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Francia, gilet gialli bloccano depositi di carburante e chiedono di incontrare Macron

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gillet gialli francia600Ricomincia, per il terzo giorno consecutivo, la protesta dei 'gilet gialli' in Francia. E per la prima volta alle consuete manifestazioni di protesta - le operazioni lumaca, i filtri e i blocchi del traffico - si è aggiunto il fermo a due depositi di carburante.

Il gruppo Total ha reso noto che "sono stati bloccati due depositi: a Vern vicino a Rennes e a Fos-sur-mer (Bouches-du-Rhone)". Al deposito di Lespinasse a nord di Tolosa, un manifestante, tale Sébastien, tecnico aeronautico di 21 anni, è rimasto tutta la notte ai cancelli: "E' importante resistere o non avrò ottenuto nulla".

Le migliaia di persone scese in strada chiedono "un gesto" da parte del governo, in particoare la possibilità di "essere ricevuti all'Eliseo da Emmanuel Macron". La protesta è nata per contestare il rialzo del prezzo del carburante: dopo le parole del premier Edouard Philippe, che ha detto di aver ascoltato e sentito la "collera" e la "sofferenza" dei manifestanti ma ha chiarito che il governo intende tirare dritto per la sua strada, Benjamin Cauchy, portavoce del movimento, ha annunciato che dopo i depositi verranno bloccate le "raffinerie e depositi industriali per avere un impatto economico".

I numeri della rivolta dei 'Gilets jaunes', sono impressionanti: dopo i 290.000 manifestanti e i 2.000 blocchi stradali di sabato, altri 150 blocchi sono stati allestiti nella giornata di domenica. Il weekend si lascia dietro una manifestante morta, oltre 400 feriti di cui una quindicina gravi, 300 tra fermi e arresti.

Per ora il governo tiene duro. Il ministro del Bilancio, Gerald Darmanin, ha detto di comprendere "l'esasperazione fiscale" ma ha ribadito che "dovere" dell'esecutivo è di trasformare l'economia per renderla meno dipendente dal petrolio. Il ministro della Transizione ecologica, Francois de Rugy ha confermato l'entrata in vigore della tassa sul carburante dal primo gennaio, destinata a misure per ridurre gli effetti del cambiamento climatico. "Bisogna assolutamente uscire da questa trappola delle auto, del petrolio e del diesel in cui ci siamo rinchiusi da troppo tempo", ha avvertito il ministro.

Melenchon: "Un evento sociale e politico" L'opposizione, intanto, va all'attacco dell'Eliseo. Dall'estrema destra Marine Le Pen ha osservato che la protesta ha avuto "un successo davvero grande se lo stesso ministro dell'Interno cerca di minimizzarla". Dalla sinistra radicale, Jean-Luc Melenchon, leader di France Insoumise ha inneggiato a questa "nuova Francia", a "un evento sociale e politico" che ha offerto un grande "esempio di auto-organizzazione".

Commenti (2)
  • Anonimo

    Carissimi italiani (colleghi e non) c'è molto da imparare dai francesi.questi sì che sono capaci di farsi sentire quando ci sono di mezzo i loro diritti e interessi.non come noi che ogni volta che c'è da aderire a qualche forma di protesta abbiamo sempre un pretesto per non partecipare vero?(non mi riguarda,il mio vicino tieni aperto lo stesso,la mia sigla sindacale non aderisce,bla bla bla...).

  • Anonimo

    Bravo collega , sono tutte scuse per non chiudere
    BRAVISSIMO, gli altri chiudono!!!q , CHISSA QUANTO LAVORERO' PEZZENTI

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