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La razionalizzazione va in porto

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Staffetta Quotidiana - di Gabriele Masini - Con le linee guida su anagrafe e incompatibili
Del piano di razionalizzazione della rete carburanti si parla almeno dal 2010, quando al Governo c'era Berlusconi e il dossier al ministero dello Sviluppo economico era seguito dall'allora sottosegretario Stefano Saglia.

Nella legislatura che va a chiudersi il piano è “affiorato” prima nel 2013, all'interno del DL Fare 2 del governo Letta, travolto dall'arrivo di Renzi a Palazzo Chigi, e poi, un anno dopo, al tavolo ministeriale che in pochi mesi portò all'accordo unitario (v. Staffetta 15/04/15) e all'inserimento nel ddl Concorrenza, approvato la scorsa estate. Le linee guida su anagrafe e incompatibili e lo schema di decreto sugli “oneri eccessivi” per il metano auto illustrati mercoledì dal ministero dello Sviluppo economico a tutti i soggetti interessati (Regioni, Anci, associazioni di settore) portano dunque a compimento un cammino lungo e tortuoso, nel corso del quale il mercato ha cambiato volto, tra gli sfregi dell'illegalità e una metamorfosi ancora tutta da compiere.

Due sono i punti qualificanti della razionalizzazione: la chiusura degli incompatibili e la “moratoria” sulle bonifiche. Il tutto, nelle intenzioni iniziali, era orientato a togliere dal mercato 5-7.000 punti vendita. Quale che sia il reale impatto in termini numerici, questa operazione porterà con sé l'istituzione di uno strumento (l'anagrafe) che farà finalmente comunicare tra loro i dati del ministero e delle Dogane, quelli sui prezzi con quelli sugli erogati e sulle caratteristiche degli impianti. Portando una trasparenza pressoché totale sul settore, dopo la riuscita operazione Osservaprezzi.

Ma veniamo ai contenuti delle linee guida per la realizzazione dell'anagrafe e la comunicazione dei dati, partendo dal fatto che il riferimento unico sarà la piattaforma informatica che il Mise sta mettendo a punto, cui avranno accesso le Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, le amministrazioni competenti al rilascio del titolo autorizzativo o concessorio, l'Agenzia delle Dogane e la Cassa conguaglio GPL.

La legge sulla Concorrenza, sui legge nella bozza di linee guida, non si è limitata a fotografare le disposizioni esistenti in materia di incompatibilità ma ha modificato il quadro di riferimento, che prima era interamente disciplinato dalle norme delle Regioni e delle Province Autonome (che hanno delegato a loro volta le funzioni ai Comuni). Regioni e Province che in questi anni hanno differenziato le condizioni di incompatibilità creando quadri normativi diversificati. Con la legge sulla Concorrenza interviene anche lo Stato, facendo leva sulla competenza legislativa esclusiva in materia di sicurezza della circolazione stradale e introducendo nuove specifiche sui casi di incompatibilità. Le linee guida servono appunto per evitare disparità interpretative e rischio di contenziosi.

Quanto alla incompatibilità ai fini della sicurezza stradale, le disposizioni di cui ai commi 112 e 113 dell'articolo 1 della legge sulla Concorrenza n. 124/2017 superano le normative regionali in materia, mentre resta ferma la facoltà delle Regioni di individuare altre fattispecie di incompatibilità, purché non attinenti a materie sottoposte alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. Quanto alla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, dovrà essere inviata per via telematica entro il 24 agosto dai titolari degli impianti di carburanti. In caso di deroghe, la dichiarazione dovrà essere corredata da una copia della deroga rilasciata dall'ente competente prima del 29 agosto 2017. Le deroghe potranno riguardare gli impianti per i quali è stata dichiarata la pubblica utilità prima del 29 agosto 2017; gli impianti che ricadono nelle fattispecie previste da una normativa regionale derogante alle incompatibilità, efficace alla data dell'entrata in vigore della legge 124/2017; gli impianti per i quali la deroga alle specifiche incompatibilità di cui ai commi 112 e 113 è esplicitamente riportata nel titolo concessorio o autorizzativo.

Quanto in generale all'iscrizione all'anagrafe, la dovranno fare tutti gli impianti della rete ordinaria e autostradale, anche in sospensiva, mentre sono esclusi gli impianti a uso privato, avio e per natanti. Stesso discorso per la dichiarazione sostitutiva, che dovrà essere rilasciata dal titolare dell'impianto per la rete stradale e dal concessionario autostradale (Anas, Aspi, ecc.) per la rete autostradale.

