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Ecco la lettera con cui Faib, Fegica e Figisc richiedono adeguamento dei margini e rinnovo degli accordi

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Di seguito si riporta la lettera indirizzata alle compagnie petrolifere con cui Faib Fegica e Figisc, fornendo una analisi in merito al tema del differenziale di prezzo tra la modalità self service e servito ed alla sottoscrizioni di accordi cosiddetti di solidarietà, chiedono la riapertura dei tavoli negoziali volti al rinnovo degli accordi e dei margini delle gestioni.

Stato del settore. Pericoli e prospettive. Ripresa negoziazione collettiva. Richiesta d’incontro.

Egregio,

senza alcuna remora e senza timore di smentita, le scriventi Federazioni possono serenamente affermare di avere – con l’elaborazione ed il coerente sostegno degli Accordi collettivi aziendali sottoscritti da buona parte dei marchi petroliferi a partire dal dicembre del 2014 – contribuito in modo fattivo e determinante ad invertire la peggiore crisi di mercato e di marginalità che l’intera industria petrolifera integrata italiana abbia mai conosciuto a livello del cosiddetto downstream.

I risultati conseguiti già nel 2015 e poi in misura crescente nel 2016 e nel 2017 lo testimoniano.

Il merito dell’inversione di tendenza prodotta grazie a questa tornata di Accordi non è misurabile, in termini di sistema, solo sul piano della recuperata marginalità industriale, di fatto in precedenza azzerata (anche se sarebbe più corretto dire che è stata trasferita inopinatamente ad una miriade di altri soggetti che si sono largamente arricchiti alle spalle dell’industria e dei gestori) da un quinquennio, tra il 2008 ed il 2013, di scelte irragionevoli ed immotivate che hanno scavato una fossa sotto i piedi del settore tutto.

L’industria petrolifera, per quanto fortemente ridimensionata dalle defezioni di chi ha preferito lasciare il mercato italiano piuttosto che trovare soluzioni condivise per invertire la tendenza, in questi ultimi tre anni, ha potuto – almeno sul piano della percezione – nuovamente vestire il ruolo guida di “leader” e punto di riferimento del mercato, proprio in forza degli strumenti attivati con la sottoscrizione dei suddetti Accordi.

La prima conseguenza è stata quella di aver potuto ridurre sensibilmente quel delta prezzo rispetto alle cosiddette “pompe bianche” ed alla GDO che, nel tempo, aveva assunto proporzioni macroscopiche proprio grazie alle scelte dissennate e senza prospettiva (extrarete, sconti e scontoni, macchinette del pre-pay, allentamento del sistema regolatorio, assalto al gestore, ecc.) assunte sul piano della “reazione emotiva” piuttosto che strategico/industriale.

Con la medesima schiettezza usata finora,

Si tratta, come è evidente a chiunque, di un livello insostenibile ed ingiustificato, che mette a rischio

sia gli effetti positivi che gli Accordi hanno concorso a determinare, sia il futuro stesso del comparto.

Poco importa – deve essere chiaro – qualsiasi tipo di particolare distinguo aziendale (“noi meno di altri”, “noi dopo di altri”, ecc.), se il mercato registra nel suo complesso quanto il consumatore avvisi in generale il senso di ingiustizia ed una allarmante progressiva ritrosia a rivolgersi alle corsie riservate al servito a causa di un differenziale di prezzo diventato tanto evidente quanto intollerabile, anche per il fatto che “colpisce” in modo odioso le fasce di consumatori più esposte.

Ciascuno, a questo punto della vicenda, deve assumere su di sé la responsabilità di contribuire ad invertire immediatamente un tale effetto in termini di “sistema”, anche e soprattutto a difesa del suo particolare interesse: immediato e di prospettiva.

Inutile commentare oltre, se non richiamando la metafora della gallina e delle uova d’oro: le uova d’oro possono essere mangiate, evitando però, accuratamente, di divorare la gallina che le produce.

Chiariti questi aspetti di carattere generale, le scriventi Federazioni invitano anche la Sua Azienda a

riavviare immediatamente confronto e negoziato con la legittima rappresentanza dei Gestori, volto a

condividere le opportune iniziative da assumere sulla discrasia segnalata, oltreché a rinnovare gli Accordi collettivi aziendali.

