I benzinai svizzeri: Grazie Monti

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Senza sosta l’esodo per il pieno

"Grazie, Monti". Sono in pochi quelli che accettano di dichiararlo apertamente, a microfoni accesi, ma l’indice di gradimento in Svizzera del nuovo presidente del consiglio dei ministri del Belpaese, il professor Mario Monti, è schizzato negli ultimi giorni letteralmente alle stelle. 
Almeno tra i benzinai e tra i gestori delle stazioni di servizio e degli store, meta tradizionale per chi voglia cambiare i franchi in euro o comprare, tra le altre cose, cioccolata, sigarette e dadi per il brodo.

Da una settimana, dal momento dell’introduzione del maxi-aumento delle accise sul carburante, il numero degli automobilisti italiani che varca il confine per fare il pieno è cresciuto in maniera esponenziale.
La maggior parte delle automobili ferme nei piazzali delle stazioni di servizio di Chiasso, Maslianico e dell’intera fascia di confine ha targa italiana, non soltanto con l’indicazione della provenienza dalla provincia di Como, ma anche dai territori confinanti di Varese e di Milano. 

Il via vai è pressoché incessante e non è raro assistere alla formazione di code di automobilisti in attesa del proprio turno per accedere all’erogatore di benzina. Al momento di pagare il carburante, poi, c’è chi non rinuncia ad acquistare anche altri prodotti (su tutti, come detto, l’immancabile cioccolata). Dall’utilitaria al suv, dalla vettura datata a quella appena uscita dal concessionario, davanti alle pompe di benzina si vede davvero di tutto.

"Sarebbe impossibile negarlo, il numero di clienti italiani è aumentato in modo vertiginoso già dal giorno immediatamente successivo all’annuncio del governo dell’aumento delle accise previsto dalla manovra del nuovo governo - dichiara Vincenzo Iovine, titolare di una stazione di servizio oltre confine - Venerdì scorso, e nell’ultimo fine settimana, abbiamo avuto code pressoché incessanti di vetture in attesa per il rifornimento. Rispetto all’ultimo periodo, poi, c’è stato un picco nelle vendite del gasolio, che generalmente era poco richiesto dagli italiani. Evidentemente, gli aumenti sono stati forti, dato che ora è un continuo alternarsi agli erogatori del diesel e arrivano clienti anche da fuori Como, dalle province di Varese e di Milano, ad esempio".

Elena Jacobone e Alessandro Ligas stanno facendo il loro primo rifornimento in Svizzera. "Arriviamo da Erba - dicono - e sinceramente in passato non avevamo mai pensato di venire in Svizzera a fare benzina. Dopo il recente aumento delle accise abbiamo deciso di provare e valutare. Almeno a livello di prezzo vale indubbiamente la pena, poi vedremo il resto. Magari non verrei appositamente da Erba, ma se accade di essere già nella zona di Como, vicino cioè a una frontiera, certamente fare qualche chilometro in più e allungare il percorso per il rifornimento della macchina è vantaggioso, qualcosa da non lasciarsi sfuggire".

Ieri, un litro di benzina verde in Svizzera costava in media 1.375 euro a fronte di un prezzo di circa 1.730 a Como.
Per il gasolio, il costo oltreconfine era di circa 1.546, a fronte di una tariffa media sul territorio lariano di 1.720. 

Accanto ai prezzi del carburante, poi, in molte stazioni di servizio svizzere sono esposti cartelloni che invitano all’acquisto di sigarette, cioccolata, caffè e dadi. Prodotti che tradizionalmente sono acquistati dai comaschi in Ticino.

"Ho appena ritirato la macchina dalla concessionaria - dice Enzo Arrighi - Ho messo qualche litro di carburante in Italia, giusto per arrivare in Svizzera, e sto facendo qui il primo pieno. Ho la carta sconto ma c’è comunque grande convenienza scegliendo la Svizzera. Già prima dei rincari delle accise, ogni tanto, venivo a rifornirmi oltreconfine: adesso credo che lo farò sempre, a meno che naturalmente non cambi qualcosa in Italia".

Carmelo Tiné è giunto a Chiasso da Saronno, uno dei grossi comuni della provincia di Varese situati sull’asse autostradale. "Non ero mai venuto prima a fare benzina in Svizzera - dice l’automobilista - Ma dopo l’aumento delle accise ho fatto due conti e ho capito che, effettivamente, c’è una grande convenienza a varcare la frontiera per riempire il serbatoio della mia auto. Sulla benzina la differenza è di oltre 30 centesimi al litro per chi è fuori dalla fascia della carta sconto e su un rifornimento di 80 litri, alla fine, si risparmiano circa 25 euro. Non si tratta di piccole cifre, questo può capirlo chiunque. Per il resto - aggiunge Tiné - non ho fatto altri acquisti. Ho smesso anche di fumare, quindi non mi servono più neppure le sigarette".

"Abito ad Alzate Brianza ed è la prima volta che vengo in Svizzera a fare benzina - dice Angelica Cerchiaro - Ero già a Como, quindi non ho avuto dubbi sull’allungare di qualche chilometro il mio percorso. Per l’ultimo pieno in Italia ho speso 65 euro, ora soltanto 41. Un terzo in meno. Vedrò quanti chilometri riuscirò a fare, giusto per fare un confronto anche sull’efficacia del carburante, ma in termini di prezzo non c’è gara".

Lucia Aguggeri è arrivata a Maslianico da Cerano d’Intelvi appositamente per fare il pieno. "Il risparmio con la macchina a gasolio, oggi, è di almeno 10 euro per ciascun pieno - dice - E in più ne ho approfittato per comprare cioccolatini, caramelle e per fare un regalino a mia figlia. Prima dell’aumento delle accise facevo rifornimento in Italia, ora la convenienza in Svizzera è davvero significativa. Rinunciare sarebbe autolesionista, credo che tutti possano capirlo".

La fila delle auto con targa italiana aumenta. Di minuto in minuto. Si fa persino imbarazzante, se si pensa che la manovra (con gli aumenti) serve a mettere a posto le cose nel Paese, e che i comaschi in Svizzera “eludono” i sacrifici. 
Cresce anche il numero di clienti intenti a curiosare tra gli scaffali degli store dei distributori. Liliana Ratti torna alla sua vettura con due borse stracolme. 

"Ero venuta per fare benzina e ne ho approfittato per fare qualche acquisto - dice mostrando il contenuto dei sacchetti - Ho preso i dadi di pollo, il caffè e parecchie confezioni regalo di cioccolatini. Quelli svizzeri sono insuperabili a livello di qualità e prezzo. Se aggiungiamo la convenienza del prezzo della benzina, per i comaschi credo sia quasi scontato varcare il confine per fare rifornimento e qualche altro acquisto".

Nel piazzale della stazione di servizio parcheggia un’autobotte carica di carburante. L’autista preferisce rimanere anonimo, ma conferma l’impennata fortissima dei litri di benzina e gasolio erogati nell’ultima settimana, con la prospettiva di continuare a fare affari d’oro. I gestori non stanno un minuto con le mani in mano. Non hanno bisogno di parlare. La soddisfazione è più che evidente. 

Non lo dicono, ma hanno un nuovo slogan: "Grazie, Monti".
Anna Campaniello

Fonte: Corriere di Como


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