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Faib, Fegica e Figisc scrivono ad Eni; 'recuperi immediatamente le ragioni del confronto con la categoria'

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Oggetto: Relazioni sindacali. Applicazione normativa di settore. Gestione, rinnovi ed adeguamenti Accordi collettivi scaduti. Iniziativa aziendale Enipay/Enjoy.

Le scriventi Federazioni debbono purtroppo evidenziare come le intenzioni a più riprese dichiarate da parte aziendale circa il ripristino di relazioni sindacali stabili e proficue, la piena applicazione della normativa speciale di settore, la gestione coerente e collaborativa delle Intese sottoscritte, il loro rinnovo ed adeguamento, continuino a rimanere lettera morta e nei fatti completamente ignorate dalla medesima Azienda.

Evitando ormai inutili infingimenti, sarà ormai bene prendere atto come l’amplissima apertura di credito e la tangibile disponibilità –allo stesso tempo progettuale e pragmatica- offerta dalle scriventi con la per niente indolore sottoscrizione dell’Accordo collettivo del 19.12.2014, sia stata maldestramente sfruttata per assecondare finalità che, ad esser cauti, appaiono di cortissimo respiro, contraddittori tra loro e comunque spesso in contrasto con il progetto iniziale condiviso.

Il trattamento riservato alla suddetta apertura di credito è tanto più deludente quanto si consideri da un lato come fosse stato offerta in un momento in cui pesavano sui Vostri Gestori (benché dalle scriventi rappresentati) drammaticamente e tutti interi gli effetti di scelte aziendali letali e persino evidentemente autolesioniste sia sul piano delle “iniziative” commerciali adottate, sia su quello della aggressiva quanto irrazionale e immotivata contrapposizione cui è stata fatta oggetto la propria “Forza Vendite”, prima ancora che le Organizzazioni che la rappresentano, e, dall’altro, dello straordinario “risultato” di cui codesta Azienda ha potuto prima interamente beneficiare e poi disporre più o meno saggiamente.

Spiace davvero constatare come la gestione delle relazioni con la categoria, complessiva e nel dettaglio, al livello apicale e, di conseguenza, a quello territoriale, venga relegato da questa Azienda a questione del tutto marginale e vissuta non di rado con malcelato fastidio (tranne ovviamente beneficiare dell’opportunità offerta ancora una volta dalle scriventi ad esempio nella vicenda che ha consentito a Eni di definire positivamente con i concessionari la questione emergente del perfezionamento degli affidamenti dei servizi presso le aree autostradali, altrimenti irrisolvibile).

E tuttavia è bene precisare che qui non si tratta di “riconoscimento di ruoli”.
Come già ripetutamente in passato, le scriventi si sforzano nuovamente di convincere l’Azienda dell’importanza di chiarire e, ove possibile, condividere la “direzione”, la costruzione di una visione prospettica (anche e soprattutto nel critico contesto di settore) e dare coerente seguito attraverso l’assunzione di responsabilità, vale a dire di impegni di cui rispondere reciprocamente, circa gli strumenti e i comportamenti da assumere in funzione degli obiettivi prefissati.

E’ proprio per l’assenza di una tale “chiarezza” di fondo che continuano a maturare ritardi inaccettabili sull’applicazione della normativa di settore (dal 10 ottobre non una sola parola sul rinnovo dell’Accordo autostrade), violazioni di impegni di ogni tipo (scritti o anche “solo” sulla parola) disattesi senza alcuna remora né riguardo, iniziative anche di dettaglio e la cui logica appare almeno oscura, che mettono ripetutamente a rischio sia gli obiettivi superiori condivisi che i risultati ottenuti con le Intese sottoscritte.

Ultima ma sufficientemente esplicativa in questo senso è la “richiesta pressante” che in questi giorni i Gestori di un numero di punti vendita rilevante per collocazione (Roma, Milano, Torino, Firenze, ecc.) ed importanza, costituenti la cosiddetta rete portante, ad alto erogato e integrati con attività collaterali, si sono sentiti sottoporre da funzionari aziendali; richiesta avente ad oggetto la trasformazione strutturale e definitiva degli erogatori asserviti alla distribuzione selfizzata nella modalità completamente automatizzata (in altre parole da “postpay” a “prepay”).