La riapertura del confronto, evitando ogni equivoco, deve porsi – secondo il punto di vista delle scriventi – oltre il resto, almeno i seguenti due obiettivi:

• l’adeguamento del margine del gestore – una sorta di “stacco del dividendo” in funzione dei positivi risultati ottenuti grazie agli Accordi di “solidarietà” sottoscritti -: adeguamento che consenta il ritorno ad una marginalità unica per le diverse modalità di vendita;

• il ritorno progressivo, ma certo e codificato, ad un delta prezzo tra servito e self service ragionevole e sostenibile.

l tema da condividere è quello di riportare economicità e profittabilità in tutti i livelli della filiera, considerando che da un aumento diffuso di tale profittabilità passa la concreta possibilità di consolidare l’appena riconquistato equilibrio per tutti gli operatori; in modo particolare quelli che hanno vocazione industriale, ragionano in termini di prospettiva e non si sottraggono al sistema regolatorio.

Dopo aver per lunghi mesi provato a sollecitare su questi temi, l’intera realtà industriale italiana, le scriventi Federazioni si sono infine viste costrette ad un atto formale, rivolto a diversi soggetti industriali, di richiesta di riequilibrio quale quello che hanno appena avanzato.

Ove però si dovesse registrare l’assenza di un rapido e positivo riscontro, tale iniziativa tentata per le vie brevi non potrà che trasformarsi – anche a tutela dei risultati conseguiti dalla Sua Azienda – in una presa di posizione pubblica attraverso la quale sollecitare anche le Amministrazioni competenti ed il Governo ad una attenta verifica del livello di prezzo al pubblico per modalità di vendita e della reale composizione del prezzo Italia.

Confidando nella Sua attenzione, le scriventi rimangono in attesa di un cortese cenno di riscontro e della individuazione – entro il corrente mese di gennaio – di una data utile all’avvio del confronto richiesto.

Cordialità vivissime.

FAIB FEGICA FIGISC

Commenti (41)
  • OLEOBLITZ

    ma diamoci un taglio...le compagnie petrolifere studiano alla notte (mentre tutti DORMONO) cosa fare e non fare, mai una volta che sono state anticipate nei loro programmi...è meglio prevenire che curare!!!!!! SHELL sparita TOTAL partita ESSO svanita ....compagnie petrolifere ai primi 4 posti nel mondo hanno deciso di abbandonare il mercato italiano, ci sarà un motivo????? o sono idioti chi ha venduto o geni chi ha comprato?????? :grin :grin insomma si grida al lupo al lupo, tanto blaterare e poi si creano immensi danni.....unica strada da percorrere snellire la rete carburanti punto e basta...!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Mito

    Rasentiamo.. no anzi, siamo, al ridicolo!!! i sindacati chiedono.. ma fatemi il piacere!!
    Dalla Esso al retista questi i margini self a 1,8 centesimi litro!!!! Stop.
    Per il sindacato va bene!!
    Ma di cosa stiamo parlando, queste lettere a chi le mandano?

  • Anonimo

    Ma che vuoi snellire Oleo :) qui l'unica cosa che viene snellita sono le nostre tasche.
    Scordati che chiuderanno gli impianti.. li vendono ai retisti o passano ghost, non ci rinunciano, tranquillo.
    Lascia perdere Oleo, con simpatia :)

  • OLEOBLITZ

    ma siiiiiii stai tranqui caro anonimo come tutti quanti che negli anni me ne hanno detto di tutti i colori.....state tutti sereni che purtroppo so anch'io che mai si chiuderanno 8000/10000 impianti....e che caz..... 8)

  • Anonimo

    Dal governo Monti, è stata messa in atto una politica
    del "rigore" e unicamente studiata per distriggere la classe
    media. Ci hanno inculcato che dovevamo fare sacrifici (solo noi non l'establishment), cambiando il nostro modo non solo di vivere, ma ancor più di accettare il depauperamento dei nostri redditi. La situazione dei Gestori rispecchia pienamente l'azione studita dai governi e banche e lobby petrolifere,il potere in genere, metterci in ginocchio per assoggetarci al loro volere.metterci alla fame per dominarci. Apriamo gli occhi. Saluti.

