Petrolio a picco, calo del 7,12% a New York a 55,67 dollari al barile

Stampa

petrol1Il petrolio ha chiuso in calo del 7,12% a New York a 55,67 dollari al barile, segnando un nuovo minimo dal dicembre 2017. A pesare è il taglio delle stime Opec per il 2019, che lasciano quindi prevedere una riduzione delle quote di produzione in occasione del summit dell'Opec del 6 dicembre a Vienna.

Intanto gli Usa hanno raggiunto l'indipendenza energetica. Lo riporta Milano Finanza, che riporta l'analisi di Bank of America Merrill Lynch dove si evidenzia che da ottobre scorso gli Stati Uniti hanno raggiunto, a sorpresa, l'indipendenza energetica, producendo più di quanto consumano. Secondo gli analisti questo è uno dei fattori che ha determinato il prezzo del greggio con una perdita del 20% dai picchi dello scorso mese. Resta pertanto alta l'incertezza sul livello a cui si attesterà.

Gli esperti di BofA ricordano che la produzione di petrolio Usa ha raggiunto 15,9 milioni di dollari al barile a ottobre, circa 2 milioni di barili in più rispetto allo scorso anno. "Sia che si faccia il confronto con il valore calorico sia che si faccia in dollari, l'inatteso rialzo della produzione ad ottobre ha fatto sì che gli Stati Uniti abbiano raggiunto l'indipendenza energetica", si legge nel report di BofA che ricorda come ora i Paesi dell'Opec+, dopo che il petrolio nelle ultime settimane si è deprezzato del 20% dai picchi, dovranno fare i conti proprio con questo rialzo della produzione Usa e l'effetto negativo sulla domanda dovuto alle tensioni commerciali tra Usa e Cina.

Intanto BofA stima un prezzo del petrolio Brent a 74 dollari al barile a fine 2018 e a 80 dollari nel 2019, mentre per il Wti il prezzo medio atteso è a 64 dollari per il 2018 e a 71 per il 2019. Pochi giorni fa Morgan Stanley aveva abbassato le stime sul petrolio da 85 a 77,5 dollari. Gli analisti dell'investment bank sottolineano che l'offerta di petrolio è cresciuta più delle attese, in particolare da Stati Uniti, Medioriente, Opec, Russia e Libia.

"Il mercato è ben rifornito e ora vediamo per il futuro un mercato bilanciato e non con una scarsità di offerta. Questo nuovo scenario non è più compatibile con un'attesa del petrolio a 85 dollari nel primo semestre 2019", si legge nel report di Martijn Rats e Amy Sergeant di Morgan Stanley. Da qui la scelta di spostare il prezzo obiettivo per fine 2018 e metà 2019 a 77,5 dollari.

In gioco c'è anche la questione iraniana. Il consigliere di sicurezza nazionale americano John Bolton ieri ha assicurato che gli Usa "spremeranno" con le sanzioni l'Iran "fino a farne uscire i semi", citando una frase idiomatica inglese attribuita al politico britannico Sir Eric Geddes e riferito alla Germania dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale. Le dichiarazioni di Bolton, che ha parlato a Singapore, vengono dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha ordinato un rafforzamento delle sanzioni su Teheran, ritirando Washington dall'accordo internazionale con la Repubblica islamica per bloccare il suo programma nucleare.

A far invertire la rotta alle quotazioni, che avevano ripreso a salire dopo che in ambito Opec più Russia è emerso nel fine settimana che si starebbe pensando a un nuovo taglio alla produzione, il tweet piccato del presidente Usa, Donald Trump: "Si spera che l'Arabia Saudita e l'Opec non taglino la produzione. I prezzi del petrolio dovrebbero essere molto più bassi in base alle scorte!".


Articoli correlati:
Articoli più recenti:
Articoli meno recenti:

Il sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare i servizi offerti e ottimizzare l'esperienza dell'utente. Inoltre utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, per fornire funzionalità di social media e analizzare il nostro traffico.Condividiamo informazioni sull'utilizzo del nostro sito con i nostri social media, i partner di pubblicità e analisi che possono combinare tali informazioni con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto dal vostro uso dei loro servizi. Proseguendo la navigazione accetti di ricevere i cookie. Per saperne di piu' leggi la nostra privacy policy.

Accetto i cookies di questo sito.

Informativa e acquisizione del consenso per l’uso dei cookie