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Autostrade, Eni apre tavolo di confronto

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eni distributore autostradaDopo la dura lettera della Fegica documentata dallo studio sul differenziale dei prezzi in Autostrada relativi agli impianti Eni arriva un'apertura da parte della stessa compagnia petrolifera che possa eventualmente coinvolgere anche le concessionarie autostradali su criticità e soluzioni.

Nel rispondere alla denuncia sul tema prezzi inviata la scorsa settimana dai gestori della A14 tramite Fegica a Governo, Parlamento e Regioni, e per conoscenza alla società, il Cane a sei zampe si è reso disponibile a un tavolo di confronto. “Salutiamo con soddisfazione la disponibilità, finora inutilmente sollecitata ed ora finalmente manifestata da Eni R&M, ad aprire un tavolo di confronto, che possa eventualmente coinvolgere anche le concessionarie autostradali, per valutare le criticità del settore e proporre possibili soluzioni”. E' quanto scrive la Fegica in una lettera indirizzata al responsabile del R&M Eni, Giuseppe Ricci, e, per conoscenza, a diversi esponenti del Governo e del Parlamento, oltre che ad Autostrade per l'Italia e ai presidenti delle Regioni nelle quali transita la A14.

Nella speranza che, scrive ancora Fegica, l'iniziativa “sia colta prontamente anche dai ministeri competenti, tenuto conto della gravità delle questioni poste e dell'interesse collettivo che coinvolge”.

Nella comunicazione si leggono spietati i dati della crisi della distribuzione carburanti in autostrada: "nel decennio 2008-2017 la rete italiana delle aree di servizio autostradali ha perso oltre 2,1 miliardi di litri tra benzina e gasolio (-61,60%); di questi, 1,4 miliardi di litri sono stati persi a partire dal 2012; al 31 dicembre 2017 i volumi di vendita dei carburanti sono meno della metà (-51,26%) di quelli registrati nel 2011 (anno dell'ultimo accordo aziendale con Eni). Nel volgere dello stesso decennio, il traffico è aumentato (+1,79%), mentre le altre attività e servizi, soprattutto la ristorazione hanno subito un decremento (-15,94%) non paragonabile a quello dei carburanti".

“Un sistema del tutto inadeguato e che effettivamente ha arricchito i concessionari oltre ogni loro più rosea iniziale aspirazione, non senza l'incauta complicità delle compagnie petrolifere, ivi compresa prima Agip e poi Eni, che, a colpi di offerte libere e rilanci volontari, sono arrivate fino a decuplicare il valore delle royalty corrisposte nel 2002”. Il sindacato accusa inoltre Eni di volersi “scrollare di dosso ogni problema per il semplice fatto di essersi supinamente ‘allineata alla media delle altre petrolifere concorrenti'”, una questione che “attiene più al grado di consapevolezza sul ruolo cui ha abdicato, che alla sua piena e manifesta responsabilità”.

La richiesta infine della Fegica è quella di "sollecitare eni R&M a concludere nel frattempo e urgentemente un nuovo Accordo aziendale rendendo disponibile almeno una parte di quanto introitato finora perché sia possibile prima di tutto rispondere all’emergenza in atto e, di conseguenza, contribuire a delineare in prospettiva politiche commerciali in soluzione di continuità con il passato."

Comunicazione Fegica vs Eni ed Altri 

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