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Il fardello collettivo dei carburanti

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Staffetta Quotidiana - Nel confronto tra gestori e UP sui contratti
di Gabriele Masini - Il confronto si era arenato da diversi mesi. La nuova tipologia contrattuale, il contratto di commissione, proposta dall'Unione petrolifera alle associazioni dei gestori era sul tavolo da tempo. Giovedì il confronto è ripartito.

I vertici delle associazioni si sono incontrati per far ripartire la macchina. I problemi sul tappeto restano tanti e le soluzioni tutt'altro che facili. Il rischio è di essere ancora una volta superati da una realtà le cui dinamiche sembrano andare avanti più o meno incontrollate.

Negli ultimi anni il settore ha subito un'accelerazione impressionante su diversi fronti. Tanto che da entrambi i lati del tavolo, pur essendoci molte delle persone che c'erano dieci anni fa, le esigenze sono radicalmente cambiate. Tanto da diventare irriconoscibili. O indecifrabili.

Di società petrolifere verticalmente integrate che coprono l'intera filiera c'è ormai solo Eni. Le altre, tra chi perde i punti vendita e chi le raffinerie, si sono tutte più o meno “ritirate”.

Dall'altra parte il modello di gestione che sembra andare per la maggiore è quello del ghost “presidiato” da benzinai improvvisati e certo non inquadrati. Mentre nei rapporti con i retisti la diversificazione dei contratti sembra una realtà che è andata ben oltre il primo e per ora unico nuovo contratto tipizzato. E sono in molti a utilizzare le modalità più diverse.
Insomma, per sedersi al tavolo e avviare (e concludere, magari) un confronto costruttivo è prima necessario capire chi si è, chi si rappresenta. E quindi quali sono le istanze irrinunciabili e quali quelle che, per un semplice confronto con la realtà, vanno accantonate.

A prescindere dalle analisi sul settore, sulla politica, sulla Strategia energetica nazionale, è dunque importante non dimenticare il lavoro che si è chiamati a fare. Curare le relazioni industriali, portare a casa risultati. E, perché no, far funzionare quei corpi intermedi che sono stati negli ultimi anni additati spesso come il male assoluto. Una condanna spesso giustificata proprio dal fatto che i tradizionali meccanismi di mediazione si erano inceppati, soprattutto perché incapaci di guardare la realtà per quello che era.

Chi sta conducendo questa trattativa ha quindi sulla spalle anche una piccola parte di questo fardello collettivo. Oltre ad avere la responsabilità di “governare” un settore strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti.
Certo, chi deve esaminare al realtà deve fare i conti con la lente aberrante dell'illegalità. Una variabile impazzita che condiziona la percezione e perverte qualsiasi scelta. Offerte e transazioni sospette continuano più o meno come prima. Magari con l'interposizione di società “schermo” affidabili tra il fornitore “primario” e il distributore finale. Questo mantiene in vita impianti altrimenti destinati alla chiusura, colpisce gli operatori che lavorano seguendo le regole, falsa i prezzi. L'indagine della Procura di Venezia ha prodotto qualche risultato nel Nordest ma il resto del territorio continua a essere abbandonato a se stesso. La soluzione ancora non c'è.

Infine, la prossima settimana riprende il cammino del ddl Concorrenza. Dentro (c'è da ricordarlo, visto che è passato tanto tempo dall'ultima volta) c'è anche la razionalizzazione della rete carburanti. Un provvedimento che, se mai andrà in porto, rischia di nascere già vecchio.

Nel lungo documento unitario delle presidenze/segreterie dei sindacati dei gestori diffuso nella serata di giovedì, a valle dell'incontro con UP, si parla un po' di tutto. La novità più importante è forse nell'ultima pagina: tra le linee guida nel breve termine c'è “la definizione di nuovi istituti contrattuali, di fatto una loro liberazione” per svecchiare una “filiera rigida”.

Il prossimo appuntamento tra UP e gestori è il 16 marzo. Per tutto il settore c'è da augurarsi che un punto di incontro si trovi.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

Commenti (4)
  • bigboy

    solo parole in un mondo che non ci riconosce più............

  • Kazunori

    Sono off topic ...scusate,qualcuno ha provato ad entrare nel sito Cipreg ?? io non riesco ad entrare , dovrebbe uscire l'estratto conto aggiornato in questi giorni.

  • Alex

    Un tempo il contadino era un soggetto dalle scarpe grosse ed il cervello fino.
    Però come accade nei migliori racconti, in un paese c'era uno particolarmente avido, che ogni giorno diminuiva la razione di cibo al proprio asino, in modo da monetizzare il più possibile il suo lavoro.
    Passano i giorni ed il povero somaro si lamentava in continuazione per l'appetito fino a quando una mattina il contadino non sente il lamento del somaro corre nella stalla convinto di essere riuscito ad abituare il somaro a vivere senza nutrirsi, ma il somaro era morto .... quando si era abituato al digiuno è morto.

  • anonnimo

    Scenario ideale per le petrolifere rimaste per imporre ai Gestori rimasti condizioni ancora peggiori.
    Con la Triade a pronta a sottoscrivere.
    Non si sono mossi prima quando le petrolifere mettevano in atto le loro politiche distrittuve della figura del Gestore,figuriamoci adesso che la frittata è fatta.

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