Benzina, a Napoli il pieno più caro d'Europa

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Indagine del ministero dello Sviluppo: prezzo medio alla pompa più elevato di 34 centesimi

Un primato dagli effetti catastrofi-eie una notizia relativamente posi­tiva. Sono due aspetti relativi all'andamento estivo dei prezzi dei carburanti a Napoli. Il primato - già stabilito in altri periodi - è rife­rito al prezzo medio della benzina nel capoluogo campano.

Un prez­zo che, secondo il consueto moni­toraggio del ministero dello Svi­luppo economico, risulta superio­re a quello applicato nel resto d'Italia e persino d'Europa. Men­tre il dato positivo - sostengono gli addetti ai lavori - è il mancato su­peramento della fatidica soglia dei 2 euro che era stata, invece, più volte varcata l'estate dello scorso anno, tanto a Napoli quanto nell'hin­terland.

Ammonta, co­munque, a 1,83 euro al litro, secondo l'indagine ministeriale, il costo me­dio di un litro di senza piombo nei distributori cittadini. Esattamente lo stesso prezzo di Roma ma oltre 10 centesimi in più rispetto alla media nazionale rilevata dallo stesso ministero e addirittura 34 centesimi al di là della media dei paesi dell'Unione europea, indica­ta da un recente studio sull'argo­mento da parte della stessa Com­missione europea. "È sempre il so­lito discorso. Gli automobilisti in particolare e i cittadini in generale - attacca il presidente di Federcon­sumatori Campania Rosario Stornaiuolo - devono scontare le politi­che scellerate delle compagnie pe­trolifere e contemporaneamente la mancanza a Napoli e in Campa­nia di una rete distributiva adeguata. I prezzi dei carburanti hanno superato, in tanti casi, quelli dei beni di prima necessità. Ma la rica­duta più grave dei costi della benzi­na è quella che si verifica sul carrel­lo della spesa". Il caro-prezzi dei carburanti, se­condo un'indagine condotta dall'associazione, incide sui napoletani in maniera cospicua. Circa 1800 euro medi in più, rispetto al­lo stesso periodo di due anni fa.

Una cifra che deriva dalla valuta­zione dei costi diretti dei carburan­ti - ossia quello che un automobili­sta paga già alla pompa - e i costi indiretti, ovvero quelli derivanti dall'aumento dei costi dei cibi, de­terminato proprio dal caro-benzi­na. È, insomma l'effetto "spalma­to" sulla catena di distribuzione dei prodotti che non può prescindere dai costi del trasporto: aumenta la benzina e aumentano anche i costi della logisti­ca. "Questo accade perché il 90 percento dei generi alimentari - ripren­de ancora Stornaiuolo -viene trasportato su gom­ma cosicché ogni au­mento dei carburanti si traduce in un incremen­to quasi automatico dei costì del cibo e non solo". Anche  Coldiretti, sulla base di una recen­te indagine, rileva che i costì dei carburanti hanno superato quelli della spesa media degli italiani. Il primato partenopeo riguarda, pe­raltro, anche i carburanti per mo­tore diesel, ovvero quelli più utiliz­zati dagli automobilisti. "Ma i co­sti dei carburanti dipendono pre­valentemente dal carico fiscale -spiega Vincenzo Mosella, presi­dente regionale di Figisc, l'associa­zione dei gestori degli impianti - e, soprattutto dalle accise che in Ita­lia sono nettamente le più alte d'Europa. Mentre a Napoli c'è il carico aggiuntivo dell'addiziona­le regionale sulla benzina di 3,1 centesimi al litro. Le tasse penaliz­zano in maniera prevalente, oltre agli automobilisti, anche gli stessi benzinai. Per questa estate - prose­gue Mosella - c'è il dato positivo che siamo rimasti sotto i livelli del lo scorso anno. Non c'è stato l'arri­vo alla soglia dei 2 euro al litro, co­me ipotizzavano in tanti".

Una no­tizia positiva solo in parte, perché in molti distributori napoletani la colonnina supera, comunque, gli 1,90 euro al litro.

Fonte: Il Mattino di Napoli


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