Scasso ai Self Service, banda della ruspa scatenata

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ruspa-self-montecassinoI malviventi hanno messo a segno un furto nella notte tra domenica e lunedi a Montecassino in provincia di Macerata, seguendo quello che è ormai diventato un copione che i ladri conoscono a memoria. Cambiano i luoghi, le aziende e le vittime, ma non cambia, se non per alcuni dettagli, il modo di operare.

Anche se la notte scorsa i malviventi hanno anche bruciato la ruspa che avevano rubato, sicuramente per cancellare tracce che devono aver lasciato sul mezzo. Tutto è cominciato e si è concluso nella frazione di Sant'Egidio, a Montecassiano, intorno alle 3 di notte. È lì che i malviventi hanno raggiunto una azienda, la Dignani prefabbricati. Lo scopo era entrare e prendere una ruspa. E così hanno fatto. In un'altra azienda della zona i malviventi hanno rubato un altro mezzo da lavoro. Questo secondo veicolo è stato piazzato in mezzo alla carreggiata della strada che transita davanti al distributore di carburante della Ip, in località Sant'Egidio. Per non fare passare le auto da nessuna delle due direzioni, i banditi hanno posto in mezzo alla strada, dall'altra parte rispetto a dove avevano posizionato il mezzo, degli arbusti. Una volta che i malviventi hanno chiuso l'accesso alla strada, si sono diretti con il Caterpillar al distributore della Ip. Quello era il reale obiettivo dei ladri. Con la strada bloccata, e sicuri non passasse nessuno che potesse vederli, i malviventi si sono concentrati sulla colonnina dove gli automobilisti che si fermano per fare rifornimento self service, pagano il carburante diesel e la benzina.

Probabilmente hanno imbracato la colonnina con corde e catene che hanno fissato all'escavatore. Poi hanno cominciato a dare gas con il mezzo. Fino a che il cemento che bloccava la colonnina a terra ha ceduto e i malviventi sono riusciti ad estrarla. L'hanno caricata sulla pala della ruspa e si sono diretti in mezzo alle campagne.

Giunti in un campo si sono fermati e hanno iniziano a forzare la colonnina. Quando ci sono riusciti hanno preso i soldi all'interno, il bottino è da quantificare. Per ultimo i malviventi hanno cosparso la ruspa con del liquido infiammabile che avevano con loro. Poi hanno dato fuoco all'escavatore. Una mossa che probabilmente doveva servire ai ladri a cancellare tracce, come ad esempio le impronte digitali. La ruspa è stata poi trovata bruciata e con ancora nella pala la colonnina rubata al distributore della Ip.

I militari hanno avviato le indagini per risalire agli autori del furto. La polizia nelle prime ore del mattino di ieri ha fermato un paio di persone che si trovavano in auto. Persone ritenute sospette e la cui posizione ieri è stata vagliata in questura per capire se fossero legate ai furti di Montecassiano. Dagli accertamenti, in base a quanto emerso, non sarebbero stati trovati collegamenti con i colpi al distributore e alla Dignani. Quello alla Ip di Montecassiano è l'ennesimo furto che viene messo a segno in provincia ad un distributore usando una ruspa. L'ultimo episodio risale alla notte tra venerdì e sabato. In quel caso alcuni malviventi, forse gli stessi che hanno agito ieri, hanno rubato una ruspa in una cava di Corridonia. Preso il mezzo si sono diretti lungo il fiume Chienti verso il distributore della Tamoil che si trova lungo la superstrada, a Corridonia. Nel frattempo però il proprietario della cava si è accorto del furto e ha chiamato i carabinieri. I militari hanno avviato le ricerche e hanno trovato i ladri che, sulla ruspa, si trovavano in un campo che sta appena sotto al distributore. I banditi, visti i carabinieri, sono fuggiti riuscendo a sparire nel mezzo del buio delle campagne. Proseguono gli accertamenti, da parte degli investigatori dell'Arma di Corridonia e della Compagnia di Macerata, per risalire ai responsabili del tentato colpo.


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