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Sen, l'allarme dei gestori sulla sicurezza degli approvvigionamenti

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comunicato unitaria 450Staffetta Quotidiana - Faib, Fegica e Figisc al Mise sulla Sen: servono politiche che convincano le major a restare in Italia. Sufficienti 12-15mila punti vendita. Rifinanziare il fondo razionalizzazione con le accise

L'abbandono dell'Italia da parte degli operatori petroliferi integrati mette a rischio la sicurezza degli approvvigionamenti; per questo è necessario mettere in atto politiche che convincano questi operatori a restare in Italia, come regole più stringenti sulla qualità dei prodotti importati; quanto alla rete, è necessario liberalizzare il non oil, regolare la questione del differenziale di prezzo trae rete ed extrarete, ridurre a 12/15.000 il numero dei punti vendita indennizzando gestori e retisti che dovranno chiudere, magari allargando il fondo per la razionalizzazione che potrebbe essere rifinanziato con una quota fiscalizzata del prezzo del carburante di 2/3 millesimi al litro. Queste le proposte presentate oggi dalle associazioni de gestori carburanti Faib Fegica e Figisc in occasione dell'audizione sulla Sen al ministero dello Sviluppo economico.

Di fronte al disimpegno delle major (secondo i sindacati “la Esso ha come obiettivo quello di lasciare il mercato italiano nel 2020”), “la domanda da porsi è quale garanzia per l'indipendenza energetica del Paese in un futuro prossimo questi retailers possano offrire; quali approvvigionamenti potranno garantire non avendo accesso diretto al mercato internazionale; quali strutture logistiche potranno essere valorizzate per completare il servizio di distribuzione al dettaglio”. Secondo i gestori servirebbe “una politica energetica ed industriale che possa favorire il mantenimento, in Italia, di operatori integrati (magari multinazionali) come elemento essenziale di un politica indirizzata a garantire la mobilità dei cittadini ed i fabbisogni di industrie”.

L'Italia dovrebbe esercitare “un controllo qualitativo sui carburanti importati e negare il visto di entrata a quelli non compatibili con la normativa nazionale (che addirittura potrebbe essere resa più stringente)”, valorizzando così “il lavori degli operatori che decidessero di rimanere in Italia per produrre” e penalizzando “quelli che grazie a normative lasche adottate da molti dei Paesi d'origine di tali prodotti pretendessero di introdurre nel mercato italiano prodotti di scarsa o pessima qualità. Perché nessuno nel nostro Paese mangerebbe una mozzarella di bufala prodotta nella Sierra Leone ed invece dovrebbe rifornirsi con prodotti che non rispettano gli standard di un Paese, quale il nostro, che per le produzioni nazionali è estremamente severo?”.

Stesso discorso al livello europeo: “occorre dotarsi di una politica comunitaria che abbia gli stessi obiettivi di fondo: non possiamo immaginare che alcuni Paesi (come, ad esempio, la Polonia) producano oltre l'80% del loro fabbisogno energetico con il carbone e in Italia perseguire politiche restrittive”.

È necessario dunque “evitare di colpevolizzare il petrolio come se fosse l'origine di tutti i mali, soprattutto se comparato con il tasso di inquinamento ambientale prodotto dal carbone”.

Scendendo sulla rete, secondo i gestori bisogna “completare la liberalizzazione di segmenti di attività quali la somministrazione di alimenti e bevande ed i tabacchi” e consentire “di individuare il prezzo di cessione del prodotto sul mercato nazionale per differenza rispetto al prezzo rete”.

Oltre a questo, “sarebbe opportuno ridurre significativamente il numero dei punti di vendita: 12/15.000 impianti sono più che sufficienti per soddisfare la domanda di carburanti del Paese” e i gestori e retisti che dovessero perdere gli impianti destinati alla chiusura “dovranno essere indennizzati: magari allargando il fondo già esistente che potrebbe essere rifinanziato con una quota (fiscalizzata?) del prezzo del carburante (2/3 millesimi al litro)”.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

 STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE 2017

Commenti (11)
  • pippo

    Sono anni che qualcuno dice quello che VOI oggi proponete Sono pienamente consapevole che i p v sono troppi e che molti dovranno chiudere ,bisogna battersi perche i Gestori vengano indennizzati non certo i retisti con la pancia piena ,i quali devono chiudere ,bonificare e indennizzare .Per quanto al fabbisogno energetico ,se la esso o agip o saras vuole andarsene dall italia se ne vadano ,e si portino via anche i pseudo manager Carburante c è ne in abbondanza ,basta con i ricatti ,

  • Kazunori

    Veramente questa ricetta e' da un po' che il buon Oleoblitz la propone ,ma una parte della categoria continua ad insultarlo pesantemente...vediamo se adesso che e' proposta persino dalla Triade cambieranno idea... ;)

  • Addo

    Eppure, da quello che scrivi, mi sembri un Gestore di lungo corso. Da quanti decenni senti ripetere queste ricette e da quanti decenni vedi in costruzione nuovi impianti enormi che sostituiscono qualche chiosco chiuso in qua e in là?
    Oleoblitz viene insultato perchè sogna un mondo che non c'è , non perchè non abbia ragione.
    L'altro giorno sono passato dove c'era un impianto BP chiuso (immagina da quanto tempo), e ci ho trovato una nuovissima pompa bianca.
    Che vuoi sperare?
    Se la chiusura non viene imposta per legge ( e non possono farlo), gli impianti non diminuiranno MAI.

