Consumatori sul piede di guerra: 'Speculazione da esodo'

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Con l'effetto combinato dell'ennesimo picco delle quotazioni internazionali di benzina e diesel (il brent è arrivato a 112,44 dollari) e quotazione minima dell'euro sul dollaro, la settimana è stata caratterizzata dall'incremento corposo dei prezzi dei carburanti che ha provocato la reazione delle associazioni dei consumatori, le quali parlano di "speculazione da esodo", riferendosi al prossimo "esodo" dell'11 e 12 agosto, che inaugura la settimana di Ferragosto.

Secondo il Codacons "Oramai non esiste estate, Pasqua o Natale che non sia caratterizzato da forti incrementi dei carburanti in prossimità delle partenze dei cittadini", protesta il presidente del Condacons Carlo Rienzi, che accusa il governo di "totale immobilismo", nonostante gli automobilisti siano "spremuti come limoni, mentre le casse dello Stato ingrassano grazie alle tasse su benzina e gasolio".Nel periodo gennaio-giugno 2012 c'è stata una crescita del gettito dell'imposta di fabbricazione sugli oli minerali del 24,2% pari a +2.136 milioni di euro sostenuta dagli aumenti delle aliquote di accisa disposti dalle recenti manovre varate dall'esecutivo. Per Rienzi, le trasferte per le vacanze, costeranno ad ogni automobilista 60 euro in più rispetto allo scorso anno.  La richiesta del codaons è quella un intervento altrimenti "rischiamo i rincari a catena in tutti i settori, con conseguente crollo dei consumi a partire dal prossimo mese di settembre".

Di aumenti ingiustificati parlano anche Adusbef e Federconsumatori, che ricordano come nello stesso periodo del 2011 la benzina quotava 1,60 euro/ litro contro gli 1,88 medi di oggi, che arrivano anche a 1,90-1,92 euro con le addizionali regionali: un aumento rispetto all'anno scorso di 28-32 cent in più al litro, pari a più 15 euro a pieno e una spesa totale annua di più 180 euro solo per costi diretti. Sotto accusa, oltre ai petrolieri, anche l'aumento della tassazione. Per Adusbef e Federconsumatori, l'aumento di prezzo di circa 30 centesimi rispetto allo scorso anno corrisponde infatti ad un maggiore esborso mensile per gli automobilisti di 1,11 miliardi di euro. Di questi, 740 milioni vanno allo Stato sotto forma di tasse nazionali e regionali e 370 milioni alla filiera petrolifera.

Le associazioni dei consumatori non chiariscono a quali iniziative si dovrebbe adoperare l'esecutivo per calmierare i prezzi dei carburanti.  Ma non fanno nemmeno cenno alle promozioni dei week end, bollate da subito e con troppa enfasi come ottime iniziative.


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