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Carburanti alternativi, verso obbligo Gnl/metano nei nuovi punti vendita

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colonnina-gnlStaffetta Quotidiana - Prime indiscrezioni sullo schema di dlgs di recepimento della direttiva Dafi, presto in Consiglio dei ministri. Le maggiori novità su Gnl, gas compresso ed elettrico. Per la Sardegna “meglio il Gnl small scale”

Obbligo per i nuovi punti vendita carburanti, per quelli oggetto di ristrutturazione e per quelli con erogato superiore a 10 milioni di litri, di installare distributori di gas metano compresso (Gnc) o liquefatto (Gnl); abolizione del “supero” per il prelievo di gas dalla rete da parte dei distributori; obbligo per le aziende di trasporto pubblico locale di acquistare una quota dei nuovi mezzi a metano; possibilità per le Regioni di esentare dal bollo le auto a Gnc e Gnl, anche in caso di trasformazione; obbligo per le nuove costruzioni (residenziali o commerciali) di predisposizione per l'allaccio di infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Queste le principali novità che, a quanto apprende la Staffetta, sono contenute nello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva Dafi 2014/94 sui carburanti alternativi, predisposto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e attualmente in attesa del via libera definitivo da parte dell'ufficio legislativo. Nessuna previsione invece di incentivi.

Il provvedimento, alla cui stesura hanno concorso i ministeri dello Sviluppo economico, dell'Ambiente, dell'Economia, dell'Interno, degli Esteri e della Giustizia, dovrebbe approdare questa settimana o la prossima in Consiglio dei ministri per il primo via libera, per poi passare alle Camere ed essere approvato definitivamente entro il 18 novembre.

Quanto alla Sardegna, nell'ambito del Quadro strategico nazionale allegato al provvedimento si esprime una netta preferenza in favore della soluzione del Gnl a piccola scala (small scale). Secondo il Governo la scelta è la migliore per la metanizzazione dell'Isola per la flessibilità e adattabilità all'andamento dei consumi, per la possibilità di uno sviluppo graduale della rete, per i tempi più rapidi di realizzazione e per la possibilità di utilizzo anche per i trasporti navali, stradali e industriali.
In generale, sono quattro le fonti oggetto del provvedimento (elettricità, idrogeno, gas naturale, Gpl), con una netta preminenza per il Gnl e, in subordine, per l'elettrico.

Particolarmente attese le novità dal punto di vista regolamentare per il Gnl: le infrastrutture di stoccaggio del Gnl allacciate alla rete di trasporto del gas vengono dichiarate strategiche, di pubblica utilità, indifferibili e urgenti, con conseguente assegnazione della procedura di autorizzazione al ministero dello Sviluppo economico; questi stoccaggi sono soggetti agli obblighi di servizio pubblico stabiliti dal decreto Letta 164/2000, che dovranno essere definiti con provvedimento dell'Autorità per l'energia; quanto agli stoccaggi non collegati alla rete, quelli oltre le 200 tonnellate sono autorizzati dal ministero dello Sviluppo economico, quelli tra 50 e 200 dalla Regione o dall'ente delegato, mentre per quelli sotto le 50 tonnellate è prevista una procedura amministrativa semplificata da presentare in Comune, con facoltà per Regioni e province di aumentare la soglia. Per le reti isolate di Gnl le condizioni economiche di fornitura saranno stabilite dall'Autorità per l'energia attraverso l'aggiornamento delle condizioni relative ai gas diversi dal gas naturale.

Infine, quanto all'informazione per gli utenti, sono previste una serie di norme per gli impianti di distribuzione, i manuali delle auto e i tappi dei serbatoi. All'Osservatorio prezzi carburanti del Mise è invece affidato il compito di fornire informazioni sui fattori di equivalenza dei carburanti alternativi con indicazione dei prezzi medi dei diversi prodotti.

L'Osservaprezzi dovrà inoltre pubblicare la mappa dei punti di rifornimento accessibili al pubblico di metano compresso, metano liquido e Gpl, mentre il Mit dovrà pubblicare quella dei punti di ricarica o di rifornimento pubblici di elettricità e idrogeno.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

Commenti (4)
  • massimo IP  - bla bla bla

    invece di pensare ai nuovi impianti fate in modo di chiudere quelli incompatibili e risolvere in qualche modo l'esubero... che manica di perditempo

  • Alex

    Speriamo che le gestioni non chiudono tutti nel attesa.
    Nel articolo apparso giorni fa si parlava di 300 chiusure nel 2016, circa 2 al giorno,
    immaginate come possono vivere i Gestori,
    che tutti i giorni si alzano per raccogliere i soldi che servono per sanare il debito pubblico.

  • pippo

    Questa e l ennesimo regalo che IL GOVERNO FA alle coop e alla GDO !! nevvero min POLETTI !!!! In italia circolano a metano il 7/8 % ed elettriche 1% del parco auto e i p v metano sono piu che sufficenti se non in esubero .,se ne aggiungiamo altri ,non saranno piu competitivi ,e con i costi di gestione e ammortamento ,manutenzione ,avremmo delle cattedrali nel deserto CHIUSE .Ristrutturare un p v puo costare 100 mila euro ,se si obbliga il metano il costo aumenta a 500 quindi il piccolo chiude ed ecco la ristrutturazione ,mentre le coop e altri che fanno impianti nuovi 100 +100-non cambia nulla ,portano dalla loro anche i metanisti e gli altri chiudono RISTRUTTURAZIONE DELLA RETE A COSTO ZERO .Possibile che certe cose non si capiscano !!! L italia ha bisogno di lavoro non di self ,lo coop creano solo disoccupati e questi regali piovuti dal celo ??!!ci fanno capire chi comanda in italia

  • asdrubale

    A dire il vero tutti gli impianti con gpl e metano delle coop hanno i loro bravi 2 addetti per turno che seguono le colonnine di erogazione, dal momento che il self per metano e gpl esiste solo sulla carta e non è praticabile.
    Ergo ogni nuovo impianto delle coop sono almeno 3/4 addetti che lavorano in piu'.

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