  • OLEOBLITZ  - ciao Kazunori

    insultato perchè ho ragione!!!!!!!!! :grin .....poverelli e cari colleghi Gestori siamo sempre meno, e ancora meno valgono i sindacati....perchè non minacciano più lo sciopero generale??? tra GHOST e pompe bianche e ancora self e grande distribuzione il servizio sarebbe comunque garantito....finiti gli anni 80 .....anke per me fidatevi..... :grin ora rimane una vera razionalizzazione rete...snellire tutto il sistema.....io oramai vecchio e pensionato del mestiere, non penso a gran che e tanto meno son sognatore, ma per salvare il sistema devono chiudere almeno 8000 10000 impianti e forse dico forse si salverà il salvabile e la figura del Gestore verrà rispolverata, abbiate fede .....e speranza.... :grin

  • mario api ip

    potevano pensarci 10 anni fa e fare una razzionalizzazione seria , invece le compagnie hanno optato per riprendersi i pv ,trasformandoli in matic GHOST , TE , ECC ECC ora a gestione delle stesse compagnie con altra partita iva , ecc ecc , cosi facendo tutti i Gestori che hanno riconsegnato le chiavifacendo i guardiani non hanno nessun diritto al fondo indennizzi , ecco xke si sono dati tanto da fare a costruire mega pv nuovi di pacca , per trovarsi pronti alla chiusura dei pv vecchi e prendersi loro il fondo indennizzi , bravi e ?

  • mario api ip

    scusatemi dimenticavo che gia negli anni 90 hanno fatto una razzionalizazione a carico dei Gestori , poi diventata liberalizazione , che nonostante hanno versato un fondo indennizzi , si sono ritrovati solo a riconsegnare le chiavi ..e fare i guardiani ..

  • Anonimo

    caro . parli da Gestore anni 80 , non sono gli erogati che devono salire chiudendo gli impanti e creando disoccupati ma i MARGINI che devono essere RADDOPIATI. CON 8 centesimi al litro invece che 4 la musica cambia, visto che poi c e' stato un aumento che pochi ricordano o fan finta di dimenticare nel prezzo della benzina 5 centesimi per gli autoferrotranvieri si puo' aumentare di 4 per NOI O NO? SVEGLIA

  • Anonimo

    MA PURTROPPO L AUMENTO DEI MARGINI DEL Gestore NON PIACE A RETISTI POMPE BIANCHE SUPERMERCATI ECC PER FORZA LORO PUNTANO SOLO A FAR CHIUDERE GLI ALTRI MICA SI PREOCCUPANO DI DARE UNA SOLUZIONE PER SALVARE I POSTI DI LAVORO :cry :cry :cry

  • anonimo

    E' FONDAMENTALE REGOLARE "la forbice dei prezzi rete-extrarete" che permette alle petrolifere di neutralizzare e respingere le istanze dei Gestori e degli pseudo difensori dei loro interessi:alias sindacati.

  • Anonimo

    i pseudo difenfori dei Gestori, già nel 1998 legge 32/98 avevano già previsto la chiusura di 7000 impianti, tantè vero che se chiudevano 3 impianti aldi sotto dei 600.000 litri si concedeva di aprirne uno, e anche vero dei prezzi ai retisti, però teniamo conto delle vetture ibride vetture a gas, metano, elettriche. Se già eravamo troppi nel 98 immaginiamoci ora, e per ultimo ci mettia l'Europa che dice che in ITALIA la concorrenza è acora poca, vedi un pò tu ?

  • Antonio

    Mentre siamo qui a fare gli intellettuali e sapientoni del mercato petrolifero "tutti quanti", loro,compagnie, retisti,ci stanno massacrando. Ricordatevi che non si farà mai quello che è giusto o che si dovrebbe fare,ma solo quello che è business, per le compagnie, per lo Stato e per chi potrà avere qualche mazzetta.,
    Gli indennizzi certo che li vorrebbero, in primis le compagnie, per poi riciclare i vecchi impianti.. cosi per fare doppio business.
    Le compagnie non hanno nulla da piangere..cadranno sempre in piedi con in tasca i loro bei milioni,o davvero credete alla favola che stanno rimettendo? Dei Gestori dei loro dipendenti e delle loro famiglie, non interessa niente a nessuno. Guardate invece come corrono Camusso e C. per l'Alitalia! un buco dove si buttano miliardi aperto da anni. Noi invece chi siamo? Nessuno!! Chi ci tutela? Nessuno! Siamo migliaia di dipendenti che fanno gola al sindacato? No! Eppure anche noi abbiamo dipendenti e famiglie da tirare avanti, ma oggi siamo merce di scambio,ceduti,venduti.. con i "pacchetti"di impianti. Il "pacchetto" lo stanno facendo a noi. Siamo dei cretini, crediamo alle c...,te che ci raccontano il mio impianto dopo la cessione, sarebbe dovuto volare.. invece, tra perdite di volumi ,contratti iniqui e capestro mi ritrovo..non potreste crederci. Saluti

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