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I benzinai vincono al Tar Stop all'impianto Enercoop

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Enercoop faenza1La Spezia, per i giudici manca la programmazione e l'area è esondabile
IL TAR della Liguria dà ragione ai benzinai e dice che il Comune di Sarzana ha sbagliato nel dare il via all'operazione: mancavano i requisiti e l'area è esondabile.

Stop dunque al cantiere avviato da Talea Gestione Immobiliare Spa, dopo che lo scorso 9 gennaio il Comune aveva rilasciato il permesso di costruire l'impianto Enercoop per tutti i tipi di carburanti sulla variante Aurelia Aurelia nella zona dell'ex Garaventa.

Il ricorso firmato da Aldo Datteri, presidente della Federazione Italia Benzinai di Confesercenti, insieme a un nutrito gruppo di colleghi benzinai è stato accolto dalla prima sezione del Tar, collegio composto dal presidente Giuseppe Daniele, insieme al consigliere Paolo Peruggia e al consigliere estensore Davide Ponte che, una volta ascoltati l'avvocato Daniele Granara che ha tutelato i benzinai, e i colleghi Fabio Cozzani per il Comune, oltre al mini collegio formato da Alessandro e Stefano Ghibellini per Talea, ha dato ragione a Granara.

Nel dispositivo, il Tar spiega che «il Comune non ha recepito la regolamentazione regionale che impone l'adozione di un piano o la redazione di una programmazione in merito all'attività di distribuzione dei carburanti», e non può «perseverare nell'ema-nare titoli edilizi (il permesso a Talea ndr) unitariamente senza un esame complessivo delle necessità di sviluppo economico-urbanistico del territorio, atteso che al momento della imposta pianificazione, dovrà darne atto alla luce degli operatori stanziati sul territorio, incidendo sulle rispettive aspirazioni di sviluppo e sull'aspettativa imprenditoriale dei distributori sarzanesi e dei comuni limitrofi».

Un altro errore del Comune, rileva il Tar, è relativo al «carattere esondabile dell'area che nella specie avrebbe imposto uno specifico approfondimento», che non è stato effettuato. I giudici amministrativi infatti spiegano che «emerge un grave vulnus di verifica procedimentale in relazione a un profilo di estremo rilievo in termini di interessi pubblici primari, sia ambientali che di prevenzione e pubblica incolumità(...).

Dall'analisi degli atti - spiega ancora la sentenza - emerge pacifica la circostanza per cui l'intervento si colloca in zona di pericolosità idraulica, anche media e elevata, qualificata dal piano di bacino» e «il difettodi istruttoria e la violazione della disciplina connessa al piano di bacino appaiono acclarate». Annullati dunquegli atti relativi alla realizzazione dell'impianto.

Fonte: Il Secolo XIX

Commenti (4)
  • kazunori

    Una battaglia vinta...ma credo lo sposteranno poco lontano ,non mollerrano facilmente il colpo. :upset

  • pippo

    Intanto questo ci dovrebbe far capire che le cose si possono fare e non importa se lo sposteranno o no ,anche perche chi si permetterebbe di andare contro le coop ,vero Poletti ?L importante fargli capire che non siamo dei poveri i*******i
    Se fosse stato fatto prima

  • Anonimo

    in paesi come l australia alle gdo e VIETATA la vendita di prodotti petroliferi per evitare quello che succede da noi.....vendere sottocosto un prodotto per guadagnare su un altro e fuorilegge!!


    in spagna impianti self sono stati dichiarati illegali.

    in italia? tutto e permesso....

    cmq una bella notizia questa di sarzana, complimenti a chi aha combattuto!!

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