  • Anonimo

    Semza considerare che noi abbiamo preso degli impegni precisi, mettendo a rischio il nostro investimento, firmando fideiussioni (gli unici al mondo cosi idioti) sollevando le compagnie da ogni rischio. E loro in molti casi ci hanno messo in difficoltà senza nessun ritegno tanto erano cavoli nostri. Guardate Esso, ci ha girato le spalle nel momento piu difficile (per noi non certo per Esso) ha ceduto i nostri contratti senza garanzie per il futuro e ha ceduto pure le nostre fideiussioni. Tutto in regola dicono i sindacati.. ma di che? Provate a trattare con il retista e chiedete l'appoggio del sindacato? Non li fanno neanche entrare in ufficio. Questa è la storia. Chi siamo noi? Saluti.

  • KAZUNORI

    Sto gia' pensando a come spendere i soldi che ci arriveranno... naturalmente ci saranno anche gli arretrati... :grin :grin

  • pippo

    Mai letto in vita mia una cosa del genere scritta da non da una ma da 3 sigle sindacali .Sembra quasi una lettera di scuse dove non si vuole infastidire la controparte ,una lettera Fantozziana .Dove sono le proposte ?Cosa farete se non vi rispondono ? Quali forme di protesta ? Cosa vuole dire una presa di posizione pubblica ?Ri andrete a piangere al MISE ?
    Avrei preferito leggere una lettera con questo tono :Care petrolifere ,visto che serenamente avete disatteso tutte le nostre attese Vi annunciamo che se entro un mese non ci sara nessun riscontro alle ns rimostranze sara; proclamato uno sciopero nazionale di 10 gg (morti per morti ) blocco delle carte e blocco delle raffinerie .Questo mi sarei aspettato

  • Anonimo

    siamo alle solite siete solo capaci di piangere,ma toglietevi da c....oni

  • zizou

    cosa proponi di fare????

  • pippo

    Ma toglietevi dai coglioni !!! Per fare spazio a chi ?Forse a degli i*******i come te ?Perché vedi IO sono un Gestore che non ha mai calato le braghe , tu cosa sei per giudicare, cosa è uno che si nasconde ,una larva
    Purtroppo questa categoria è fallita perché piena di gente come te ,Gestori che pensavano di essere i migliori ,i benvoluti ,unici ,che si sono accorti di averlo nel didietro quando è stato troppo tardi .Buona notte anonimo

  • Anonimo

    Se alzi la voce, il retista ha il suo modo per piegarti e metterti in ginocchio e ti fanno chiudere vai tranquillo. Sanno bene che non siamo tutelati. Leggete bene la lettera
    "Le scriventi chiedono cortesemente un cenno di riscontro.." avrebbero dovuto aggiunere "se lo frete vi daremo il c...o" Ma come ci rappresenta certa gente? Ma a chi l'hanno indirizzata questa lettera?

  • Anonimo

    **il retista ha il suo modo..come le compagnie

  • Roberto Timpani

    Cari amici, ogni tanto seguo il sito e, non senza rischi ed invettive, cerco di intervenire per dare anche un senso a quello che scriviamo e a quello che succede. La lettera indirizzata a tutte le compagnie - quelle poche rimaste- serve, al di là dei toni che possono apparire modesti o troppo affabili, a fissare un punto nella travagliata storia della nostra categoria degli ultimi anni. Serve appunto a fissare un limite e a considerare che le politiche sui prezzi e sui margini differenziati ( che noi abbiamo introdotto nel 2014 ma che erano già ampiamente diffuse tra i Gestori eni e i Gestori api-ip che avevano firmato - costretti - le singole adesioni ) sono ormai finite per l'ingordigia delle stesse compagnie, seguite dai nuovi retisti .
    Stiamo recuperando con difficoltà una situazione degenerata e drammatica. Tentando di ritornare sul territorio con impegno e sacrifici. Non per perpetuare le nostre "belle vite da sindacalisti" ma per recuperare spazi di confronto e di discussione. E cosi' ci esponiamo ovvio, alle critiche e alle accuse. A volte meritate, perché no, molto spesso non meritate, almeno per quanto riguarda la mia Federazione.
    Con i retisti Esso, dovrebbe essere noto che abbiamo una causa complessa al Tribunale di Roma - che costa e tanto - a nome delle Federazioni, anche perché non siamo riusciti a trovare Gestori che assumessero in prima persona il contenzioso. Quindi, con i nuovi retisti Esso, non solo la vertenza collettiva al Mise, ma anche e soprattutto la causa civile. Vedremo se le due azioni congiunte daranno i loro risultati. E potrebbe essere d'esempio anche per altri furbetti .
    La nostra categoria, lo ricordo a chi è piu' giovane, ha queste caratteristiche : dispersa sul territorio, con molti che si lamentano ma pochi pochissimi che agiscono. In questa situazione, anche i piccoli ostacoli sono delle montagne.

