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Esso e TotalErg, passaggi di consegne

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domandeIncognite e implicazioni per il “Petrolio Italia”
Staffetta Quotidiana - di Gabriele Masini - Mentre il mondo dei retisti sembra in cerca di quel salto di qualità (soprattutto dimensionale) invocato da anni e mai realmente perseguito, nell'altra “metà” del cielo, quella delle compagnie, andranno presto a chiudersi due dossier pesanti: il passaggio di consegne tra Esso e Intervias per il maxi pacchetto e la vendita di TotalErg. Passaggi tutt'altro che scontati, con implicazioni di diverso ordine, dalla struttura del mercato all'assetto degli attuali protagonisti, dagli standard del settore alle relazioni sindacali.

Interessante quello che è successo nelle ultime settimane sul fronte sindacale in merito alla cessione di TotalErg (che ha circa 500 addetti). Il 18 settembre si è svolta un'assemblea dei lavoratori a Roma con la presenza delle segreterie territoriali e nazionali di Filctem, Femca e Uiltec. I sindacati hanno denunciato “l'assoluta mancanza di trasparenza da parte di Totalerg”, parlando di “gioco al massacro a cui sono sottoposti i lavoratori nel vedere spostato in avanti giorno per giorno il traguardo di questa vendita, gioco che è sempre meno comprensibile anche in ragione dei buoni risultati economico/finanziari che i lavoratori di TotalErg continuano a contribuire a raggiungere”.

Per questo hanno chiesto al ministero di intervenire. L'incontro era previsto per ieri ma è stato rinviato su richiesta della società. Perché un tavolo aperto al Mise, tra l'altro, c'è già. È stato istituito lo scorso 19 dicembre presso la direzione per la politica industriale (che si occupa di crisi e vertenze). Si tratta di un “tavolo tecnico permanente per monitorare il processo di cessione”, per “verificare che sia coerente con gli interessi del Paese e degli occupati”. Un'iniziativa cui lo scorso dicembre TotalErg aveva reagito con un certo fastidio, definendo l'oggetto della riunione “privo di fondamento” parlando di “interferenza” e possibile “indebita turbativa” al processo di cessione – posizione peraltro non condivisa dal direttore generale Giampietro Castano che presiede il tavolo.

Non è dato sapere le ragioni del rinvio. Certo è che si fanno sempre più insistenti le voci di un prossimo accordo con il Gruppo Api, unico rimasto in trattativa. Accordo che però sarebbe tutt'altro che semplice, per via del ruolo dei fondi e delle banche e per via dell'assetto della nuova società che verrebbe a nascere. Non si tratterebbe tanto di un'acquisizione da parte di Api quanto della nascita di un soggetto del tutto nuovo in cui lo “stampo” sarebbe piuttosto quello di TotalErg.
Venendo a Esso, alla notizia del “tavolo degli acquirenti” convocato dal ministero dello Sviluppo economico per la prossima settimana (su pressione delle associazioni dei gestori) si affianca la prossima scadenza del perfezionamento della cessione del maxi pacchetto a EG Italia (Intervias), prevista tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre. Un passaggio molto delicato non solo per i circa 80 lavoratori che da Esso dovrebbero passare alla nuova società, ma anche perché Esso è riconosciuta universalmente come partner dall'affidabilità indiscussa, e il subentro di nuovi operatori (EG Italia in primis) viene vagliato attentamente da tutti i soggetti coinvolti. Insomma, il rischio che molti paventano è di un abbassamento degli standard generali di tutto il sistema.

“Il settore della distribuzione dei carburanti – si legge in una nota sindacale dello scorso 21 settembre in merito alla vicenda TotalErg – è in una fase di profonda ristrutturazione, sia nei carburanti per autotrazione che per riscaldamento, ed i nuovi soggetti che si stanno sostituendo alle grandi società petrolifere non sembrano avere la capacità di dare nel tempo le stesse garanzie di relazioni industriali cui questo settore è abituato e per cui ha lottato”. Un timore che non riguarda solo le relazioni sindacali ma tutti gli standard. Non ultimo la sicurezza degli approvvigionamenti e la garanzia della legalità.
Benvenuti dunque i tavoli ministeriali, ma benvenute anche le soluzioni che, in assenza di “soggetti guida” offrano affidabilità a tutto il sistema. Un tema che sicuramente sarà al centro anche della manifestazione Oil&nonOil in programma a Roma la prossima .

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

Commenti (8)
  • OLEOBLITZ  - stiamo alla finestra

    povera rete carburanti...tutti scappano e chi può si salva, non era meglio una vera e severa ristrutturazione senza più rinvii e proroghe di nessun tipo ??? un bel ripulisti generale ed un snellimento del numero impianti...invece guerra totale e di nuovo tante incertezze....mah!!!

  • pippo

    Ma cosa dovremmo fare ,disperarci perche la erg o total o esso se ne vanno ,la shell è gia fuggita ,andatevene ,per quanto mi riguarda di danni ne avete fatto a sufficienza e portatevi appresso anche i vs tirapiedi .Quelli che arriveranno non potranno far peggio di voi , ci avete ridotto alla fame ,indebitati e umiliati ,peggio di cosi .Anzi a dirla tutta : andate a far in .......