Non ci dovrebbe essere alcun bisogno di sottolineare come una tale iniziativa, nella sua essenzialità, sia in palese contrasto con la lettera e lo spirito dell’Accordo del 2014 già citato e nemmeno solamente con il notevole sforzo prodotto e racchiuso nel “messaggio” volto a dare una nuova e credibile esaltazione al valore aggiunto del servizio, del contatto diretto e personale, dell’assistenza all’automobile e all’automobilista.

Un messaggio diretto a convincere e “motivare” dapprima la stessa struttura aziendale, i Gestori e i loro addetti, poi l’intero mercato e finalmente i consumatori, nel tentativo di far smaltire la sbornia collettiva da “macchinetta del self” (con tutto quel che ne è disceso) di cui tanti hanno goduto ma, di sicuro, né Eni né la marginalità del settore o la remunerazione degli investimenti industriali e neanche il regolare dispiegamento della competizione (volendo tacere dei Vostri Gestori).
Ove ciò non bastasse, una tale iniziativa aziendale, se concretizzata, penalizzerebbe fatalmente le attività dei Gestori coinvolti, anche quelle collaterali alla distribuzione dei carburanti, che dalla loro integrazione organizzativa stanno cercando non senza difficoltà di ricavare il necessario equilibrio economico.
E tutto questo a quale scopo?

Poter consentire –a sentire le spiegazioni fornite dai funzionari aziendali a Gestori increduli- a qualche centinaio di auto enjoy di rifornirsi con l’applicazione EniPay.

Non sembra opportuno aggiungere altro.
In conclusione –volendo appena auspicare, per il caso specifico da ultimo illustrato, che l’Azienda voglia autonomamente recedere, evitando di scaricare sui Gestori la responsabilità di doversi fare loro carico di respingere le richieste aziendali per manifesta irragionevolezza- le scriventi Federazioni rivolgono ad Eni un ultimo e conclusivo richiamo perché recuperi immediatamente le ragioni del confronto con la categoria.

Quelle ragioni che le hanno consentito –a partire dall’Accordo del 2014- di ottenere un biennio di lusinghieri quanto insperati risultati, in controtendenza con quelli disastrosi degli anni precedenti.
E’ ormai giunto il momento che l’Azienda corrisponda in modo tangibile all’apertura di credito ricevuta, assuma la responsabilità che le compete in termini di prospettiva, risponda degli impegni assunti e passi a ridistribuire tra i Suoi Gestori almeno quota parte dei “dividendi” dei risultati ottenuti anche grazie alla loro collaborazione e a quanto hanno inizialmente sacrificato.

Credere o voler rappresentare che il senso di responsabilità, lo spirito di collaborazione, la paziente opera di convincimento sia un segnale di inerzia, debolezza o, peggio, arrendevolezza, potrebbe rivelarsi un (nuovo) importante errore di valutazione.
Anche in una tale ottica, si rimane in attesa di un urgente riscontro.
Cordialità

Commenti (21)
  • James

    Subito un accordo con prezzi uguali in tutta italia sia in apertura che in chiusura impianto (self prepay), e cinque centesimi al litro sempre sia in self ce in servito senza calcoli e algoritmi vari in fatturazione, PUNTO! Basta con accordi fallimentari.
    :upset :upset :upset

  • Anonimo

    siamo arrivati ormai al collasso , non ci si accorge che è crollato un mercato ENI e risollevato un mercato di pompe bianche hai ragione james bisogna eliminare il self è avere un prezzo unico , anche se ho capito che ad ENI non interessa più il mercato della distribuzione ma sopratutto di noi Gestori

  • Nicola

    Fai anche sette cents litro s.iva , basta che aumentano i carburanti di qualche cents per il nostro margine o no? Non han fatto così per reperire i soldi per l' aumento degli stipendi dei ferrotranvieri ? han alzato il prezzo al litro e destinato l aumento a quei stipendi, non vedo perchè per chi come noi fa da esattore delle tasse con tutti i relativi rischi non possa beneficiare di un rittocchino all'insù, a ma no giusto i soldi ci sono solo per chi fa numero per i voti.... aohh ma ge sente ? a le ora de finirla !!!! deve na mossa zo a Roma cari e non venite più a dirmi che la colpa è degli associati al sindacato perchè con discorsi del genere state finendo di mangiarvi il credito !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!! :upset :upset :upset :upset

