Polo logistico nella ex raffineria

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Cremona. Scatta la riconversione dello stabilimento Tamoil: nascerà un maxi deposito per la vendita di prodotti petroliferi

Il sito sarà alimentato dagli impianti di Trecate (Erg-Esso) e Sannazzaro (Eni)

Dopo 60 anni la raffineria Tamoil di Cremona ha concluso un lungo capitolo della sua storia, iniziata nel 1954 dai Fratelli Camangi, per iniziarne uno nuovo.

Il futuro sta prendendo forma proprio in questi mesi grazie a un investimento da 65 milioni di euro: un moderno polo logistico integrato per la commercializzazione di prodotti petroliferi grazie a una connessione diretta con le raffinerie di Trecate, Sannazzaro e Iplom di Busalla, ma importando anche prodotti finiti da Genova in virtù della partecipazione in Sigemi che utilizzerà il deposito di Lacchiarella e il relativo oleodotto. Una decisione sofferta, quella di chiudere gli impianti di raffinazione che, fra dipendenti diretti e indotto, davano lavoro a un migliaio di persone, resa necessaria da una costante erosione dei margini di raffinazione e dall'utilizzo di impianti datati e troppo sbilanciati sulla produzione di olii pesanti, ormai poco richiesti. L'alternativa era dare corpo al gigantesco piano di ammodernamento da oltre 900 milioni di euro, inizialmente programmato dalla compagnia petrolifera e poi abbandonato. La scorsa estate è così iniziata la riconversione in deposito della gigantesca area occupata dalla raffineria che sorge alle porte della città, in riva al Po e che terminerà con il completo smantellamento degli impianti destinati alla raffinazione, cessata fra il maggio e il giugno dello scorso anno. Nelle aree lasciate libere potrebbe sorgere un parco fotovoltaico da 1oo mila pannelli solari con una capacità di 20 Megawatt, ma si parla anche di un centro di recupero di materie plastiche, di un impianto a biomasse, di un parco tecnologico e di una centrale di cogenerazione a biogas. I lavori di riconversione in deposito per adeguare serbatoi ed oleodotti sono terminati all'inizio di quest'anno. Ma il nuovo corso dell'ormai ex raffineria di Cremona ha preso avvio già lo scorso giugno quando, per la prima volta, l'oleodotto Lacchiarella-Cremona ha cominciato a pompare prodotti finiti ai serbatoi Tamoil.

Un'altra novità del sito è legata alla vendita diretta: dalla fine del 2011 la società si rivolge ad agricoltori, autotrasportatori, piccole industrie, cave e condomini del territorio di Cremona e delle province limitrofe mettendo a disposizione benzina, gasolio (agricolo, per autotrazione e riscaldamento) e lubrificanti. Intanto continuano i lavori di disinquinamento delle aree interne ed esterne alla raffineria con risultati che denunciano una situazione in graduale miglioramento. Sul fronte ambientale, peraltro, stanno anche per iniziare i lavori di bonifica vera e propria delle aree inquinate, interamente a carico della Tamoil, per una spesa di oltre 10 milioni di euro. Un'operazione complessa, destinata a durare fra i due e i tre anni.

Sul fronte occupazionale, infine, prosegue l'attuazione dell'accordo siglato il 2 aprile dello scorso anno conil ministero dello sviluppo economico. Attualmente, presso il deposito di Cremona, sono impiegate 48 persone. Altri 23 lavorano presso altre sedi del gruppo, 12 operano nel "Laboratorio specialistico di analisi chimico-fisiche e controllo qualità ambientale" ceduto da Tamoil Raffinazione a Watson Gray Italia, mentre un'altra cinquantina godrà di cinque anni di cassa integrazione e mobilità fino al raggiungimento della pensione.

Fonte: Il Sole24Ore


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