  • Moreno Parin  - Critiche non meritate

    Caro Roberto, ne avrei da dire di cose, ma mi trattengo e mi limito a dirti che non è proprio il caso che tu dica che molte delle critiche non sono meritate "almeno per quanto riguarda la mia Federazione" finché vedo accordi, comunicati stampa, lettere e altro con le tre sigle la responsabilità, e anche gli onori, sono di tutti, non tiratevi fuori, un po di umiltà non guasterebbe. E per favore non venirmi a dire che certe firme si mettono in nome dell'unità, è il modo migliore di fare danni.

  • pippo

    Le critiche fatte alle associazioni da parte dei Gestori ,riguardano molto spesso l immobilismo e la quasi" complicità " ,che messe assieme ci hanno portato al fallimento ,e si continua
    Oggi con l entrata dei nuovi schiavisti ,questo margine non è piu sanabile ,purtroppo comandano loro .e se per avere un pur minimo diritto dobbiamo ,dovete ricorrere ai tribunali siamo fritti
    Sono d'accordo con LEI sul ultimo paragrafo ,dove come ho sempre detto la colpa è molto ns, ma sulla mielosita con tutta la contro parte NO
    Penso che si spiegaste la situazione e si chiamasse a raccolta tutto il mondo dei carburanti come 20 anni fa ,uniti e non divisi per comitato di colore ,la cosa piu stupida mai fatta ,qualcuno inizierebbe a preoccuparsi
    perché tutti nella stessa barca battendo i pugni ,le cose cambierebbero
    Non cè un popolo più cattivo di un popolo che ha fame

  • Anonimo

    concetto ineccepibile!

  • Roberto Timpani

    Rispondo a Moreno e forse indirettamente anche ad altri.
    Quando "distinguo" la mia Federazione da altre, lo faccio in ragione non solo di quanto, singolarmente , scriviamo a compagnie, retisti, enti vari, in modo non "unitario" perché non sempre possibile e non necessario. Mi riferisco anche al lavoro fatto sul territorio - che so per certo che anche Moreno fa - che incontra consensi e alimenta speranze.
    Le lettere unitarie o gli Accordi unitari sono, per quanto mi riguarda un aspetto del lavoro quotidiano che spesso non appare ufficialmente ma che per fortuna produce risultati . Anche le azioni civili e i contenziosi sono diventati strumenti quasi necessari. E ormai ho superato la iniziale ritrosia per queste forme di contrapposizione con la controparte. Siamo per la Pace, come diceva qualcuno, ma non siamo per niente pacifisti quando dobbiamo difendere dei diritti. E di fronte alla mancanza di dialogo con retisti e aziende - anche di quelle che hanno sottoscritto Accordi - a volte l'azione giudiziaria è necessaria. Per questo mi limito a dire che per la mia Federazione a volte le critiche non sono meritate.

  • Moreno Parin  - Critiche non meritate

    Molti anni fa, nell'ormai medioevo del 2002, io e altri pochi amici, allora in Figisc, si pensava che, visto il futuro del comparto, non sarebbe stato male mettere in piedi uno studio legale ben attrezzato in materia, magari coordinandolo con l'esperienza di quei pochi legali che allora si muovevano a supporto dei Gestori, si pensava anche che il ricorso al legale era l'ultima spiaggia e comunque solo dopo il "fallimento" dell'azione sindacale, siamo stati impallinati a sangue per l'eresia che abbiamo osato dire. E si che il concetto era: lavoriamo per la pace ma attrezziamoci a dovere per la guerra, e pronti prima che serva. Siamo stati impallinati anche in tante alte cose dette e fatte, peccato che la storia...
    Non tiratevi fuori, non è il caso.

