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Benzina, ci fregano 10 cent al litro

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Chi fa la cresta sulla benzina? Ballano 10 centesimi al litro. Per colpa dei Professori, rispetto a due anni fa, il carico fiscale sulla verde è cresciuto di 21 cent Ma noi ne paghiamo 31. Perché?
A fare i conti su quel che esce dal nostro portafoglio ogni mese c'è da rovinarsi il fegato. Fra bollette, mutui, tasse, gabelle varie, spese per la sopravvivenza (quelle che si fanno al supermercato), trasporti, accade spesso di trovarsi con una cifra preceduta da un meno, una volta fatta la differenza con quanto portiamo a casa di stipendio. Non è un caso se quasi una famiglia su tre ha dovuto intaccare i risparmi per far quadrare il bilancio mensile.

Dimentichiamoci per un attimo della voce che più di tutte ha fatto saltare l'equilibrio già precario su cui si reggeva il dare-avere di famiglie monoreddito e pensionati, vale a dire dell'odiatissima Imu. C'è anche un'altra voce che non torna: le spese di trasporto. Nel marzo 2011, prima che si scatenasse la tempesta fiscale perfetta costruita in laboratorio dal governo dei Professori, Mario Monti era ancora lontanissimo da Palazzo Chigi anche se l'inquilino del tempo si arrabattava a tenere in piedi una maggioranza scricchiolante e tutt'altro che «coesa». Ebbene, 23 mesi or sono la benzina verde alla pompa costava 1,523 euro il litro. Cifra su cui pesavano poco meno di 82 centesimi fra tasse e accise. Oggi a poco meno di un anno, per il medesimo litro di benzina paghiamo 1,853 euro, mentre la componente fiscale, pesa per un euro e 3 centesimi.

In mezzo a queste cifre c'è un'infinità di accadimenti: dalla «primavera araba» all'avvento dei Professori. Incluso un numero imprecisato di nuove crisi locali qua e là ai quattro angoli del pianeta. Ma i conti non tornano. Il peso del Fisco, sempre sulla benzina, è cresciuto in questi due anni scarsi di 21 centesimi, ma il prezzo finale alla pompa è aumentato di ben 33 cent. Ballano dunque 12 centesimi secchi che non si spiegano, se non in piccolissima parte, con le oscillazioni della materia prima, il petrolio, sommate all'andamento del cambio euro-dollaro. Il Brent, il greggio del Mare del Nord, costava infatti 117 dollari al barile nel marzo 2011 e ne costa addirittura 116 oggi. Variazione negativa compensata dal cambio della moneta unica rispetto al biglietto verde: ora per fare un euro ci vogliono 1,3537 dollari, due anni or sono 1,3776.

Ma se i costi di approvvigionamento per la materia prima sui mercati internazionali sono rimasti sostanzialmente invariati, cosa può essere intervenuto nel frattempo di ulteriore rispetto a un Fisco sempre più vorace, tale da spostare in su l'asticella dei prezzi di 12 centesimi al litro? Sappiamo bene che le quotazioni della benzina sul mercato spot seguono un andamento non perfettamente sovrapponibile a quello del greggio. Sui mercati all'ingrosso dei prodotti energetici incide una molteplicità di variabili non sempre riconducibili a una rappresentazione numerica certa e incontrovertibile.

Di sicuro, però, marzo 2011 non è stato un mese sereno per il mercato energetico. La «primavera araba» stava entrando nel vivo e uno dopo l'altro cadevano i governi che avevano retto per decenni i Paesi del Maghreb. Il 13 gennaio si dimette e fugge all'estero Zine Ben Ali, presidente-dittatore della Tunisia. L'11 febbraio Mubarak lascia la presidenza dell'Egitto. Cinque giorni dopo, a Bengasi, scoppia la rivolta destinata a rovesciare Muammar Gheddafi. In un crescendo vengono coinvolti anche i Paesi occidentali con l'intervento della Francia che il 19 marzo inizia i bombardamenti «chirurgici» sull'esercito governativo. Insomma i primi mesi del 2011 erano tutto fuorché un periodo tranquillo e le quotazioni delle materie prime energetiche (benzina inclusa) riflettevano le grandi tensioni in Nord Africa.