  • Anonimo

    chissà perchè per Totalerg è tutto infondato, qualsiasi discorso o quesito è sempre infondato in fatto e di diritto. FORSE A PARLARE E' SEMPRE LO STESSO LEGALE!
    Vi è da dire che è stata una mazzata un pò di tutte le compagnie perché secondo me tutti hanno provato ceffoni con l avvento degli impianti selfizzati, con l abbattimento dei margini. LE VACCHE GRASSE SONO FINITE!
    SE FOSSE SALTATO QUALCHE MANAGEMENT IN TEMPI NON SOSPETTI SI ERANO SALVATI IN MOLTI.
    NON MI DISPIACE INVECE SE TUTTI I CAPI AREA E GLI ACR COMINCINO A RODERSI IL c**o, ANZI PREFERIREI VEDERLI CACATI SOTTO ANCHE PERCHè SONO STATI LORO A METTERCI LA FACCIA E CONVINTO I Gestori A FIRMARE CONTRATTI CAPESTRI FINGENDO CHE COSì SI SAREBBERO SALVATI! ADDIO Gestori ADDIO COMPAGNIA ADDIO DIPENDENTI TOTAERG LA COLPA è DI TUTTI!

  • Anonimo

    Purtroppo il sindacato che dovrebbe trattare per nostro conto, per i nostri interessi è ormai integrato nel meccanismo clientelare che ha distrutto tutto. Non vanno al governo o dalle compagnie a trattare i nostri interessi, ma vanno proni a mendicare, scongiurare, ringraziare e salutare.. La nostra categoria è la più sfruttata in assoluto e quella con il maggior rischio di impresa. Rischio che ci accolliamo tutto noi, come fossimo al casinò. Abbiamo "puntato" i nostri soldi su questo lavoro e perfino firmato assurde fideiussioni, proprio come fanno al casinò, quando hai perso tutto e nella speranza di recuperare vuoi continuare a giocare,per farlo qualcosa devi impegnare.. Ci hanno illuso e poi derubato imponendoci margini sempre sempre più iniqui e portandoci a vendere sempre meno volumi. quei volumi che loro stessi parallelamente vendevano e vendono, alle pompe bianche. Per anni ci hanno sfruttato e hanno giocato con i nostri soldi, li hanno fatti fruttare bene, in tanti modi.. basti pensare all'introito che hanno con la valuta (i pagamenti delle accise allo stato non li fanno a 5gg ma a trenta, o forse anche più) e noi " poveracci" a combattere ogni giorno sul piazzale per un pezzo di pane, con tutti i rischi che sono tanti, a nostro carico. Infine ciliegina sulla torta non gli bastava vendere prodotto alle pompe bianche e allora hanno venduto anche noi!! Ma ancora una volta guadagnandoci bene distributori chiavi in mano con le fideiussioni del " scusate" c******e del Gestore tanto comunque no sa dove andare.. cosa fare.. e spesso come pagare i suoi debiti. La nostra professionalità regalata ai retisti aguzzini che fanno pure la voce grossa, derubandoci ancora più di prima!! Non si può mediare con questa gente ne tanto meno con il governo, per avere cosa? elemosina? la strada doveva essere quella della "guerra". Il sindacato, per esempio nel caso Esso, doveva intervenire con determinazione, doveva pretendere i diritti dei Gestori, congruamente retribuiti e sicuri anche per il futuro. Cosa dovevano fare i Gestori Esso, consegnare tutti le chiavi! ditemi voi cosa avrebbe venduto Esso senza Gestori? Poi qui, c'è da dire che i furbetti Esso hanno messo in opera il loro sistema ben studiato, "grossista con marchio", tradotto,guadagnare sul guadagno. Infatti guadagnano sulla vendita degli impianti e poi ancora per n anni sulla vendita del prodotto.In Esso poi,secondo me hanno ragione, sono convinti che il loro marchio negli impianti ceduti, resterà per sempre.. cosi come naturalmente il loro guadagno. Noi con 2 cent che ci da il retista, cosa ci facciamo? Ditemi voi cosa vogliamo fare, sperare nel sindacato?

  • Anonimo

    SONO I SINDACATI CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI CON LE COMPAGNIE, CON IL GOVERNO, LEGGE 32/98 (SOTTOLINEO LEGGE) E SUCCESSIVE O SBAGLIO ??? ALLORA PERCHE' NON LE FANNO RISPETTARE??

  • Anonimo

    E' TUTTA UNA PRESA PER IL C..O? SE C'E' UNA LEGGE SI FACCIA RISPETTARE!!

  • Anonimo

    SE NON PAGHIAMO I NOSTRI DIPENDENTI COSA CI FA IL SINDACATO..
    ALLORA PERCHE' PRIMA LE COMPAGNIE E ORA I RETISTI CON NOI FANNO QUELLO CHE VOGLIONO ? PERCHE' IL SINDACATO NON INTERVIENE??

  • Anonimo

    Non cercavo approvazione, sono semplicemente stufo di leggere le solite polemiche sterili. Ogni tanto leggo queste pagine ma è la prima volta che ho scritto qualcosa.
    Quello che ho scritto é tutto vero, alla luce del sole. Se disapprovi con il pollice verso, mi piacerebbe sapere il perché.

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