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Crisi dei consumi? Coop allarga la rete

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NUOVI PUNTI VENDITA, DISTRIBUTORI DI CARBURANTE E VENDITE + 9% IN TRE ANNI
Il presidente Dalle Rive: è il momento di investire.
Siamo in una fase in cui le famiglie mostrano una generale fiducia nei provvedimenti del governo e si aspettano effetti positivi, però iniziano a sentire pesantemente gli effetti della crisi e quindi reagiscono mettendo il freno alla spesa.  È il bilancio che fa Ernesto Dalle Rive, presidente del consiglio di sorveglianza di Coop Italia, catena che periodicamente monitora il comportamento degli italiani al supermercato.

Come stanno cambiando le abitudini delle famiglie? "Siamo di fronte a consumatori che sono consapevoli che nei prossimi mesi non potranno abbassare la tensione sui consumi, e quindi cercano di capire in quali modi mantenere inalterate le proprie esigenze. Sono quindi orientati a essere molto mobili e a valutare le offerte, magari privilegiando le marche private delle catene distributive. Noi vediamo una crescita dei nostri prodotti a marchio Coop dell'8-9%".

L'aumento dell'Iva in arrivo vi spaventa? "Certo, è un'ulteriore elemento di preoccupazione. La nostra principale paura è che, da un lato, penalizzi ancora di più i consumi e, dall'altro, obblighi le imprese a fare i salti mortali per non perdere quote di mercato, senza scaricare sull'utente finale tutti i costi di queste manovre".

In un momento come questo è meglio stare alla finestra e aspettare che il peggio sia passato? "Non per noi. Nonostante il contesto, siamo fortemente impegnati nello sviluppo della nostra presenza sul mercato italiano. Di recente abbiamo confermato il piano di sviluppo che prevede l'apertura di 55 nuovi punti vendita già entro il 2013, per un investimento complessivo di 500 milioni di euro. Parte del piano ha già preso il via. Complessivamente, nell'arco del triennio pensiamo di dare lavoro a 4 mila persone. È un progetto che portiamo avanti anche perché pensiamo che le imprese che sono più radicate nel territorio hanno il dovere di investire sul futuro proprio nei momenti di crisi".

È una sfida per tutto il settore. "Siamo convinti che questi anni di forte difficoltà "puliranno" il mercato della grande distribuzione. A pagare il prezzo più alto saranno i più piccoli. Prevediamo tempi più duri soprattutto per le catene di dimensioni ridotte".

Su cosa punterete di più? "Stiamo sviluppando il ramo della distribuzione dei carburanti. Abbiamo già fatto un primo passo in questa direzione nel segmento dei farmaci, con il nostro marchio CoopSalute, che ha visto un deciso taglio dei costi per il consumatore. Altrettanto abbiamo fatto nella telefonia con il lancio di Coop Voce. Ora contiamo di arrivare allo stesso risultato con i distributori in modo da dare una mano ai consumatori nella lotta al caro-benzina. Le prime esperienze che abbiamo sviluppato in Puglia, in Emilia e in Umbria sono molto positive perché danno al consumatore la certezza del risparmio. Tendenzialmente il nostro obiettivo è quello di arrivare a una riduzione dei costi del 10% rispetto al distributore più conveniente su piazza. Abbiamo deciso di aprire 6 distributori di benzina accanto agli Ipercoop, con l'obiettivo di arrivare entro il 2013 a una rete di una ventina di pompe in tutta Italia. Nei piani c'è già un'apertura entro l'anno in provincia di Biella e ulteriori aperture in Toscana. È una delle richieste più forti che ci viene dai nostri soci, vale a dire quella di trovare proposte innovativa e di estendere i prodotti a marchio Coop".
Dopo le ultime vicende, la partita Unipol-Fonsai è ancora appetibile? "Crediamo che valga ancora la pena di proseguire in questa direzione per alcuni motivi validi. Il primo è che tramite il progetto Unipol-Fonsai il gruppo Unipol ha la possibilità di contribuire al salvataggio di una delle realtà economiche più importanti del Paese. Poi, naturalmente, siamo anche di fronte a un'operazione importante per il gruppo perché è prettamente industriale e lo porta a diventare la seconda compagnia del Paese. Il nuovo gruppo arriverebbe a una quota di mercato del 14,8%, contro il 16,8% di Generali in termini di raccolta".

Quali ritorni ci sono per le cooperative? "Si tratta di un'importante operazione di salvataggio che crea sinergie e ricchezza che possono avere un ritorno importante per gli azionisti e per le cooperative. Come presidente di cooperativa io continuo a dire di sì a questo piano. Poi è chiaro che si tratta di un'operazione complessa che prevede anche piani alternativi a quello di Unipol, ma la proposta del gruppo Unipol ha il vantaggio che mette insieme due società di assicurazione e sviluppa sinergie importanti. Unipol in questo momento è, nel Paese, l'unico soggetto che può pensare a questa operazione. E per noi, dopo la vicenda Bnl, rappresenta un altro elemento di solidità del contesto cooperativo".

Fonte: La Stampa

Commenti (5)
  • Marcello Fornaro  - Che schifo

    Questi con l'aria da benefattori della plebe mi fanno proprio schifo!!

  • Anonimo

    Signori, questi sono imprenditori in commercio, quello che non siamo è non possiamo essere noi, almeno per la maggior parte dei Gestori purtroppo. Questo è il nostro problema.

  • Alex

    Sono tutti bravi sulle previsioni, e sui conti degli altri.
    In italia sono scomparse delle intere categorie come :
    Commercianti,
    Industria tessile,
    Agricoltura,
    mentre quello che resta ridimensionato al 60% è l'industria automobilistica.
    Quantificando il tutto in posti di lavoro, ed aggiungendo un indotto che vale altrettanto hai posti persi, in italia chi ha ancora uno stipendio da spendere sono:
    L' infermiere,
    Il carainiere,
    Il Poliziotto,
    Il vigile,
    Il dipendente delle poste,
    L'addetto del agenzia delle entrate,
    L'agenzia delle dogane,
    Il finanziere,
    I dipendenti comunali
    ecc. , ecc.
    La contrazione dei consumi non é paura di spendere, ma bensì, mancanza di moneta da spendere. SE NON C'E' CHI PRODUCE, NON C'E' RICCHEZZA DA RIPARTIRE !!

  • francesco

    ma mi spiegate perche' nessuno parla che piu' aumentano i prezzi dei carburante meno guadaniamo noi che siamo retribuiti a volume?

  • Vera  - carburanti

    Dove sono le associazioni di categoria????? Si stanno spartendo i poteri e noi qui a guardarli e a morire di fame! Ma avete visto l'accordo coop con la regione Toscana? Apriranno 26 punti vendita .... ma con la clausola che tutti coloro che verranno licenziati nei distributori carburanti nel raggio di 15 Km, verranno assunti dalla COOP ! CHE BENEFATTORI!

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