  • Anonimo

    Giustissimo, ed oggi, l'unica strada percorribile..

  • Roberto Timpani

    Per Moreno. Come al solito cerchi la polemica, la rissa dialettica, devi affermare sempre che tu sei stato il primo, che gli altri non ti hanno seguito, che ormai è troppo tardi, che non dovremmo tirarci fuori dalle nostre responsabilità, che dovremmo essere più umili e via cianciando in quella che mi sembra piu la ricerca di un tuo alibi per evitare le critiche che del resto di questi tempi non ci sono per chi fa del "populismo" fino alle estreme conseguenze. Non sai cosa significa "ricostruire" . Sai solo esprimere , dal tuo eremo, le critiche e lanciare strali. Hai perso una altra ennesima occasione. Come ti scrissi anche altre volte : hai bisogno che qualcuno ti dica che hai visto prima degli altri - e non è vero - che hai sempre mantenuto una tua coerenza - e non è vero - che la tua organizzazione è la piu' efficace delle altre e cosi via.
    Non puoi sempre stabilire te a quale livello di maestosi apprezzamenti sul tuo operato devi costringere gli altri a poter interloquire. Scendi dal piedistallo e dal tuo trono di cartapesta e comincia a dialogare con maggiore umiltà con chi riconosce i propri limiti, fa autocritica e si mette a disposizione. Per il resto io finisco qui. Come al solito costringi ad evitare il dialogo. Sei lo Sgarbi dei carburanti .

  • Moreno Parin  - Timpani

    Magari fossi lo Sgarbi dei carburanti, ne avrei un tornaconto, io non sono nessuno, non conto nulla, e lo so benissimo, sono anche polemico, anche se potrebbe essere un punto di vista, ma sono anche uno che parla tutti i santi giorni con i Gestori, come te d'altronde, ho vissuto una vita da Gestore e, almeno credo, so cosa vuol dire essere Gestore.
    Quanto al piedistallo io non ci sono mai salito, altri è bene scendano, poi non mi sembrava di far polemica, almeno non penso che rivedere il passato sia fare polemica.
    E già che ci siamo perché non discutiamo su questo?:
    "La proposta normativa di cui ai commi da 512 quater a 512 undecies, si propone di superare il sistema delle schede carburanti attualmente utilizzato ai fini della deducibilità dei costi relativi ai carburanti non acquistati tramite mezzi di pagamento elettronici, introducendo l'indeducibilità ai fini delle imposte dirette e l'indetraibilità ai fini IVA dei corrispettivi pagati in contanti. La norma è finalizzata a contrastare l'evasione fiscale legata alla tendenza da parte delle imprese a sopravvalutare i costi per carburanti al fine di ridurre la base imponibile e sovrastimare le operazioni passive IVA, sfruttando la mancata tracciabilità degli acquisti riportati sulla scheda carburante.
    Il prevedibile incremento delle transazioni cashless, a seguito dell'eventuale introduzione della proposta in esame, comporta oneri aggiuntivi a carico dei distributori. Al fine di compensare tali maggiori oneri a carico dei distributori, la norma prevede anche l'introduzione di un credito di imposta in misura pari al 50% delle commissioni bancarie pagate."
    Comunque vedo con piacere che ti sei risentito, e un amico poco fa, dopo aver letto il tuo intervento, il primo per capirci mi ha scritto:
    Scuse non richieste, accuse manifeste
    Forse non sono io che ho perso l'occasione di stare zitto...