Tra le novità più importanti accolte con favore dai rappresentanti degli operatori, l'introduzione dei fac simile delle schede di iscrizione all'anagrafe e delle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, che saranno allegate alle linee guida e dovranno essere inviate al Mise tramite la piattaforma informatica. Un modo per semplificare le procedure e dare certezza a tutti i soggetti coinvolti.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

Commenti (15)
  • OLEOBLITZ

    orbene cari ragazzi del piazzale...se questo fosse stato fatto almeno 10 anni fa non ci sarebbe stata la carneficina dei Gestori, una rete distributiva più snella più moderna, con minori costi e un erogato medio che avrebbe permesso ai Gestori rimasti, un reddito maggiore per resistere ai momenti bui, insomma quando dicevo di chiusura immediata di 8000/10000 impianti, era una provocazione, ma allo stesso tempo dicevo una profonda verità...meno distributori, meno concorrenza, meno GHOST, meno illegalità, più facili le gestioni e la logistica di tutta la filiera distributiva.......sia ben chiaro che l'elenco che si verrà a creare cambierà ben poco almeno per ora, ma è un inizio per fare capire che tutti sapevano e non ci si può più nascondere, e non possono più esistere impianti obsoleti, vetusti, e non in regola con le attuali normative....in futuro chissà ...stiam alla finestra e.... :grin

  • Anonimo  - Ancora con questa cazzata...

    La ristrutturazione potevano farla solo le compagnie non creando gli spazi commerciali per Gdo e bianche.
    Dove sta scritto che dove chiuderanno due impiantini incompatibili, non ne nascerà uno grande il triplo?

  • ser ceppelletto

    caro anonimo intanto chiudiamo impianti incompatibili poi si vedrà.....

  • Anonimo

    Gli impianti incompatibili,lo dice la parola stessa, erano da smantellare anche peima. Si tratta per lo più di impianti marginali, che sono spesso improdittivi. Scusate ma non avete capito l' inciucio messo in atto tra governo e compagnie, l'unico ineresse e la moratoria sulle bonifiche. Saluti.

  • OLEO BLITZ

    Anonimo ottuso non è vero ciò ke dici .....molti incompatibili e fuori legge son diventati ghost oppure fanno concorrenza agli impianti in regola dove son stati spesi soldi per aggiornarli ....quindi iniziamo a fare un bel ripulisti ....poi per le bonifiche si vedrà intanto stan chiusi...caro bimbo anonimo stai sveglio..... :grin

  • Addo

    Povero bischero. In Toscana (come in tutte le regioni che si sono adeguate) gli impianti incompatibili sono quasi tutti stati chiusi e sono stati prontamente rimpiazzati da impianti grossi il doppio o il triplo.
    Senza una moratoria sulla costruzione degli impianti (impossibile da fare), l'erogato pro capite non aumenterà mai.

  • Anonimo

    Oleo, sei davvero simpatico :) ma se capivi qualcosa non facevi il benzinaio, come me del resto. Ciao, saluti.

  • Anonimo

    NB: assolutamente senza offesa è un modo di dire ironico delle mie parti. Saluti

  • OLEOBLITZ

    Anonimo testina.....hai pure la coda di paglia, come benzinaio mi son sempre fatto le spese da 47 anni, quindi......ADDO non sparare palle solo nella provincia di Firenze ne ho visti 3 da chiudere in prossimità di incrocio stradale e quanti altri ce ne sono.....figliolo non stare chiuso nel tuo orticello ma guarda il mondo.... :)

  • Addo

    Negli anni '70 in Italia c'erano oltre 40mila impianti.
    Ora ce ne sono circa 24000.
    Secondo la tua scienza, i nostri erogati medi avrebbero dovuto raddoppiare e invece sono variati di pochissimo perchè l'erogato si è spostato sui NUOVI grossi impianti della Gdo e delle bianche.
    L'orto è ora che vada a zapparlo tu, viste le minchiate che scrivi.

  • OLEOBLITZ

    Addo ma ragiona.....negli anni 70 gli impianti erano circa 27000.....non confonderti il fenomeno Gdo è nato in Italia fine anni 90....come le prime pompe bianche in veneto e Friuli inizi anni 2000...fu dovuto alla liberalizzazione Bersani, ora fai chiarezza nella tua zucca, oppure aggiornati prima di scrivere....comunque impianto grande non vuol dire erogato alto...dipende da tanti fattori che tu sai certo, orbene 8000/10000 impianti non sono stati chiusi e quindi per verificare la mia scienza bisogna aspettare se mai succederà, ciao figliolo! :)

  • Addo  - Dal sito della Exxon

    Dal sito della Esso Italiana.
    1974-1978

    Nel 1976 la Società inizia un programma di razionalizzazione della rete distributiva. I punti di vendita in Italia sono circa 40 mila, di cui 4.268 della Esso.

    Vediamo se ora la smetti di scrivere cazzate. Io non ti rispondo più,. Ciao.

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