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Api, un'operazione controcorrente

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Staffetta Quotidiana 

GCA

Rispetto alla ritirata dal ”petrolio Italia” Grande euforia: questo il clima che si respirava al vertice di Api (ci ostiniamo a scriverla con l'A maiuscola) una settimana fa, venerdì sera, dopo la firma dell'accordo vincolante con Erg e Total Marketing Services sull'acquisto del 100% di TotalErg.

E con ragione, perché TotalErg, dopo lo scorporo del comparto Gpl, del comparto extra-rete e del comparto lubrificanti, ha in pancia oltre 2.600 punti vendita carburanti distribuiti in tutto il Paese, il 100% del polo logistico di Pantano di Grano sulla costa tirrenica e il 25,16% della raffineria di Trecate controllata da ExxonMobil e situata nel nord ovest del Paese. Per l'Api un triplice salto in alto.

Una trattativa iniziata un anno fa subito dopo l'annuncio della messa in vendita di TotalErg e andata avanti con alti e bassi con l'appoggio solidale del vertice della società e della famiglia Brachetti Peretti, che ne è proprietaria da più di 80 anni. Un'operazione chiaramente controcorrente in una fase in cui è in atto una ritirata dal “petrolio Italia” quale si era venuto strutturando al culmine degli anni d'oro dello sviluppo del downstream petrolifero italiano (v. Staffetta 27/10) e che proietta l'Api al vertice, subito dopo l'Eni, di un nuovo “petrolio Italia” cui spetterà il compito di affrontare, a fianco in primis di Esso, Kupit, Tamoil, Saras, Isab e Iplom, le sfide e le incognite di una transizione energetica che, si suppone con giusta causa, non farà venire meno ancora per molti anni il ruolo fondamentale del petrolio (e del gas) nella copertura, in condizioni di sicurezza, del fabbisogno energetico del Paese.

Un progetto realizzato con l'appoggio determinante e la piena condivisione di un pool di banche che hanno capito lo spirito dell'operazione: un appoggio in un primo tempo interpretato invece come passaggio ad una nuova Api in cui la famiglia si sarebbe ritagliato un ruolo di minoranza, premessa per l'ingresso di altri operatori finanziari e/o industriali. Con l'accensione a titolo cautelativo di un pegno, più che doveroso in un momento in cui il sistema bancario e gli organi di controllo e di tutela del risparmio sono nell'occhio del ciclone di una commissione di inchiesta. Un pegno, che sarebbe peraltro non invasivo sotto il profilo di eventuali poteri di veto sulle decisioni operative, che la famiglia conta di poter estinguere al più presto.

Un'euforia, quella che si respira al vertice della società, che traspare a piene mani dal comunicato stampa diffuso subito dopo la firma dell'accordo (v. Staffetta 06/11) e nella lettera che il presidente Ugo Brachetti Peretti e l'amministratore delegato Daniele Bandiera hanno inviato al personale. Che mettono l'accento, oltreché sul fatto che l'Api disporrà di oltre 5.000 punti vendita e di una logistica distribuita sia sul Tirreno che sull'Adriatico e sul carattere strategico di un'operazione che consolida la posizione nel settore del downstream, sull'importanza dell'operazione per l'evoluzione futura dell'intero settore italiano dei carburanti e della mobilità e per il raggiungimento di una nuova dimensione produttiva, logistica e commerciale. Un passo avanti importante nello sviluppo della società da qualunque lato lo si esamini.

Un vertice che ora è atteso alla prova del fuoco del nuovo piano industriale che aggiornerà e integrerà quello 2017-2021 approvato nel marzo scorso, dove tra i punti da chiarire ci sarà in primis quello della ristrutturazione di una rete carburanti in cui prevalgono i convenzionamenti, un'opportunità per molti retisti indipendenti di restare o di mettersi in proprio. Ma soprattutto quello sulle marginalità attese sia nel comparto della raffinazione che in quello della distribuzione, un aspetto dove le variabili da esaminare sono tante e complesse legate a fattori interni ma anche esterni. E poi c'è il capitolo delle sinergie e degli esuberi di due organici destinati a fondersi. Una bella scommessa, che tale rimarrà per molti anni a venire.

Un'operazione tutta italiana, che risulterà vincente anche nella misura in cui il sindacato e le organizzazioni dei gestori e dei retisti ne apprezzeranno la portata e le motivazioni. E che, pur nel giusto confronto degli interessi di cui sono portatori, l'appoggeranno. E che andrebbe apprezzata pubblicamente nei suoi motivi ispiratori e nelle sue finalità anche dalle istituzioni, a cominciare dal ministero dello Sviluppo Economico.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

Commenti (4)
  • Kazunori

    Quindi.... stappiamo lo spumante ?? vista l'euforia che traspare in casa Api ... :grin :grin

  • Daniela  - Quale futuro x i Gestori Total erg

    I Gestori di totalerg già provati fa 3 mesi di prezzi impazziti per" far cassetto" a cosa andranno incontro? Che politica intende adottare la api ip? Altri prezzi fuori mercato e le modalità di vendita saranno messe in discussione obbligando i Gestori a rinunciare a"mangiare di tutto questo nessuno ne parla!

  • Anonimo

    Un'operazione tutta italiana, che risulterà vincente anche nella misura in cui il sindacato e le organizzazioni dei Gestori e dei retisti ne apprezzeranno la portata e le motivazioni. E che, pur nel giusto confronto degli interessi di cui sono portatori, l'appoggeranno. E che andrebbe apprezzata pubblicamente nei suoi motivi ispiratori e nelle sue finalità anche dalle istituzioni, a cominciare dal ministero dello Sviluppo Economico.A
    aspettiamo a scrivere questo ,magari quando ci saranno qualche migliaia di esuberi o centinaia di Gestori a spasso ,o centinaia di p v chiusi ,perche le cose sono 2 o chi ha venduto è cretino o chi ha comperato ( a credito ) e furbo Auguri

  • pippo

    anonimo =pippo

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