  • pippo

    Secondo me dopo una lettera del genere ,i dirigenti ENI ,questa notte non dormiranno per il rimorso .Mentre i dirigenti sindacali non dormiranno pensando di come instaurare l ennesimo tavolo di confronto
    Io avrei scritto all ENI una lettera di questo tono :Spett ENI ,se entro 10 gg non venite a patti con il sindacato Gestori .bloccheremo tutti i vs P V ad oltranza e visto che il servizio sara fatto dalla concorrenza ci riteniamo liberi di farlo perche i ns iscritti e non si sono rotti i coglioni di voi e si rendono conto che siamo alla fine .egregi saluti .
    Poche righe ma chiare su quello che oggi èil mondo dei carburanti ,non servono piu lettere incomprensibili ,ci vogliono i fatti ,o tutti a casa !!!!!

  • Kazunori

    Infatti .... tutti a casa,tra un po' :grin

  • Anonimo

    Ma sta triade che ha scritto sta bella lettera piena di belle parole scritte in politichese a Mamma ENI (anche detta Mamma Ebbe ve la ricordate?) che a creduto che una Azienda che paga tangenti a più non posso per avere percentuali sulle tangenti pagate dopo che sti soldi hanno fatto il giro delle banche di tutta europa per far perdere le tracce, come si può credere che rispettino gli accordi firmati e rispettino la dignità dei propri Gestori riducendoli a dei schiavi .Cara Triade mi voglio sforzare di credere che siete degli ingenui, ma oggi mi sento particolarmente buono visto che è San Valentino,un consiglio da chi sta in mezzo alla strada per lavoro è ora che tirate fuori gli attributi e cominciate a denunciare alla stampa , all'antitrust ,ministero del lavoro per i metodi poco ortodossi che usano nei confronti dei Gestori.Allora cari Presidenti ,Landi ,Di Vincenzo,Micheli i Gestori quelli con le palle vi seguiranno in una lotta che è possibile vincere visto che le leggi lo consentono.

  • anonimo

    Siamo ritornati alla solita pantomima:la triade che cerca di elemosinare un incontro che Eni concederà più tardi possibile aprendo chissà quanti "tavoli"di confronto respingendo però al mittente qualsiasi richiesta di miglioramento delle condizioni delle gestioni.

    E intanto i Gestori finanziatori della triade muoiono.

    E chi ie crede più.

  • Gestoren eni

    Ma basta vergognatevi voi e il vostro contratto di solidarieta'.
    Triade abbiate un po' di dignita o prendete qualche iniziativa seria atta a riprendersi in mano la situazione o statevene zitti per favore non se ne puo' piu' di tavoli e chiacchere ribadisco VERGOGNA.

  • Alex

    Un azienda a cui per anni ho venduto il carburante mi scrive una "lettera di impegno fornitori e sub-fornitori" dove mi chiede di fornirgli gli elementi principali richiesti dalla norma "SA8000"
    punto 2. LAVORO FORZATO O OBBLIGATO
    punto 3 SALUTE E SICUREZZA
    punto 4 LIBERTA' DI ASSOCIAZIONE ALLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
    punto 5. DISCRIMINAZIONE
    punto 6. PRATICHE DISCIPLINARI
    punto 7. ORARIO DI LAVORO
    punto 8. RETRIBUZIONE
    PUNTO 9. SISTEMA DI GESTIONE
    Noi Gestori non abbiamo la possibilità di rispettare nulla di tutto questo, anche se a sua volta la nostra azienda non ci garantisce niente di tutto questo.
    Le leggi dovrebbero essere uguali per tutti.

  • OLEOBLITZ  - poveri colleghi bimbi

    e mentre il mondo va avanti...e mentre SHELL ha abbandonato il mercato italiano insieme alla TOTAL all' ERG e ancora ESSO dove rimane con il marchio almeno per ora...dopo continui morti e feriti...fallimenti di gestioni, impianti chiusi ed abbandonati...ghost e presidianti....schiavi e non...dove sputi sangue e bile.....avete ancora voglia di credere in un sindacato??? in uno Stato presente e garante dei vostri diritti??? siamo rimasti soli!!!!!! i buoi son già scappati e le stalle son vuote.....unica vera soluzione è per chi può cambiare mestiere oppure una vera razionalizzazione rete. senza se e ma chiudere immediatamente 7000/8000 impianti e non stare a menarsela più di tanto con tanti blablabla.... :grin

  • Kazunori per Oleoblitz

    Shell e' andata , ma Totalerg per ora rimane ... pare che all'apertura buste con le offerte di acquisto non ci siano stati sorrisi :grin le offerte per ora arrivate sono state ritenute inadeguate...

