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Fegica VS Casero (MEF) su Oneri carte di pagamento e Fatturazione elettronica

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caseroRiportiamo in maniera integrale la comunicazione inviata da Roberto Di Vincenzo, Presidente di Fegica Cisl,  al Viceministro del Ministero Economia e Finanze On.le Luigi CASERO, nella quale viene denunciato il mancato rispetto degli impegni presi dal dicastero per la iduzione dei costi per l’utilizzo della moneta elettronica. 

Egregio Viceministro,
come è del tutto noto, diversi mesi fa’, nel corso degli incontri realizzati in vista della emanazione di provvedimenti volti anche a contrastare comportamenti illegali diffusi nel settore della distribuzione carburanti, codesto Ministero ha inteso assumere in modo pubblico l’impegno -di cui abbiamo dato atto altrettanto pubblicamente- ad intervenire finalmente in modo equo e risolutivo per ridurre sensibilmente l’onere relativo all’utilizzo delle carte di pagamento elettroniche che attualmente grava in particolare sui Gestori degli impianti di rifornimento e, più in generale, sull’intero sistema distributivo.

L’obiettivo dichiarato era, per un verso, quello di riconoscere l’evidente insostenibilità dei costi attualmente gravanti sulla vendita di un prodotto come i carburanti per i quali il margine si aggira intorno ad una percentuale del 2% sul prezzo di vendita al pubblico e, dall’altro, quello di compensare l’introduzione di ulteriori misure relative alla fatturazione elettronica, all’abolizione della scheda carburanti e ai corrispettivi elettronici che, indubitabilmente, rappresentano l’occasione per nuovi oneri.

Non può sfuggire ad alcuno come i provvedimenti approvati dal disciolto Parlamento se da una parte hanno fissato scadenze certe per gli obblighi relativi a queste ultime misure, dall’altro non chiariscono le modalità attuative, né tantomeno sono rispondenti agli impegni assunti dal Ministero in ordine alla riduzione dei costi dell’utilizzo della moneta elettronica.

In estrema sintesi, infatti, il dettato della norma sembra al momento escludere i pagamenti con carte di debito (pagobancomat) che rappresentano molto più della metà dell’intero ammontare delle transazioni elettroniche, rende il credito d’imposta introdotto sul 50% dei costi per le transazioni delle sole carte di credito persino tassabile così da ridurre ulteriormente il “beneficio” per i Gestori e prevede una spendibilità del credito d’imposta così malamente ridimensionato con tempi, oltre al resto, particolarmente dilazionati.

Senza contare che la mancata previsione di un “tetto” alle pretese dei soggetti emittenti le carte elettroniche, vale a dire il sistema bancario, ingolositi dallo spazio economico offerto dal credito d’imposta, ha già generato da subito l’effetto -più volte previsto e annunciato con largo anticipo dalla scrivente Federazione- di veder aumentate del 100% le commissioni richieste agli esercenti.

La conseguenza per l’intero settore distributivo ed i Gestori in modo particolare è del tutto evidente: maggiori costi sono già in questo momento pienamente operativi, altri si stanno preparando con le scadenze inderogabili fissate al 1° luglio prossimo, mentre gli interventi positivi attesi e su cui pesano gli impegni assunti dal Ministero sono largamente ridimensionati, del tutto incerti e comunque largamente inferiori ai costi che infine il sistema distributivo e Gestori in particolare dovranno fronteggiare.
E’ infatti alla medesima scadenza del 1° luglio che è collegato anche l’obbligo per il titolare di partita IVA che voglia utilizzare i benefici fiscali previsti per coloro che ne hanno titolo, di effettuare i relativi pagamenti proprio con moneta elettronica.

Indipendentemente dal fatto che dalla stessa data sia abolita o transitoriamente lasciata in vita la scheda carburanti, ciò non sposta minimamente i termini del problema per il sistema distributivo che deve comunque prepararsi a fare fronte all’impatto immediato delle maggiori richieste di fatturazione elettronica, ma anche ad un massiccio allargamento del montante di transazioni con carte di pagamento elettroniche su cui pesano i costi insopportabili e persino cresciuti imposti dal sistema bancario.

