Coro di critiche sull'ennesimo aumento delle accise

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E' un coro univoco di critiche quello che accompagna la notizia dell'ultimo aumento delle accise comunicato nella giornata di ieri dall'agenzie delle entrate.
Le prime a farsi sentire sono le associazioni dei consumatori, ad iniziare da Adusbef e Federconsumatori che parlano di una vera a propria scioccheza, "senza prescindere dal fatto che consideriamo una vera e propria sciocchezza, aumentare una tassazione come quella sui carburanti per fare cassa, continuando così a fare diminuire un potere di acquisto delle famiglie già a livelli infimi e che ha ovviamente ripercussioni in un mercato già asfittico e che condizionerà inoltre, aumentandoli, i costi per i trasporti nel nostro Paese, noi dobbiamo e vogliamo sapere di più rispetto all’utilizzo delle maggiori entrate”.

“Poiché gli aumenti sono due: uno di 0,42 cent che comporterà maggiori entrate per circa 69,75 Milioni di euro da qui al 31 dicembre 2012 ed un altro di 0,09 dovuto allo scatto dell’IVA per 14,9 Milioni di euro per un complessivo di 84,65 Milioni di Euro (che pagheranno gli automobilisti in più per 6 Euro annui). Al di la del netto disaccordo, vorremmo capire quante risorse ai terremotati, quante ai gestori e quante allo stato”. Dichiarano i due presidenti delle associazioni Rosario Trefiletti e Elio Lannutti.

Per il Codacons, invece, “si trattera di un furto con destrezza, destrezza dovuta al fatto che la decisione vergognosa ed irresponsabile è stata tenuta ben nascosta fino ad ora. E’ scandaloso che il Governo, dopo aver tassato tutto tranne l’aria che respiriamo e aver promesso agli italiani e alle forze politiche della sua maggioranza di non voler introdurre nuove tasse o fare manovre correttive – prosegue – abbia deciso di aumentare nuovamente le accise sui carburanti che finiscono per tassare la vecchietta che va a fare la spesa al mercato. Se oggi l’Istat segnala un calo dell’inflazione ed un ribasso congiunturale del 9% per i prezzi della frutta e del 4,9% sui vegetali freschi lo si deve soltanto al calo dei prezzi dei carburanti registrato a luglio”.

“Questo aumento delle accise – spiega ancora il Codacons – che su base annua inciderà per circa 7 euro ad automobilista, è particolarmente grave, quindi,  per gli effetti indiretti che potrà produrre sull’inflazione e sul costo finale delle merci trasportate”.

“Evidentemente il Governo sta soffiando sull’inflazione, infiammando i prezzi  per incassare più soldi dall’Iva – conclude – Una vergogna, specie se si considera che in queste vacanze gli automobilisti spenderanno già 60 euro in più rispetto allo scorso anno tra viaggio di andata, uscite varie e ritorno a casa”.

Assurdo e irresponsabile. Cosi' la CNA-Fita giudica l'aumento dlele accise sui carburanti che scattera' domani. ''Con il caro gasolio - ha spiegato Cinzia Franchini presidente nazionale CNA-Fita - si sta dando il definitivo colpo di grazia alle aziende di trasporto italiane costrette ad un prezzo del carburante fuori mercato e superiore alle quotazioni medie europee''.

''Stiamo predisponendo - prosegue la Franchini - un esposto alla Commissione europea per la soppressione di tutte le accise scadute che violano il principio per cui ogni imposta di scopo (come le accise) deve necessariamente avere una data di entrata in vigore ma, anche una data di scadenza che puntualmente pero' nessuno rispetta trasformando il balzello di stato in una condanna a vita''.

A questo punto la CNA-Fita, che associa 35.000 imprese, ritiene inderogabile il recepimento da parte del Governo Monti della proposta di sterilizzazione dell'iva sulle accise, che consentirebbe almeno di eliminare la vergogna delle tasse sulle tasse. Per queste ragioni l'Associazione richiede un incontro urgente con i sottosegretari Improta e De Vincenti.


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