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Gestori-UP, Fegica: contratto di commissione in dirittura d'arrivo

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contratto commStaffetta Quotidiana - Grazie anche alla “convinzione, costanza e capacità di UP”. “Serve una nuova razionalizzazione della rete, con chiusura dei punti vendita non antieconomici”

Il lunghissimo e complesso negoziato avviato tra gestori e UP per la tipizzazione del contratto di commissione è ormai arrivato alla stretta decisiva. Lo afferma la Fegica in una nota, sottolineando che si tratterà del “primo esempio tra altri possibili in seguito e probabilmente necessari”.

Nell'incontro del 15 maggio Faib, Fegica e Figisc/Anisa hanno illustrato e poi consegnato unitariamente all'associazione degli industriali una proposta di accordo, comprensiva degli schemi contrattuali differentemente adattati agli impianti di rete ordinaria e alle aree di servizio autostradali. Una proposta che, sottolinea il sindacato, “autorizza la ragionevole aspettativa di una conclusione rapida e positiva della trattativa, immediatamente dopo il necessario approfondimento sul testo delle aziende”.

Fegica parla di “passaggio davvero significativo”, prima di tutto perché sarebbe “la prima intesa sottoscritta in sede interassociativa a distanza di venti anni tondi da quella del lontano luglio del 1998”. Vent'anni in cui “il mondo è cambiato” e che “ci restituiscono un settore che nel suo complesso e nei suoi fondamentali è messo indiscutibilmente peggio (e non poco)”, anche a causa di “una azione prevalentemente ispirata a reiterare prove di forza, a imporre violente svolte epocali relegate poi, sì e no, alla cronaca ferragostana, a ricercare costantemente un nemico della Patria (meglio se debole) da indicare come fonte di tutti i mali per distrarre l'attenzione dalle proprie responsabilità ed inefficienze”.

Fegica punta il dito contro “autorità più irresponsabili che indipendenti” e loda invece la “convinzione, la costanza e la capacità nella conduzione del negoziato che va correttamente riconosciuta a Unione Petrolifera”. Secondo l'associazione, con l'accordo in vista si è tracciato “un metodo e una prospettiva differente e alternativa. Questa intesa costituisce un primissimo embrione di un nuovo impianto regolatorio”, un “segmento di quell'autoriforma condivisa, di semplificazione ed aggiornamento del frammentato ed incerto quadro regolatorio attuale di cui non possono non avvertire l'esigenza primaria gli operatori sani, quelli che per forza o per scelta ritengono di avere il loro core business ben radicato nel settore, che hanno interesse a dare continuità e prospettiva alla loro attività, quelli che non sono fuggiti, che non tengono la valigia sempre pronta, magari avendo già dato fuoco ai pozzi”.

Secondo Fegica “è giunto il tempo di restituire alle loro basilari competenze tecniche consulenti e studi legali, dai quali – con tutto il rispetto – non si possono continuare a fare dipendere (o giustificare) né le strategie aziendali, né le politiche sindacali”. Un passaggio obbligato “tenuto conto che un punto qualificante dell'intesa sarà quello che per poter introdurre il contratto di commissione sarà condizione indispensabile concludere accordi collettivi aziendali di secondo livello che dovranno definire gli elementi di maggior dettaglio, compresi quelli economici”.

Insomma, “un passo avanti deciso verso la possibilità di riconoscere reciprocamente ruolo e dignità tra le parti, per ricostruire quel clima di fiducia tra strutture commerciali e forza vendita, la cui scientifica demolizione attuata nel recente passato offre tutta intera la misura del fallimento di atteggiamenti, che tuttora resistono e faticano ad essere superati”; ma anche un passo avanti anche “nella direzione di denunciare, finalmente insieme e anche in questa materia, comportamenti difformi e illegali che generano con ogni evidenza vantaggi competitivi non legittimi ed una concorrenza palesemente sleale, idonea a falsare il mercato e procurare danni ingenti agli investimenti ed alla produttività, tanto quanto ed al medesimo titolo delle frodi carosello. Vale in modo macroscopico per la rete ordinaria, in cui letteralmente mezzo mondo va ricondotto alla legalità. Ma, in altri termini, vale anche per la rete autostradale sul cui segmento appare indispensabile una iniziativa convergente diretta verso il Governo ed i concessionari”.

