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Nomisma: in Italia nessuna doppia velocità. De Vita: doppia velocità esca da dibattito

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In Italia non c'e' una doppia velocita' dei prezzi dei carburanti. E' quanto emerge da una ricerca effettuata da Nomisma Energia commissionata da Federconsumatori, Adusbef e Unione Petrolifera e presentata oggi a Roma. "Tendenzialmente non c'è - ha spiegato Davide Tabarelli, presidente della società di ricerca - quella del doppio prezzo è una percezione. Le analisi econometriche e statistiche dicono che non esiste". Secondo Tabarelli attualmente "i prezzi dei carburanti stanno scendendo verso 1,80-1,70 euro al litro". 

"E' un risultato molto chiaro. Spero che l'argomento della doppia velocità possa uscire finalmente dal dibattito". Lo ha detto il presidente dell'Unione petrolifera Pasquale De Vita commentando i risultati dello studio di Nomisma Energia sulla doppia velocita' sui prezzi dei carburanti in Italia.

Commentando il dato che in Italia ci sono i prezzi dei carburanti più alti d'Europa, De Vita ha spiegato che "dipende dalla tassazione e dalla rete di distribuzione: in Italia abbiamo 25.000 impianti, a fronte dei 14.000 della Francia e dei 9.000 del Regno Unito. In secondo luogo, dalle modalita' di rifornimento. Se faccio benzina restando seduto in macchina con il benzinaio che mi rifornisce e mi pulisce il vetro e' chiaro che pago un po' di piu'. In molti altri casi siamo pienamente in linea con i prezzi europei. Oggi in Italia esiste il prezzo europeo, bisogna cercarlo ma ci sono circa 8.000-9.000 impianti dove si puo' trovare".

De Vita ha auspicato inoltre che si proceda sulla strada delle liberalizzazioni "che noi abbiamo sempre perseguito anche nel rapporto con i gestori. Avremmo voluto di piu' dalla riforma e speriamo che lavorando si possa procedere in questa direzione". Secondo i consumatori invece c'e' ancora tanta strada da fare su questo terreno.

Per Rosario Trefiletti di Federconsumatori va sottolineato il "triste primato del maggior costo in Italia, sia diretto che indiretto, rispetto al resto d'Europa. Troppo poche, poi, le 400 pompe low cost presenti sul nostro territorio". Se aggiungiamo, ha proseguito, "la tassazione che ha raggiunto livelli insostenibili, un'eventuale aumento dell'Iva sarebbe una tragedia. Guai a toccare l'Iva", ha ammonito.

Per Elio Lannutti di Adusbef "il confronto e la dialettica sono sempre ben accetti ma ci sono altri studi che dicono il contrario. Continueremo ad avere le nostre posizioni critiche tenendo ben presente il fatto che e' sbagliato equiparare il dissenso al terrorismo mentre oggi si va in questa direzione".

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Commenti (3)
  • donato

    BLA BLA BLA BLA BLA BBBBLLLAAA BBA BLLA in Itaila il problema è il Gestore, che vengano con i plotoni di esecuzione e ci ammazzino tanto non siamo persone non siamo genitori non siamo evasori cosa facciamo a vivere se creiamo tutti questi problemi alla nostra nazione. Non voglio offendere ma possiamo equiparare la parola Gestore alla parola ebreo ci marchino e ci mandino in isolamento o nei forni crematoi in questo paese sei una persona importante se evadi le tasse vedi coop se rubi vedi parlamento se rapini vedi persone che vivono con sussidi statali che arrotondano ammazzando commercianti ed appunto Gestori abbiamo sbagliato tutto nella ns vita essere al servizio della gente in modo professionale e gratis non come dicono loro che farsi pulire il vetro costa cari governanti e cari amministratori di aziende petrolifere e sindacati fate attenzione il malcontento dei giusti sta crescendo arriverà il giorno in cui verremo a prelevarvi e ricordate che non vi perdoneremo nulla anche se voi siete padri di famiglia o donne incinta gli alberi vi vedranno penzolanti comunque.

  • ttr  - per donato

    E' vero , la nostra categoria non è mai stata cosi a rischio. A nulla valgono messaggi che cercano di vedere il bicchiere mezzo pieno come questo di nomisma. Per noi il bicchiere è vuoto da tempo.
    Su 25000 impianti operanti , facendo una media , con una selfizzazione spinta si perderebbero realmente 25000 posti di lavoro ( uno per impianto) entro la fine dell'anno. E altri 5000 di indotto. Su un impianto medio da due milioni di litri , i trenta mila posti di lavoro costano 1.5 cent al litro . Con tutto il servizio che offrono. Sulle trenta milioni di auto circolanti , con un consumo medio di 1000 lt annui , il costo per mantenere trentamila posti di lavoro è di circa 30 euro annui a vettura.
    ( un cent a litro ) o tradotto in mensile , 2.50 euro/mese.
    Ora mi domando : calcolando quanto costa in termini sociali un posto di lavoro perso , sottoforma di indennità disoccupazione , mancati introiti di tasse personali , inps, ricircolo di denaro speso , depressione economica generale ,aumento dello spread , i 2.5 euro mensili per vettura possono sicuramente scendere a 1 euro al mese/vettura. Un euro al mese per vettura circolante per salvaguardare trentamila posti di lavoro e seguitare ad avere il servizio di sempre ; rapidità e comodità di rifornimento , servizio completo e tutto il resto. Questo per un self spinto.

    Altra cosa invece è il differenziale di prezzo tra pompe bianche e colorate; quì entrano in gioco altri fattori : pubblicità , campagne premi , costi dell'"apparato" , mantenimento della rete ,costi di carte aziendali , royalties autostradali per le Compagnie che ivi sono presenti , differenziale di prezzo cessione rete/extrarete per eliminare le esuberanze nei depositi , ammortamento perdite dalla raffinazione. Di questo dovrebbero riflettere le compagnie , eni in testa.
    C'è un problema a monte del Gestore ?? Scarichiamolo sul Gestore. Colpa sua! Questa invece è la sola scentifica risposta che sanno dare le Compagnie .
    Attenzione care Compagnie ; state portando una intera categoria verso il fallimento . E la categoria non rimarrà impassibile . I presupposti per iniziare azioni legali ci sono tutti compresa l'istigazione alla frode fiscale .
    ( circolano voci di impianti che con contratti part time fanno lavorare gli addetti per 10 ore ; sud docet. ). Chi resisterà , vedrà.........

  • Cristian

    Sono pienamente convito che la doppia velocità non esista.
    Qualcuno mi sa spiegare come mai in certi distributori ENI ( ormai la maggior parte di essi ) esistano quotazioni di benzina e gasolio al di sotto di quelle offerte dai depositi commerciali ?

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