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Carburanti, Mse: 'Subito riduzione 4-5 cent'

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Così De Vincenti al tavolo con petrolieri e gestori. Scaroni (Eni): “Prezzi giù solo se continueranno calare le quotazioni internazionali”. Ieri gli incontri su contratti e autostrade

Roma, 8 maggio - Quotidiano Energia - “Il Governo si aspetta da oggi stesso una riduzione dei prezzi dei carburanti di almeno 4-5 centesimi al litro, oltre alla riduzione di 2 centesimi e mezzo già avvenuta”. A dare voce alle attese dell’esecutivo è il sottosegretario al Mse, Claudio De Vincenti, al termine del tavolo convocato oggi per discutere con compagnie, UP e gestori dei prezzi dei carburanti .

“Sappiamo”, sottolinea il sottosegretario, “che la rete di distribuzione soffre di inefficienze che determinano differenze di prezzo rispetto ai Paesi europei, ma riteniamo ingiustificato che la differenza si allarghi quando il prezzo internazionale cala. Per questo, ha aggiunto, “il Governo ha rivolto un fermo invito ai gestori e alle aziende perché abbassino i prezzi; l’invito è stato accolto e ci aspettiamo da oggi stesso una riduzione che riallinei il prezzo interno ai prezzi internazionali”.

De Vincenti ha detto inoltre che il Governo sta “anche lavorando all’ipotesi di sterilizzare gli effetti dell’aumento del prezzo sull’Iva”. Ipotesi, prevista per legge, che sembrava al contrario tramontata nei giorni scorsi.

Che le aziende, tornate a scendere oggi su benzina e diesel, abbiano dato la loro disponibilità a rendere i prezzi più aderenti  alla media Ue lo ha confermato il presidente dell’UP, Pasquale De Vita. “Ma è chiaro che c’è un problema strutturale che ci porta in posizioni leggermente diverse rispetto agli altri Paesi”. In Italia già oggi, prosegue, “c’è la possibilità per l’utenza di fare rifornimento anche a un prezzo inferiore rispetto alla media europea”.

Ad ogni modo, precisa l’a.d. di Eni Paolo Scaroni, un calo dei prezzi dei carburanti “ci sarà nella misura in cui continueranno a scendere il greggio e i prodotti raffinati e l’euro non si indebolirà. Non possiamo essere solo volontaristici, dobbiamo vedere le condizioni di mercato”. Eni “è di gran lunga la più competitiva nei prezzi al distributore e abbiamo intenzione di continuare così”, assicura comunque il manager nella conferenza stampa seguita all’assemblea della società. Quanto al rebranding degli impianti, Scaroni riferisce che “cambiando il logo da Agip a Eni le vendite sono aumentate del 3%, ma non sappiamo se si deve al nuovo marchio o al fatto che la stazione era stata anche rimessa a nuovo”.

L’intervento del Governo, alla sua prima sui prezzi dei carburanti, incassa il plauso del PD. Anche se Antonio Lirosi invita a un monitoraggio quotidiano sui prezzi “più puntuale e stringente” nonché ad applicare subito la sterilizzazione dell’Iva. Per Andrea Lulli, capogruppo PD in X Camera servirebbe l’intervento dell’Antitrust. Poco soddisfatte le associazioni dei consumatori.

Alla riunione petrolieri, gestori e Governo è seguito un confronto presieduto da Mister Prezzi sul Gpl.

Ieri invece il dicastero ha ospitato il tavolo sulla rete autostradale. Presieduta da De Vincenti, la riunione ha visto la partecipazione di compagnie, UP, Autostrade per l’Italia, Aiscat, gestori e Regioni . Secondo indiscrezioni nel corso dell’incontro sarebbe arrivata l’apertura di Autostrade per l’Italia a rivedere alcune condizioni delle convenzioni esistenti (standard di servizio e royalty). In prospettiva ci sarebbe la volontà del Mse di ridisegnare parametri e criteri per i futuri bandi.

Nessun passo in avanti invece, riferiscono fonti sindacali, dal tavolo compagnie, gestori, UP, Assopetroli, Grandi Reti sull’attuazione dell’art. 17 del Liberalizzazioni sui nuovi modelli contrattuali . Le parti torneranno a vedersi a fine mese.

Per gentile concessione di Quotidiano Energia

Commenti (3)
  • donato

    Che faccia tosta che hanno questi ma quando decideremo di andare a prenderli ed appendere ad un cappio loro le loro lobbies e i politicanti che gli appoggiano e non, perchè c'è una finta opposizione in questo parlamento.

  • Nicola  - ??

    Questo governo mi sa tanto che se evaporasse sarebbe una fortuna.....prima riempono di tasse i carburanti e dopo vogliono che gli altri abbassino. RIDICOLIIIIIIIIIIIIIIIII

  • donato

    La chiamano crescita facciamo due conti il sig DeVincenti attribuisce il prezzo alto a l' inefficienza della rete distribuitiva siamo circa 25000 impianti se ne chiudono il 30% quindi 7500 significa almeno altrettanto famiglie senza reddito con le conseguenze della filiera camionisti ditte manutenzione ed anche assistenti rete a casa, fanno finta di nulla ma questo problema se l'erano posto nei primi anni 90 ad una chiusura fisiologica di tre impianti ne doveva sorgere uno e successo il contrario quindi la colpa non è nostra ma di amministrazioni territoriali corrotte e di compagnie che nascondevano gli utili con spese di nuove costruzioni ed altro usufruendo anche di incentivi statali. Altro pensiero se l'Eni e compagnia invece di inventarsi prezzi rete ed extrarete facesse di
    tutta l'erba un fascio ne gioverebbero tutti senza inventarsi iper mega happy super.....politici goverananti ecc "de ficienti"

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