Infine, Fegica alza il tiro e chiede una “nuova razionalizzazione”: “è indispensabile progettare una reale razionalizzazione della rete con la chiusura per manifesta antieconomicità di almeno il 20% dei punti vendita; contendere lo spazio normativo, economico, commerciale, politico, perso a favore dei soggetti del food; rivendicare il diritto/necessità dei soggetti dell'oil di poter tornare ad esprimere anche in autostrada una politica commerciale coerente e riconoscibile, sia sul piano della qualità del servizio che dei prezzi, per un verso asciugando la rendita improduttiva delle royalty che duplicano la tassa sui pedaggi e per l'altro riordinando gli ormai ingestibili obblighi, tanto contorti quanto inefficaci, contenuti nell'attuale babele di convenzioni attive, ciascuna differente dall'altra”.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

Commenti (13)
  • massimo IP  - ottimo articolo

    un'intera pagina di parole senza senso... complimenti all'articolista

  • raffy

    credevo di essere io a non capirci nulla !!!!

  • Anonimo  - superc***ola

    bella questa superc***ola. come se fosse antani, con scappellamento a destra.

    tante parole, troppe parole, però vuote. ah già, ma devono pur far vedere che i sindacati fanno qualcosa.

    mi raccomando però, mai che si parli di un aumento del nostro anacronistico margine. NON SIA MAI che si riesca a campare un pochino meglio.
    anzi no, forse è meglio che i sindacati non si mettano a negoziare per i margini. quando lo fanno, fan solo danni.

  • Cristiano  - Ma per favore

    Come superc***ola non c’è male. Nuova razionalizzazione quando sono 30 anni che parlate di quella vecchia (e che non è mai partita, anzi, ci siamo trovati tra i piedi la GDO e le bianche)..chiusura del 20% degli impianti...eliminazione delle royalties per i pv autostradali. Mi chiedo se c’è qualcuno disposto a credere a queste favole. Non io. Ma voi non sareste quelli che dovrebbero lottare per farci aumentare il margine? Almeno, una volta era così..torno al lavoro, ho cose più serie cui badare

  • Franco

    Hai detto bene "a voi non sareste quelli che dovrebbero lottare per farci aumentare il margine? " ma non conosci la storia una volta lottavano tutti i Gestori che erano parte integrante del sindacato. Oggi stiamo dietro una tastiera con l'aspettativa che qualcuno faccia per noi quello che dovremmo fare noi (lottare).

  • OLEOBLITZ  - palle rosse e gialle

    prima cosa chiudere immediatamente 8000/10000 impianti (adeguarsi alla media europea) impianti vicino ad incroci, rotonde, su marciapiedi, in centri storici, in sensi unici, poi passare ai ghost tenuti in piedi solo per non spendere i soldi della bonifica, poi in ultimo impianti vetusti e non più a norma di sicurezza.....inquinamento etc.etc.etc. poi si potrà discutere di nuovi contratti e rilanciare la figura del Gestore....

  • Perez  - Chi lo Capisce?

    Se si devono riempire le pagine tanto per.... Allora siamo arrivati alla noia mortale.
    Se si deve informare, bisogna farlo su basi e notizie certe, delle ipotesi sono piene le discariche.... Anzi traboccano!

  • Roberto

    RESPINTI gli emendamenti per la proroga delle fatture elletroniche ... si parte il 1 Luglio ..... come non lo so' !!!

  • Fabio Franceschi

    mi associo, solo parole anche scritte male e niente di sindacale non esistono più

  • pippo

    Tanto per cominciare ,prima di chiudere ,bisogna tutelare chi ci lavora e campa in quei fatiscenti p vendita ,perché 8 /9000 p v sono 10000 famiglie ,che magari male ma ci campano Non tutti possiamo essere fortunati ,se si può dire fortunati ,di prendere una pensione e continuare a fare il Gestore e trovare il tempo di fare i moralisti .In Italia c è bisogno di LAVORO per i giovani e i disoccupati , non di pensionati che lavorano

  • Kazunori per Pippo

    Ti riferisci a qualcuno in particolare ... :grin

  • Anonimo

    chiudere gli impianti SOLO E OBBLIGATORIAMENTE quando c'è il cambio di gestione e se l'impianto non è a norma, così si tutelano i lavoratori e si attua la razionalizzazione.

  • anonimo

    Parole,parole,parole.............................. ...............

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