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Esso, gestori: 'Azioni legali contro il modello grossista'

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chiuso sciopero esso Quotidiano Energia - Faib, Fegica e Figisc: "Iniziative unitarie sul territorio, Governo assente"
Si fa sempre più intensa la lotta dei gestori contro l'applicazione in Italia del modello grossista Esso.

"In parallelo con le azioni sindacali annunciate verranno promosse anche azioni legali - individuali e collettive - con il patrocinio e l'intervento diretto delle tre federazioni", fanno sapere infatti in una nota Faib, Fegica e Figisc, sottolineando l'impegno "da subito" a "promuovere azioni unitarie sul territorio ed a far convergere le singole iniziative in una iniziativa nazionale" chiamando alla partecipazione "tutti i gestori a marchio Esso a tutela dei gestori già ceduti e di quelli la cui cessione è in itinere".

Mettendo nuovamente nel mirino "le politiche" degli acquirenti degli impianti - volte "a disconoscere la validità delle leggi all'interno delle quali sono maturati gli accordi nazionali di colore" sottoscritti con Esso - e il "rifiuto a qualsiasi confronto diretto", le tre sigle rimarcano che "se si affermassero queste nuove ed illegittime modalità gli operatori corretti finirebbero per essere penalizzati". Questo, insistono, "a tutto vantaggio dei 'nuovi' e disinvolti operatori che lucrano sull'inerzia di una pubblica amministrazione fin qui incapace di esercitare il diritto/dovere di sorveglianza assegnatole dalla legge".

Faib, Fegica e Figisc attaccano infine il "silenzio del Governo e del ministero competente, fino ad ora assenti e meri spettatori dell'incalzante disfacimento del settore, a danno del consumatore finale e degli stessi gestori".

Per gentile copncessione di Quotidiano Energia 

Commenti (4)
  • FRANCESCO SAVERIO COLLOCA  - l'orgoglio

    Certo che i diritti acquisiti ormai sono un opzional, se il modello grossista significa liberarsi di quella prolunga del tubo dell'erogatore chiamato BENZINAIO , e' una bella operazione per togliersi tante seccature , pero' e' triste la poca considerazione che la societa' ha avuto del benzinaio che da lustri ha lavorato sul piazzale per 70 ore settimanali festivi compresi per vendere e guadagnare quattro soldi sufficienti per un panino, mentre i dirigenti delle societa' petrolifere si riposavano e gli azionisti americani solcavano i mari con i loro mega yacht . Oggi le loro politiche sono cambiate e si vogliono sbarazzare del benzivendolo passandolo a micro societa' commerciali che di fatto possono cancellare gli accordi stipullati fra SOCIETA' PETROLIFERA E Gestori.
    Triste e' il comportamento dei politici , triste perche' diritti acquisiti con accordi firmati anche dai governi vengono ignorati , DIMENTICAVO I DIRITTI ACQUISITI VALGONO SOLO PER I POLITICI ED I GIUDICI.
    PERO' TENTARE E' DA UOMINI , DESISTERE DA VIGLIACCHI , E , A CHI VA IN GUERRA NON SI DANNO GLI AUGURI , MA , VAI COMBATTI E RITORNA VINCITORE IO SONO CON TE.-

  • Anonimo

    Siamo realisti. La figura del benzinaio così come intesa fino ad ora non ha più senso.
    O ci sono altre attività collaterali, o il Gestore non serve più, dato che è sufficiente un guardiano che prenda in carico più impianti.

  • Antonio

    Forse ancora qualcuno non ha compreso che siamo tutti coinvolti ne quello che sarà.

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