Ora però, rispetto a quei giorni, paghiamo la verde ben 12 centesimi in più al litro, al netto delle nuove gabelle imposte da Monti. Un pieno è di almeno 4 euro più caro. E dire che il prezzo industriale della verde, ora attorno ai 72 centesimi al litro, viaggiava sui 70 cent due anni fa. Ma allora, dove finiscono gli altri 10?

Attilo Barbieri

Fonte: Libero Mercato

Commenti (10)
  • Anonimo

    50% compagnie 50% politici

  • GIGI748

    lo stipendio di SCARONI dato che è un A.D. STATALE!! sai quei 5,5 milioni di euro l anno........... poverino mica che a nn arriva alla fine del mese....

  • piero bell

    ancora ci si chiede dove vanno a finire i 10 cent? mega stipendi, finanziamento sb (sta per sottobanco) ai partiti politici, stampa, sindacati.
    Qualcuno ricorda percaso un politico che abbia preso le difese dei Gestori?
    E' difficile ma, se per 10 gg non si facesse arrivare la botte? sai che bella fine farebbero le compagnie......depositi pieni e di conseguenza fermo raffinazione.........ma la mia è solo utopia.

  • Un Gestore Agip

    Tante belle parole tutti scrivono parlano ma senza trovare una soluzione, i 10 centesimi è circa il differenziale tra noi e le pompe bianche.

  • mario da parma

    mi sapete dire perchè le edicole possono fare 3 giorni di siopero e i benzinai no

  • anonimo

    Si vomito dal pensiero che scaroni prenda piu' del presidente degli stati uniti d'america!! Questo è un paese di corrotti!!!mi spiace di non poter piu emigrare....altrimenti un pensierinoi serio c'èra........

  • oleoblitz  - vanno alle compagnie petrolifere

    nella domanda c'è la risposta...semplice...10 cent/litro è lo sconto medio praticato da tutte le compagnie ke arriva a 12/13 cent/litro con la partecipazione dell' IDIOTA di Gestore...RISULTATO: le compagnie non ci rimetteno nulla tenendo il prezzo più alto del dovuto mentre quella minchia di Gestore si affama, si indebita, sbocca sangue, perde la ragione, s'incazza, combatte per niente e nulla!!!!!!! ecco perchè son mesi e mesi ke dico..caz..BASTA SCONTI !!!!! :) :grin 8)

  • ribelle eni

    è ora di finirla di accettare sconti imposti dalle compagnie, di margine ne hanno e noi no' eppure il sacrificio lo chiedono a noi e come cretini tanti colleghi accettano pure di percepire il 35% del compenso pattuito da un contratto nazionale che abbiamo in mano ,e che c***o proprio na categoria di coglioni stiamo diventando, è ora di farci rispettare, ricordate che è meglio vendere meta' litri a provvigione piena che vendere 3 volte tanto e prendere uguale perche'??? perche vendi meno ma prendi 100% margine e hai meno costi bancari di fidi e carte ci avete pensato o no??? svegliateviiiiiiiiii ribelliamoci cominciamo a chiamare i sindacati e cerchiamo di combattere

  • diabolik eni

    chiunque e da qualunque provincia sia d'accordo nel creare una class action chiami i sindacati e i lkoro legali: se nessuno si muove nessuno segue. non conta la bandiera tanto lo scopo delle compagnie è uguale e credo che dovrebbe essere anche la nostra soppravvivenza altrettanto importante da unirci . contattate i sindacati avvocati chi volete ma cominciamo a fare qualche fatto perchè anche con le gocce si riempono i bicchieri!

  • alberto

    30 cent in "campagne promozionali", Mano nella tasca dei consumatori invisibile perchè facente parte dei costi. Se comperi la benzina ti regalo il telefono........chi paga?

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