In tutta evidenza, si tratta di una situazione intollerabile che aggiunge un danno straordinario ad uno stato di sofferenza già di per sé gravissimo, cui non è più in alcun modo sufficiente rispondere con semplici annunci o generiche indicazioni.

Senza contare che le scadenze ormai imminenti non consentono ai Gestori di predisporsi compiutamente agli adempimenti multipli, gravosi e ancora ampiamente indefiniti, anche in considerazione del fatto che si tratta di una rete di oltre 21.000 impianti, composta per circa il 40% da “chioschi”, per lo più senza alcun effettivo presidio.

L’unico elementoindubitabile, in questo momento, è il fiorire di operatori commerciali che, inopinatamente forti di certezze di cui gli operatori del settore non hanno ancora il bene di disporre, già offrono svariate soluzioni tecnologiche e speculano ampiamente sui ritardi e le incertezze dell’Amministrazione, finendo per concorrere ad inasprire ulteriormente i costi di gestione.

Semplicemente seguendo le “logiche di mercato”, l’Amministrazione a condizioni date dovrebbe ragionevolmente attendersi –facendosi carico della piena responsabilità di fronte all’opinione pubblica in generale ed ai consumatori in particolare- un conseguente e sensibile aumento del prezzo al pubblico dei carburanti per compensare l’aumento dei costi operativi in questo modo generati.

In un tale contesto, in assenza di concrete risposte risolutive alle questioni qui poste, il già profondo allarme generalizzato nella Categoria con il passare dei giorni è destinato a trasformarsi in una decisa opposizione ad aderire compiutamente all’introduzione delle nuove norme, anche in considerazione dell’impatto economico e operativo delle nuove disposizioni e della mancata corrispondenza alle attese generata dagli impegni assunti dal Governo.

Non si tratta certamente del venir meno e neanche dell’affievolirsi dell’adesione convinta della Categoria ad un progetto -peraltro da tempo largamente richiesto proprio dalle Organizzazioni dei Gestori- che prevede l’innalzamento della trasparenza amministrativa, della tracciabilità delle transazioni e di quanto necessario per contrastare le diverse matrici di comportamenti illegali nel nostro settore.

Ma questo -né la più ampia collaborazione ed apertura di credito finora accordate al Ministero- non può altrettanto certamente generare nell’Amministrazione Pubblica l’attesa di una supina ed acritica accettazione di misure che, al contrario, vanno ad aggravare in modo iniquo unicamente i soggetti, ed i Gestori tra questi, che nel settore operano con correttezza in un contesto già evidentemente per loro penalizzante.

Tutto quanto sopra premesso, invitandoLa rispettosamente a valutare l’opportunità di sospendere nel frattempo ogni altra attività in materia dei diversi Uffici competenti, la scrivente Federazione torna nuovamente a richiedere in modo stringente che l’Amministrazione e codesto Ministero rappresentino entro la fine di questo mese i provvedimenti regolatori utili a prospettare le concrete e tangibili soluzioni alle questioni qui poste -a cominciare da quella relativa agli oneri delle carte di pagamento elettroniche- in grado di ripristinare la necessaria serenità tra i Gestori.

Ove ciò non dovesse avvenire, alla Categoria non rimarrebbe che adottare con l’avvio della nuova Legislatura -nell’ambito delle prerogative e degli interessi specifici di cui è legittimamente portatrice- ogni iniziativa politica e sindacale, anche di protesta e di contrasto all’adozione dei provvedimenti di cui si tratta.

Si rimane in attesa di un cortese riscontro.
Cordialmente.