  • Roberto Timpani

    Nel futuro non lascero' perdere altre occasioni per stare zitto. Cosi', e me ne dispiace per questo sito e per l'amico che lo gestisce e si impegna ogni giorno per far avere ai Gestori ulteriori notizie , piano piano resteranno a commentare solo in pochi..
    Pero' una cosa- l'ultima - vorrei dirla. Sulla fatturazione elettronica e sul rimborso delle carte l'impegno dei relatori e del partito di governo e dell'opposizione, erano stati altri dopo aver incontrato tutti, tranne forse Fratelli d'Italia. Doveva rimanere la scheda carburanti e il pagamento con carta elettronica. Stiamo cercando adesso di metterci le mani dopo il risultato finale che ovviamente non puo' essere considerato sufficiente.
    Sul tuo amico, devo dire che ha ragione. Mi porto sempre un profondo senso di colpa, anche a fine giornata, per non aver fatto abbastanza per la nostra gente. Per non aver dato il giusto conforto a chi ne aveva bisogno o il giusto risultato a chi si era rivolto a noi. E quindi sento sulla mia pelle ogni critica, anche di quelle non giuste pero', e reagisco.
    Mali di un vecchio sindacalista si potrebbe dire, che forse dovrebbe fare spazio a qualcuno piu' giovane e valido. Ma, per il tuo amico e per altri che la pensano come lui, non c'è molto da aspettare, almeno per quanto mi riguarda.

  • Moreno Parin  - Timpani

    Non credo che a Massimo dispiaccia che ogni tanto ci sia qualche intervento di questo genere, se non altro perché almeno si sa chi scrive, poi è vero che sempre meno Gestori resteranno a commentare, ma non per questi interventi, ma perché ci saranno meno Gestori in giro.
    Al riguardo delle carte carburanti e la fatturazione elettronica non metto in dubbio gli impegni presi dai politici nei confronti delle federazioni, e poi, a quanto scrivi, disapplicati, ma allora mi domando del perché a fronte di un risultato a dir poco insufficiente si sia dato fiato alle trombe per il credito di imposta? ancora prima della votazione finale al Senato, quando già si sapeva esattamente del risultato? E lo si sapeva fin dal 14 dicembre! E non so se a quella data si poteva ancora intervenire, ma non si può dire che non si sapesse nulla. Per il nulla che conta io ho inviato una mail ai nostri associati citando il vostro comunicato stampa, ma ci ho aggiunto che non stessero a esultare, che aspettassero un po, perché la finanziaria prevedeva anche altro, e, purtroppo così è stato. Ecco, aspettare un po a volte non guasta.

  • kazunori

    Da Gestore ho apprezzato questo scambio di battute...ce ne fossero piu' spesso,almeno il sig.Timpani ci ha messo la faccia ,e fìnche' faro' questo mestiere continuero' a seguire e commentare...

  • Anonimo  - re: Critiche non meritate
    Moreno Parin ha scritto:
    Molti anni fa, nell'ormai medioevo del 2002, io e altri pochi amici, allora in Figisc, si pensava che, visto il futuro del comparto, non sarebbe stato male mettere in piedi uno studio legale ben attrezzato in materia, magari coordinandolo con l'esperienza di quei pochi legali che allora si muovevano a supporto dei Gestori, si pensava anche che il ricorso al legale era l'ultima spiaggia e comunque solo dopo il "fallimento" dell'azione sindacale, siamo stati impallinati a sangue per l'eresia che abbiamo osato dire. E si che il concetto era: lavoriamo per la pace ma attrezziamoci a dovere per la guerra, e pronti prima che serva. Siamo stati impallinati anche in tante alte cose dette e fatte, peccato che la storia...
    Non tiratevi fuori, non è il caso.

    In Faib, qualche anno fa,molto dopo il 2002,avevano affermato che a Roma si era tenuto un incontro a cui avevano partecipato le 3 sigle sindacali e vari avvocati per cercare di organizzare uno studio legale attrezzato per supportare i Gestori vessati dalle compagnie.
    Dopo questo incontro,IL SILENZIO.

    Risulta evidente che uno studio legale attrezzato a supporto dei Gestori non è gradito alle petrolifere,che preferiscono combattere con un legale che non conosce il settore e che cammin facendo diventa molto sensibile alle loro avance.

  • OLEOBLITZ

    ai due dialoganti sopra (Parin / Timpani) spero veramente che prima di luglio si metta mano a questo mostro che è stato creato....non capendo l'enorme confusione che ne diverrebbe ......spero che dopo il voto ci sia modo di correggere questa norma e che basti il pagamento elettronico,,,,,

  • Anonimo

    Carissimi Timpani e Parin, la battaglia.. non esiste.
    C'è un solo fronte, quello delle compagnie e retisti, forti anche dei rifornimenti dal governo . Questa è davvero una guerra, ma solo contro di noi, da tempo ci stanno abbattendo uno ad uno, o meglio, come dite voi "one to one".. ma vi renderete che la battaglia non esiste.. perché noi, non la stiamo assolutamente combattendo. Tutto il resto è noia..

