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Carburanti Sicilia, 800 impianti a rischio

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Compatibilità degli esercizi, terzo carburante e defiscalizzazione al centro del convegno Assopetroli a Palermo

Quotidiano Energia - In Sicilia sono circa 800 gli impianti di distribuzione carburanti da ritenersi incompatibili secondo quanto previsto dalla legge 111/11 sulla razionalizzazione della rete. A dare la notizia è stato Luciano Parisi, coordinatore regionale di Assopetroli Assoenergia nel corso di un convegno organizzato nei giorni scorsi, a Palermo. "Molti impianti - ha spiegato Parisi - non hanno la concessione di suolo pubblico, il self-service e insistono su luoghi inidonei".

Nel corso dell'incontro è stato posto più volte l'accento sulla necessità di un rinnovamento nella normativa che riformi il settore attualmente regolato da una legge che risale a 10 anni fa.

"Quello dei carburanti è un problema delicato e complesso. Mi aspetto che ci sia un testo base e mi impegno a calendarizzare nel più breve tempo possibile in commissione e poi in aula la riforma legislativa", ha dichiarato Giovanni Ardizzone, presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana

Un altro nodo da sciogliere è quello relativo al terzo prodotto (Gpl, metano) per i nuovi impianti: "Il decreto nazionale sulle liberalizzazioni prevede minori restrizioni - ha ricordato Parisi - basta una dichiarazione di impossibilità di vendita per aggirarlo. La Regione può imporre regole più restrittive, come hanno fatto la Puglia e la Provincia di Bolzano".

"Su ostacoli tecnici e oneri economici aspetto indicazioni dal Ministero - ha risposto Giuseppe Giudice, dirigente dell'Assessorato regionale alle Attività produttive - imporre l'obbligo di vendita di gpl o metano distrugge le piccole e le micro imprese e va contro le statuizioni comunitarie".

Sulle difficoltà del settore a livello nazionale è intervenuto, invece, il presidente di Assopetroli Franco Ferrari Aggradi che ha iniststito sul peso del fisco nei prezzi finali.

Al convegno sono intervenuti, inoltre, la relatrice del DL liberalizzazioni, la senatrice Simona Vicari, il presidente di Confcommercio Palermo Roberto Helg e i rappresentanti di tutte le compagnie petrolifere, i rappresentanti regionali di Faib, Fegica e Figisc.

Per gentile concessione di Quotidiano Energia

Commenti (4)
  • contro la politica

    800 impianti a rischio,ma sella zona dell'alcantara ne hanno fatto due,uno a francavilla di sicilia dentro il centro abitato e uno a trapitello?La verità e chie siete tutti corotti politici di m***a.

  • troklodit  - chiudere chiudere chiudere

    era ora...cominciamo a chiudere roba vecchia...senza più proroghe e avanti così...in tutta italia 14000/15000 da chiudere per sempre!!!!!! forza forza...applikiamo le leggi ke ci sono... :upset :upset :upset

  • mario da parma

    meglio chiudere oggi con il fondo indenizzi che domani senza

  • oleoblitz  - chiudere impianti incompatibili

    avanti a tutta forza...CHIUDERE TUTTO...ke bello!!!

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