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I benzinai: tra 'pompe bianche ' e accise il nostro mestiere destinato a scomparire

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NAPOLI - La benzina diventa sempre più cara e l'ultimo aumento dell'accisa non promette niente di buono. I benzinai di via Marina sono ormai rassegnati a questa situazione, e cominciano seriamente a temere per la loro attività. "Ormai siamo abituati. Noi ci perdiamo perché vendiamo di meno. L'incasso è lo stesso ma i litri sono di meno". spiega il signor Giovanni Scherillo. "Ogni scusa è buona per aumentare.

L'ultimo aumento l'hanno attribuito alla guerra in Siria ma è solo un pretesto. Tra un po' a Napoli rimarranno solo self - service. Le compagnie petrolifere vogliono eliminare i distributori. Ormai siamo rimasti solo a Via Marina e a Fuorigrotta. A via Marina è ancora più difficile perché ci sono 5 distributori nell 'arco di 300 metri". Un dato che emerge con sicurezza è la diminuzione della quantità di benzina per ogni utente. "Ormai la gente mette solo il necessario, prima si metteva qualcosa in più. Ormai quello dell'aumento delle tasse che vanno ad influire sul prezzo è un problema cronico.

Purtroppo il costo della benzina incide molto sui bilanci familiari", aggiunge il signor Ubaldo Albano, All'aumento dell'accisa si accompagna un altro problema non di poco conto, ovvero la concorrenza delle cosiddette pompe bianche, che distribuiscono benzina "no logo". "Noi distributori del centro paghiamo l'8% in più di tasse rispetto alla periferia, ma il prezzo dovrebbe essere uguale per tutti. Le pompe bianche pagano molte meno tasse", lamenta il signor Marco Di Maso. "Le tasse aumentano sempre d'estate e nel periodo natalizio. Ormai il nostro mestiere va a scomparire. Non si sa se dureremo fino alla fine dell 'anno. Oltre alle pompe bianche ci rovina anche la Ztl. Non esiste più un margine di guadagno. Prima facevamo 2000 litri al giorno, ora ne facciamo 600-700. Dovrebbero eliminare le differenze tra città e periferia, e poi la periferia comincia da San Giovanni a Peduccio, quindi sbagliano a considerare anche Fuorigrotta". Sotto accusa anche i sindacati, che come unico strumento dì lotta propongono la sciopero dal quale però deriva solo un mancato guadagno.

Fonte : Cronache di Napoli

Commenti (4)
  • Gigi

    8)

    Scommetto che se i Gestori napoletani si "azzardano" ad intraprendere azioni rivolte alla salvaguardia del loro mestiere, tutti i mezzi di comunicazione ritirano fuori la "novella" dell'acqua nel gasolio (che è servita per gettare fango sulla categoria).

    Forza Napoli, resistete!

  • Andrea

    io vorrei chiedere una cosa a chi fa i prezzi: ma è mai possibile che il Nostro settore, che è il trainante del paese, deva essere utilizzato come "bancomat" a cielo aperto e per noi Gestori non ci sia qualcuno che ci tuteli?
    E' mai possibile che ogni volta che c'è un'esodo estivo o invernale ci sia un'aumento?
    Appena aumentano mi sento sempre dire: HAI alzato ancora? stai diventando caro!!!! .... dovrebbero dire HANNO alzato ancora!!
    Chiedo scusa x lo sfogo!!

  • Gestore ENI

    MI E' STATO RIFERITO, NONSO SE E' VERO, CHE, PER ENI, IL PREZZO ALLA POMPA VIENE DETERMINATO DA UNA SOCIETA' TERZA.
    SE QUESTO E' VERO, NON E' PER CASO CHE QUESTA SOCIETA' FA INTERESSI DI ALTRI?

  • ???

    In questo paese le illegalità sono diffuse, e spesso si scopre che chi dovrebbe controllare e colluso con i criminali. anche nel nostro settore non si sfugge alla regola, per cui avremo ancora compagnie con prezzi assurdamente alti e privati con prezzi inspigabilmente bassi (adesso vediamo con l'obbligo di comunicazione prezzi dal 16 settembre). quindi se le inchieste sul settore durano una eternità come volete che si salvi il povero Gestore di compagnia con 3/4 centesimi al litro contro chi vende sottocosto per ripulire capitali. anche questo è il prezzo di quella che chiamano DEMOCRAZIA.

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