  • Franco

    Appunto, noi come Gestori è da tempo che non combattiamo. Ed anzi siamo sempre pronti a chiedere a qualcun altro di fare le lotte per nome e per conto nostro.

  • anonimo

    Forse non ci rimane altro tempo,ma sarebbe anche ora che i sindacati tornassero a difendere i diritti dei pochi Gestori rimasti.
    In fondo dovrebbe essere questo il loro mestiere.

  • mario da parma esso

    per timpani sul territorio il sindacato non esiste più

  • roberto timpani

    Per Mario da Parma Esso : ne siamo consapevoli e stiamo dedicando tempo, risorse e uomini per raggiungere i Gestori sul territorio ed in particolar modo per i Gestori esso, abbandonati dall'azienda petrolifera e in molti casi dalle stesse organizzazioni sindacali.
    Pero' stiamo raggiungendo i Gestori in Umbria, Toscana, Marche ed un pezzo di Emilia Romagna. Arriveremo anche da te.

  • Anonimo  - re: re: Critiche non meritate
    Anonimo ha scritto:
    Moreno Parin ha scritto:
    Molti anni fa, nell'ormai medioevo del 2002, io e altri pochi amici, allora in Figisc, si pensava che, visto il futuro del comparto, non sarebbe stato male mettere in piedi uno studio legale ben attrezzato in materia, magari coordinandolo con l'esperienza di quei pochi legali che allora si muovevano a supporto dei Gestori, si pensava anche che il ricorso al legale era l'ultima spiaggia e comunque solo dopo il "fallimento" dell'azione sindacale, siamo stati impallinati a sangue per l'eresia che abbiamo osato dire. E si che il concetto era: lavoriamo per la pace ma attrezziamoci a dovere per la guerra, e pronti prima che serva. Siamo stati impallinati anche in tante alte cose dette e fatte, peccato che la storia...
    Non tiratevi fuori, non è il caso.


    In Faib, qualche anno fa,molto dopo il 2002,avevano affermato che a Roma si era tenuto un incontro a cui avevano partecipato le 3 sigle sindacali e vari avvocati per cercare di organizzare uno studio legale attrezzato per supportare i Gestori vessati dalle compagnie.
    Dopo questo incontro,IL SILENZIO.

    Risulta evidente che uno studio legale attrezzato a supporto dei Gestori non è gradito alle petrolifere,che preferiscono combattere con un legale che non conosce il settore e che cammin facendo diventa molto sensibile alle loro avance.

    Non sei informato....
    http://www.fegica.com/index.php/iniziativa- sindacale/attivita-sindacale/iniziative/1759- class-action-fegica-giustizia-per-i-Gestori

  • Anonimo

    Stiamo parlando di iniziative del 2013, che mi pare non abbiano avuto alcun seguito...
    Non vedo non sento ne conosco, Gestori che abbiano avuto adeguato supporto da chiunque delle tre sigle sindacali. Stiamo parlando di gravissime situazioni, di Gestori che hanno cessato l'attività costretti dalle varie nefandezze perpetrate nei loro confronti dalle compagnie prima e dai retista poi.
    La class action in Italia e possibile solo per i consumatori..
    "La class action in Italia. Dal 1° gennaio 2010 i consumatori hanno a disposizione un nuovo strumento quando si tratta di far valere in giudizio i propri diritti: l'azione di classe, meglio conosciuta come class action, che è regolata dall'articolo 140-bis del Codice del Consumo."
    Quindi di cosa stiamo parlando?
    Esiste solo una strada NON TRATTARE far valere i propri sacrosanti diritti.

  • Brakki

    Fondamentalmente non siamo rappresentati da persone giuste che si siedono al tavolo con le compagnie per farsi solo gli interessi propri la testimonianza lo dimostra che dalle proprie poltrone non si vogliono schiodare .

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