Prezzi alle stelle Benzinai in crisi Chiude uno su 4

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Sono sempre di più i buchi neri lungo le strade - In città hanno rinunciato all' attività 15 distributori colpiti dal calo delle vendite e da guadagni esigui Il Comune fa i conti con il rischio contaminazione

Vicenza - Una volta erano le isole felici. Adesso sono sempre più isole del degrado. Altro che prezzi alle stelle e guadagni facili. Per ì distributori dì benzina non è di certo un bel periodo. Non passa mese che non si abbassi (virtualmente) una serranda.

E mentre in città aumentano le recinzioni o i blocchi di cemento aprotezione degli impianti in disuso, negli uffici dell'assessorato all'ambiente si lavora costantemente per scongiurare il pericolo contaminazione.

LE CHIUSURE Crisi, pompe bianche, compensi ridotti, utilizzo del trasporto pubblico. Le cause sono molteplici. Così come sono numerose le pompe di benzina che hanno affìsso all'esterno il cartello "Chiuso". Percorrendo le strade del comune dì Vicenza, se ne contano più di unadecina. E, considerato che nel territorio ci sono quasi 50 distributori, significa che circa il 25 per cento dei gestori hadeciso di abbandonare la propria attività. Stra-daPasubio, Riviera Berica, viale San Lazzaro e via Quadri. Sono queste alcune delle arterie macchiate da quei buchi neri abbandonati «e purtroppo- afferma Gastone Vicari, presidente provinciale della Figisc Confcommercio - la situazione non è destinata a migliorare. Siamo preoccupati».

LE MOTIVAZIONI Già, perché più passai! tempoe piùi benzinai vanno in crisi. Gli ultimi a chiudere i battenti in ordine di tempo sono stati gli impianti a San Lazzaro ma dall'altra parte della città ecco il distributore di viale Margherita, al centro di unprogetto di riqualificazione urbanistica e, quasi a sorpresa, il Tamoil che sorge davanti al centro commerciale Emisfero. Tanti punti e una caratteristica in comune: tutti appartengono alle grandi compagnie. «Ed è proprio questo il problema - continua Vicari - perché non si deve pensare che l'aumento dei prezzi favorisca i gestori degli impianti. Anzi. A stabilire la tariffa sono proprio le compagnie petrolifere, che incrementano il costo del carburante, causando in primis un calo delle vendite e successivamente una drastica riduzione del guadagno per chi gestisce l'impianto. Il nostro compenso è esiguo».

POMPE BIANCHE Come se non bastasse, a mettere i bastoni trale ruotesono anche i benzinai indipendenti che, a diffe-renzadei colleghi, non sono in crisi, anzi. Proprio da poche settimane è stato avviato il cantiere per la realizzazione di un nuovo impianto in strada di Bertesina. «Letariffe delle pompe bianche - ammette Vicari - sono più vantaggiose, manoi non possiamo adeguarci, perché, ripeto, sono le compagnie ad imporci i prezzi di vendita».

LA BONIFICA II risultato? Degrado urbanistico e ambientale. «Ogni distributore che chiude - interviene l'assessore alla progettazione Antonio Dalla Pozza - dev'essere monitorato. In particolare vanno tenute sotto controllo le cisterne interrate, assicurandosi che non ci sia una fuoriuscita di idrocarburi. Quando un impianto viene chiuso o abbandonato, rischia di andare in declino. E questo non deve accadere, perché si può inquinare il terreno». Il Comune di Vicenza fino a questo momento ha avviato sette procedimenti ambientali riguardanti gli ex distributori, mentre altri dieci sono conclusi. L'ultimo in ordine di tempo è andato in scena in viale Grappa, dove sono state «implementate le attivitàdi spurgo periodico dei piezome-tri con cadenza settimanale» dopo aver riscontrato «una situazione di potenziale superamento delle soglie di contaminazione». Il rischio inquinamento in effetti esiste «ma - confessa Dalla Pozza - le compagnie solitamente rispondono in tempi rapidi ed eseguono la bonifica. Ci sono due procedure: o vengono rimosse le cisterne oppure si chiudono, nel caso il terreno presenti delle fragilità. Dipende poi che destinazione si vuole dare all'area».

Nicola Negrin - Giornale di Vicenza


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