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Carburanti, dalle mozioni all'azione

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Staffetta Quotidiana - Nell'arco di sei giorni prima la Fegica e poi la Faib hanno fatto il punto sullo stato della rete carburanti con accenti quanto mai preoccupati su ciò che potrà accadere nel caso non verranno presi dei provvedimenti.

La prima nella mozione approvata all'unanimità il 18 ottobre dal Consiglio Nazionale, la seconda in un documento programmatico presentato il 23 ottobre all'assemblea organizzativa in programma nel pomeriggio. Preceduta la mattina da una tavola rotonda a cui hanno partecipato insieme al presidente Landi i presidenti di Unione Petrolifera e di Assopetroli, senza peraltro che al riguardo sia stato diffuso alcun comunicato.

Quanto alla Figisc Anisa, qualcosa del genere potrebbe uscire tra fine novembre e inizio dicembre in occasione dell'assemblea annuale. Anche perché il tutto dovrebbe poi essere oggetto di riflessione in un incontro a tre tra le associazioni dei gestori carburanti. In attesa tra l'altro che venga chiarito chi al ministero dello Sviluppo economico dovrebbe occuparsi della materia. Con il sottosegretario Cioffi in pole position e il vice ministro Galli che, invitato alla tavola rotonda Faib, non si è presentato.

Al momento l'unica cosa certa è che al di là della lotta all'illegalità ci debba essere una maggiore unità di intenti all'interno di tutto il settore su cosa fare, prima di tutto sul tema della tanto evocata e invocata razionalizzazione e poi sulle condizioni che è urgente ripristinare per evitare ulteriori fughe e il rischio addirittura di implosioni e per creare le condizioni per una vera e propria rinascita.

L'importante è partire da tre fondamentali elementi di discontinuità registrati nell'ultimo anno (oltre naturalmente al cambiamento radicale del quadro politico): il cambiamento della geografia dei grandi operatori (con le mosse di Erg, Api ed Esso), i dubbi sull'efficacia dell'anagrafe (e quindi sulla chiusura degli incompatibili e della conseguente razionalizzazione), il rischio di un flop della lotta alle frodi. Altrimenti il rischio è che mozioni e documenti lascino amaramente il tempo che trovano.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

Commenti (3)
  • Kazunori

    Sapete una cosa ...potremmo aprire l’ennesimo tavolo

  • anonimo

    Non ci sono più tavoli,i costruttori hanno i magazzini vuoti.
    I rappresentanti del settore sono pregati di rivolgersi all'estero.

  • anonimo  - Chiudere

    L' unica riforma da fare, è quella di chiudere i distributori non compatibili, 2 chiudere quelli con vendite oramai ridicole. il tutto con l' aiuto del governo, per trovare quella formula affinche ci sia una vera svolta a questo grande problema. dando ragione a oleobliz.

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