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Gli ipermercati fanno il pieno. Di benzina e polemiche

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conad imolaCresce la rete dei brand della grande distribuzione dove il carburante costa meno. Gli automobilisti esultano ma i gestori tradizionali protestano
BOLOGNA.«Non chiamatela benzina low-cost», mette in chiaro Alberto Moretti, direttore marketing di Conad.

La catena di supermercati festeggia a novembre i dodici anni di un prodotto che c'entra poco con latte e mortadella, ovvero le stazioni di servizio che vendono carburante a prezzi più bassi rispetto ai giganti del petrolio.

Sette, otto, talvolta nove centesimi in meno al litro, quattro o cinque euro a pieno. «Ma la qualità della benzina è elevata come quella di tutti gli altri distributori» precisa il manager. Gli automobilisti sono contenti, come dimostrano i bilanci, i benzinai tradizionali molto meno. «I più piccoli rischiano di morire perché non possono applicare certi sconti», avverte Martino Landi, presidente della Faib-Confesercenti, che rappresenta 10 mila gestori in tutta Italia.

I numeri, allora. Conad ha 37 impianti da nord a sud ed eroga 400 milioni di litri l'anno tra verde, gasolio, gpl e metano. Dal 2005 a oggi l'azienda calcola che il beneficio per gli automobilisti è stato in media di 8,6 centesimi di euro al litro «pari a 137,6 milioni di euro complessivi» risparmiati. Uno degli altri grandi concorrenti, al banco frigo come alla pompa, è Coop. E anche lì il contagiri non si ferma. Carburanti 3.0, costola del colosso della grande distribuzione, conta 24 stazioni di servizio (più 3 da aprire nel 2017), 300 milioni di litri erogati all'anno, 390 milioni di euro di fatturato. Se si considera tutta la benzina a marchio Coop distribuita in Italia, si arriva a 34 stazioni di servizio e a 400 milioni di litri nei serbatoi. Il risparmio c'è, basta fare due conti: 50 litri di benzina a 1,66 euro per litro costano 83 euro.Togliendo 8 centesimi al litro (sarebbe lo "sconto"), il totale è 79. Ma come si fa a garantire questo risparmio? Stefano Dalla Casa, direttore generale di Carburanti 3.0, spiega: «I nostri impianti sono vicini ai centri commerciali, zone molto trafficate dove si punta sugli alti volumi, così da poter mantenere i prezzi più bassi. Su questo c'è un'attenzione maniacale: il nostro obbiettivo non è il massimo guadagno ma il giusto prezzo. La benzina viene comprata dalle compagnia petrolifere tradizionali: Eni, Esso, Api. Il prodotto è sempre lo stesso».

Per Moretti, invece, «la politica resta quella di garantire benefici ai clienti. Contano gli impianti più nuovi, l'efficienza gestionale e una filiera di approvvigionamento corta». Tutti contenti? Non proprio. Martino Landi rincara la dose: «L'operazione è lecita, ci mancherebbe. Ma vorrei che questi colossi avessero il coraggio di aprire impianti anche nella rete ordinaria e non solo vicino ai centri commerciali. È un'anomalia del sistema: le compagnie petrolifere vendono prodotti anche a terzi e chi ci perde? I gestori tradizionali degli impianti, che rischiano di estinguersi perché non possono abbassare i prezzi in questo modo, nemmeno se azzerassero i guadagni».

Fonte: IL Venerdi di Repubblica

Commenti (5)
  • anonimo

    sono un Gestore con un impianto IPERCOOP ad un paio di Km dal mio distributore. Posso dire che, almeno sul gasolio, la mia compagnia applica un prezzo piu' alto rispetto a loro, di soli 3/4 cent. Un prezzo piu' che giusto secondo me. Eppure la gente ( a 3 cent/LT su 50 lt risparmia 1,5 euro ) continua a fare la fila all' IPERCOOP. Per non dire che 200mt prima da loro c'e' un impianto a colore che applica 1/2 cent in piu'.
    Anche loro sono sempre vuoti...
    Che dire, contro l' ignoranza della gente è una guerra persa in partenza...

  • OLEOBLITZ  - ma quante menate...

    evviva la concorrenza...ma chiediamoci una semplice cosa...il Conad e le varie coop hanno o no raffinerie ....petroliere e depositi costieri ????? hanno o no oleodotti...terminal carburanti...hanno o no una logistica di approvvigionamento estero di prodotti petroliferi.....???? ebbene rispondete a codeste cose.... :grin e si aprirà un mondo di balocchi e dolciumi dove NOI Gestori (quelli rimasti) non partecipano MAI se non con pochissime briciole..... :grin

  • anonimo

    Il sig.Landi ha scoperto ancora l'acqua calda.
    Dopo l'apertura dei primi impianti Enercoop un sindacalista faib sosteneva che questi si rifornivano dall''estero.
    Ormai tutti sanno che si servono dalle petrolifere e che hanno addirittura precedenza assoluta sugli scarichi ai Gestori degli impianti di loro proprietà di queste ultime.
    La realtà è questa Sig.Landi.
    Domanda:
    Quali contromisure propone per tutelare gli interessi dei suoi iscritti?

  • Alex

    Continuare a sforzarsi per cercare di dare una ragione a quello che non c'è può essere anche un offesa a quei Gestori che hanno sempre lavorato sottopagati per l'impegno avuto. Questi colossi non potranno mai risparmiare più di quanto risparmia il Gestore, perché se al margine del Gestore togliamo tutte le spese a suo carico, dove il Gestore le controlla accuratamente possiamo sicuramente dimostrare che queste grandi catene commerciali spendono molto di più di quando costa un Gestore solo con la normale conduzione del impianto.
    Il prezzo inferiore che questi colossi riescono ad applicare dimostra che il prezzo praticato dalle compagnie non è mai stato un prezzo giusto, ma sempre maggiorato e che le inutili campagne promozionali sono sempre servite per giustificare un prezzo praticato maggiore di quello che doveva essere.
    Tutte queste distorsioni di prezzo offuscate da campagne promozionali, ha fatto sì che il cliente si è letteralmente stufato di essere raggirato da promozioni dove l'unica certezza è :
    che lui è il perdente.
    Questa e la ragione perché a parità di prezzo il cliente sceglie nuovi impianti dove è libero di spendere come meglio crede senza vincoli.
    Mentre se nella filiera delle grandi compagnie c'è uno spreco di risorse che aumenta il prezzo finale, quello va ricercato fra tutti quegli elementi inutili e improduttivi che non servono, ma che hanno pur sempre un costo per l'azienda. Basta osservare quanti alberghi, quante auto a noleggio, quanti rimborsi fanno per controllare un prodotto venduto che non è più di proprietà, poi la stessa cosa lo confrontano che le grandi catene e si rendono conto che il Gestore con un prezzo alto alla vendita fa la fame e le grandi catene con un prezzo basso guadagnano tanto senza inventarsi la barzelletta dei volumi. La pompa bianca nelle mie vicinanze ha 8 centesimi di margine con una differenza con il mio iperself di 6 centesimi.

  • Anonimo

    Ringraziate il nostro caro compagno Bersani. Figlio di un benzinaio. È lui che ha liberalizzato il settore, ma ha fatto di più, i supermercati iper ecc. in deroga alle norme urbanistiche possono aprire senza problemi un distributore affianco al loro supermercato, addirittura nel parcheggio di pertinenza. Quanti regali ci fanno questi compagni che dovrebbero difendere i lavoratori e i più deboli.

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