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I nuovi assetti del 'Petrolio Italia'

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raffineria totalStaffetta Quotidiana - Gabriele Masini - La conferma forte e chiara di Esso sull'intenzione di restare nel mercato italiano; l'improvviso addio di Rosneft a Saras; il faticoso avanzamento del processo di vendita di TotalErg.

I fatti di questi giorni che riguardano protagonisti di primo piano del settore petrolifero italiano stimolano alcune considerazioni sui nuovi assetti del Petrolio Italia e sul ruolo che la trasparenza e una comunicazione efficace possono giocare nel rilanciare un settore ancora vitale per il Paese – a partire dal fatto che petrolio e derivati sono ancora la prima fonte energetica nazionale.

Più volte negli ultimi mesi, anche in pubblico, si era fatta avanti la voce di un prossimo disimpegno totale di Esso dal mercato italiano. Per un po' di tempo la società ha preferito non commentare. Questa volta, sollecitata da un comunicato delle associazioni dei gestori, ha risposto con tono forte e chiaro. Un intervento che ha fatto piazza pulita di illazioni e indiscrezioni (a volte anche interessate), ristabilendo un ruolo e una “presenza” anche a livello simbolico.

Una conferma che è mancata nella vicenda Saras-Rosneft. È rimasto senza risposta il brusco comunicato con cui i russi, dopo le anticipazioni di stampa, hanno dato notizia dell'avvenuta vendita del pacchetto azionario. E con cui hanno tenuto a precisare che l'intenzione iniziale era di acquisire una quota di controllo, poi sfumata per via delle sanzioni. Certo, la nota di Rosneft va presa con le molle: la plusvalenza realizzata con la vendita potrebbe essere da sé un ottimo motivo per uscire, e il riferimento alle sanzioni un ennesimo “messaggio” a Europa e Stati Uniti sulla perniciosità della politica delle sanzioni.
D'altro canto, la mancanza di una conferma forte e chiara dell'interesse da parte dei Moratti a mantenere il timone dell'azienda di famiglia lascia oggettivamente spazio a ipotesi e scenari diversi.

Quanto a TotalErg, le indiscrezioni si susseguono da cinque mesi, mercoledì prossimo ci sarà una prima scadenza, cui ne seguiranno diverse altre, per un processo complesso che richiederà ancora diversi mesi per concludersi.

Alle associazioni dei gestori va dato il merito di aver sollevato pubblicamente la questione del “significato” di questa vendita e di avere offerto l'occasione per aprire un dibattito. Faib Fegica e Figisc hanno manifestato la preoccupazione che i possibili acquirenti abbiano intenzioni sostanzialmente speculative. È davvero un male che, come sembra, siano soprattutto fondi di investimento a essere interessati all'acquisto di TotalErg? Quali sarebbero gli effetti positivi, quali quelli negativi? È sensato dire, come fanno i sindacati, che l'eventuale ingresso di fondi sarebbe una porta aperta al dilagare dell'illegalità?

Il richiamo alla presenza di società “sane”, forti e “integrate”, espresso di recente dal presidente UP Spinaci, troverà un riscontro nell'evoluzione del settore – a partire dalle “sue” stesse società?

Dentro TotalErg c'è, oltre alla rete di distribuzione e al business del Gpl, anche la logistica primaria (l'ex Raffineria di Roma in primis) e una quota della raffineria Sarpom. Che conseguenze avrebbe una eventuale “disintegrazione”? È opportuno che su questo si sviluppi un dibattito?

In ogni caso, dal nostro punto di vista è opportuno che su tutte queste questioni ci sia la massima chiarezza. Per farlo serve fiducia nel ruolo della comunicazione, nella sua capacità di creare una cultura, di intermediare e di creare valore aggiunto attraverso la trasparenza.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

Commenti (4)
  • Anonimo

    La ESSO vuol confondere le idee a tutti, io dico che vendendo ai grossisti gli impianti vuol dire uscire da mercato di vendita al minuto, e se permettete a noi questo interessa.

  • Anonimo

    Come mai questo interesse del sig. Gabriele Masini di dire che la ESSO Ha dato una risposta forte e chiaro?

  • pippo

    La risposta forte e MOLTO chiara della esso e totalerg é :vendiamo i P V ,ci teniamo la materia prima ,tanto da noi devono venire ,ci leviamo dalle palle i P V ,i Gestori ,IL sindacato ,le rotture di palle ,si scannino tra retisti e GDO ,chi sa nuotare nuota ,gli altri a picco ,tanto mica colpa nostra se chiudono .questo e il futuro a iniziato eni e oggi molti la seguono .Gli unici che hanno le idee chiare sono i nuovi arrivati :spremere il mercato spendendo sempre meno e guadagnare il piu possibile ,tutto il resto é solo fufa

  • Moreno Parin  - come spiegare bene un concetto

    Ottimo pippo, quattro righe molto chiare, e spero che nessuno ti dica di non aver capito il concetto, bravo

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