di aver guardato ai recenti “accordi dei gestori con importanti attori entrati nel mercato” (implicito il riferimento a EG). “Una dialettica sana con i gestori è imprescindibile”, conclude il presidente Assopetroli, “sono una risorsa e lo saranno ancora di più nella stazione multi-energy del futuro. La direzione è quella di fare sintesi”.

Toccato anche il dibattuto tema dello spread self-servito. “Io guardo ai numeri medi che mostrano un differenziale intorno ai 10 cent, poi ci sono dei picchi”, rileva Spinaci, “non difendo certe differenze di prezzo che a volte sono troppo alte” e “non c’è dubbio che chi esagera deve essere punito dai consumatori”. Per il presidente UP, in particolare, ad allargare la forbice è più che altro “un’anomalia sul self, con una battaglia di retroguardia per difendere i volumi sottoprezzo”.

Tornando ai trasporti, Rossetti rimarca di aver “calibrato la strategia di medio termine con la bussola della Sen” e pertanto “temiamo cambi di rotta o accelerazioni. La stabilità dello scenario è fondamentale per investimenti e programmazione”. “Noi non siamo pregiudizialmente chiusi al nuovo, ci preoccupano gli approcci non razionali: la svolta non è dietro l’angolo”, spiega ancora Rossetti, “sulla e-mobility ad esempio abbiamo altre interlocuzioni oltre a quella con Enel, si parte da zero e si cercano nuovi modelli di business, senza preclusioni”.

Spazio infine alle richieste Faib al Governo, a partire da “un’applicazione rigorosa dell’obbligo di iscrizione all’anagrafe, con un importante sforzo per individuare e sanzionare chi trasgredisce, perché secondo noi gli impianti incompatibili sono molti di più di quelli emersi finora”. Su questo punto, tra l’altro, la federazione si chiede “che senso abbia fare una nuova banca dati quando poteva ben essere utilizzata quella dell’Osservaprezzi”. Non è mancato poi un passaggio sulla fatturazione elettronica, tassello “indispensabile” per la lotta alle frodi secondo UP e Assopetroli, e, al contrario, “aggravio del tutto inutile” secondo la Faib, che auspica infatti “un avvio della normativa scaglionata per alcune categorie di partita Iva”. Sulla recente ordinanza che, accogliendo il ricorso di un gestore ex-Esso, ha accertato “l’obbligo” per Petrolifera Adriatica di applicare il contratto di colore del 2014, Landi ha detto infine che “noi ci auguriamo di poter risolvere le cose dall’interno, ma siamo anche pronti ad andare avanti nelle aule di tribunale”.

Presente alla tavola rotonda anche il presidente di Federconsumatori, Emilio Viafora, che in materia di accise lancia una proposta: “Impiegare una quota del gettito per favorire l’ammodernamento della rete”.

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