  • Anonimo

    Mi scusi collega va lei ha chiedere di chiudere 7000/8000 impianti?

  • Anonimo  - L'Unione fa la forza

    Sarebbe opportuno organizzare una riunione aperta a tutti , così insieme ai nostri rappresentanti sindacali si potrebbe discutere e proporre nuove iniziative di lotta per cercare di cambiare questa situazione. Uniti possiamo fare ancora qualcosa. Per le petrolifere vale il dividi e impera ,solo tutti insieme forse riusciamo a cambiare lx situazione. Saluti a tutti ciao

  • Anonimo  - L'unione fa la forza

    Finalmente un parlare serio e costruttivo, volevo dire questo al collega ,se parliamo in modo costruttivo coinvolgeremmo altri colleghi e magari qualcuno ci ascolterebbe , è inutile palare senza offesa da frustati.

  • pippo

    Bellissima discussione ,spero venga capita dal sindacato .
    Come si puo capire IO sono molto contro questo modo sindacale di rapportarsi con le controparti ,servizievole e inconcludente ,gestito solo per la sedia .Purtroppo e dico a voce alta purtroppo ,se si pensa di fare da soli o organizzare piccole cose ,riunioni di 10 Gestori o altro si sbaglia di grosso . non ci è riuscito lo GISC di treviso figuriamoci 3 Gestori Dobbiamo essere consapevoli che cosi come stanno le cose il ns sistema di lavoro morirà in 2 /3 anni .
    Consapevoli deve iniziare a esserlo il sindacato facendo un mea colpa e iniziando da zero ,annullando TUTTI gli accordi con compagnie e governo antitrast,erano forse validi 10 anni fa ,annullando i comitati di colore ,tornando alle assemblee generali coinvolgendo tutti dai colorati alle p bianche ,dalle autostrade ai dipendenti ,tutti ,Pretendiamo risultati !!!!! Io sono consapevole che senza un unione con un sindacato non otterremo nulla ,come un sindacato senza Gestori non esisterà più

  • enzo

    CLASS ACTION.
    Non c'è alternativa.
    Oggi forse è possibile se, come dice il Presidente della Regione Puglia, il protettore di petrolieri e banche sta per saltare.
    Alleluja.
    Spingiamo sul Sindacato per far calendarizzare al Senato la legge sulla Class Action, già approvata alla Camera e, fino ad oggi, bloccata dal PD.

  • Anonimo

    Care associazioni forse è il caso che organizzate un incontro con i Gestori per poter mettere a punto un tavolo di lotta con il cane a sei zampe che ci sta sbramando piano piano ,e magari lo facciamo di domenica mattina cosi noi poveri mortali possiamo partecipare meno stanchi ho per voi è troppo lavoro siete troppo stanchi per lavorare????

  • Anonimo

    NON SI SA COSA STIA SUCCEDENDO MA SEMBRA CHE IL SINDACATO SI STIA MUOVENDO, STIAMOGLI ADDOSSO.

  • Anonimo

    Caro collega è speriamo che qualcosa si muove, perchè non se ne può più di questo silenzio assordante, società che scappan

  • Anonimo

    Caro collega è speriamo che qualcosa si muove, perchè non se ne può più di questo silenzio assordante, società che scappano, Gestori che falliscono,società che non rinnovano gli accordi economici, ecc.ecc. e noi al palo, intanto gli altri fanno quello che vogliono, come ad esempio , gli autostradali : applicano un aumento di 5/7 centesimi sul prezzo consigliato, alla faccia che l'accordo economico non si rinnova, l'autostradali tutti d'accordo lo fanno, noi della rete ordinaria siamo capaci ? Noi non lo faremo mai , altrimenti vendiamo un litro in meno. INCOMINCIAMO ANCHE NOI A FAR QUADRARE I NOSTRI CONTI, poi gli accordi economici se li vogliono rinnovare li rinnovano, altrimenti va bene così. In questo modo sarebbero le societa a rincorrerci per il rinnovo

  • Anonimo

    Vero quello che dici, speriamo di riuscire a fare squadra.

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