Il Presidente Fegica Cisl
Roberto Di Vincenzo

Commenti (8)
  • pippo

    Invece di scrivere la solita letterina mielosa alla Fantozzi con tanto di "invitandola rispettosamente se non la disturba " come a dire che Loro hanno rispetto per noi ,si poteva benissimo tradurre il tutto in : caro ministro ,visto che noi dobbiamo subire e pagare tutte le Vs stronzate ,le comunico che se entro la fine del mese non saranno riviste tutti gli aumenti sulle c di credito ,la fattura elettronica e balzelli vari , se non LASCIATE LAVORARE IN SANTA PACE i miei Gestori disdetteremo le care di pag amento ,tessere , accetteremmo solo CONTANTE perché sono stanchi di fare i commercialisti e gli esattori dello stato che spera di recuperare 100 milioni da una parte e non vuole recuperare 5 miliardi di evasioni delle accise con il contrabbando
    Nella speranza che il prossimo governo sia piu intelligente La saluto
    Forse se iniziaste a tirare fuori le palle qualcosa cambierebbe La saluto

  • Max

    per spuntarla basterebbe coalizzarsi..carte e bancomat dai 50 euro in su..e disabilitazione dei pagamenti elettronici al self service..
    dopo un mese voglio vedere se non si calano le braghe..

  • Alex

    Caro Roberto, la tua lettera è lodevole, non potevi descrivere meglio e con più eleganza quello che noi Gestori avremmo potuto esprimere.
    Quì, il Gestore non potrà più plagiarsi nella sua sindrome di stoccolma (cronica), perché, se, il governo, dovesse per errore distrarsi come sempre, dai problemi del nostro settore,
    questa volta credo che non avverrà la razionalizzazione,
    ma la completa chiusura, per poter andare a recuperare altrove le spese per sostenere le gestioni.
    In parole semplici, la mattina dobbiamo lavorare sugli impianti e il pomeriggio dobbiamo fare i lavori socialmente utili per far fronte alle spese che sosteniamo la mattina sul impianto.
    I governi di qualunque colore, in particolare quello di bersani (figlio di un Gestore) si sono sempre girati dal lato opposto ai nostri problemi, altrimenti le compagnie non ci avrebbero rovinati così.
    Ora il Gestore non esiste più,
    il contrabbando dilaga,
    il settore viaggia senza regole,
    le compagnie continuano a minacciare il morto,
    il governo che è stato solo capace di perseguitare il cittadino, che fino a quando aveva qualcosa da perdere (dignità) otteneva, ed ora ???

  • bigboy

    colleghi!!!!!!! attenzione a truffe, raggiri, false notizie......gli squali son già all'opera sfruttando il totale casino italiano....non esiste ancora niente di certo e sicuro..... :upset

  • Alex

    Scusate se sono invadente ma vorrei essere certo che chi legge capisce la gravità della situazione in cui ci troviamo.
    Con l'ultimo accordo che la compagnia continua a non rispettare, o ad interpretarlo in modo diverso da quello che era il suo concetto.
    Il Gestore lavora anticipando 1.8 centesimi litro oltre il suo margine per recuperare al conguaglio quello che ha pagato in più al acquisto.
    Non dobbiamo dimenticare che noi acquistiamo la merce al prezzo più alto praticato sul impianto.
    Se a questo aggiungiamo i pagamenti con carte aziendali, il nostro presunto margine si riduce a 2.34 centesimi di cui 1.8 lo usiamo per anticipare lo sconto.
    Cioè non saranno mai nostri perché non vendiamo abbastanza per ammortizzare le spese.
    Se vendi 5000 lt. al giorno in self, fai 900.00 di sconto, di cui sulla carta hai guadagnato 150.00 Euro che aggiunti al 70% di sconto anticipato in fattura fanno 780.00 Euro, 120.00 Euro meno che dovresti recuperare con le vendite in servito dove è difficile pilotare le persone vista la differenza con il self.
    Tutto questo tradotto in erogato, quando viene uno che aggiunge altre spese al nostro margine, e meglio consigliargli di andare alla pompa bianca, loro hanno più margine.
    Un operaio costa 120.00 Euro al giorno senza tutti questi conti, mentre noi abbiamo una partita iva, delle responsabilità e dei doveri da rispettare.
    Noi ci alziamo la mattina per lavorare, non per fare i conti.

  • anonimo

    C'è solo una via d'uscita;aumentare il prezzo al pubblico.

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