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Api compra le stazioni TotalErg

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Erg è il 1 gruppo francese Total cedono le proprie 2.600 stazioni di servizio al gruppo Api. Il valore complessivo dell'operazione su TotalErg, comprese le cessioni di asset avvenute negli scorsi mesi, sarebbe attorno agli 850 milioni di euro.

Arriva così a compimento un lungo processo, durato diversi mesi nel 2017, all'interno del quale Erg e Total, proprietari della joint venture TotalErg, hanno progressivamente ceduto la loro società tramite un break-up delle attività: cedendo prima la divisione gas «lpg» al gruppo Ugi Corporation, poi l'energy service company Restiani al fondo Ambienta.

Al contrario il perimetro dell'operazione siglata ieri con Api varrebbe circa 750 milioni di «enterprisevalue» e comprende circa 2.600 stazioni di servizio della rete, il polo logistico di Roma ed il 25,16% della raffineria di Trecate. All'interno della transazione la divisione lubrificanti resterà alla francese Total tramite il riacquisto dell'asset.

L'operazione verrà effettuata da Api con un ricorso alla leva finanziaria grazie a un prestito da 640 milioni di euro(a medio-lungo termine) che verrà concesso da un pool di einque banche : Unicredit, Ubi, BancoBpm, Banca Popolare di Sondrio e Bper. Il prestito servirà ad Api a rifinanziare il proprio debito e a fornire le risorse per l'acquisizione.

Del resto, Api nel corso dell'asta ha provato in diversi modi a trovare i capitali necessari: tanto che, all'inizio, era stata ventilata un'alleanza con un private equity, poi sfumata. Tuttavia il ricorso al finanziamento bancario è stato reso possibile da una serie di fattori: da una parte la riduzione del perimetro di vendita, dopo la cessione della divisione gas «lpg», della energy service company Restiani e anche dopo la decisione di Total di tenersi la divisione lubrificanti. Dall'altra parte, ha influito la redditività del settore: che sta andando bene a livello macro economico e sta riacquisendo marginalità.

Il nuovo gruppo disporrà di oltre 5.000 punti vendita su tutto il territorio nazionale, dell'attività delle raffinerie di Falconara Marittima e di Trecate, e di una logistica distribuita sia sul Tirreno sia sull'Adriatico.

Sulla base dei risultati aggregati del 2016, la nuova realtà dovrebbe raggiungere un fatturato pari a circa 6 miliardi di euro. Come quota di mercato si posizionerà vicino ad Eni nel «downstream». C'è da dire che per l'integrazione e per le sinergie saranno necessari ad Api tra i 18 e i 24 mesi.

L'efficacia dell'operazione, il cui closing è atteso entro il 31 gennaio 2018, è condizionata all'approvazione dell'Antitrust. Se, invece, la transazione si guarda sul versante della sola Erg, l'importo complessivo che lasocietà genovese incasserà per l'equity value dalla transazione (comprese le due cessioni precedenti nel gas e nell'energy service) è pari a 273 milioni di euro.
«Si tratta di un'operazione industriale, che ha un carattere strategico sia per il nostro gruppo, che rafforzala posizione sul mercato e la propria capillarità sul territorio nazionale, sia per l'evoluzione futura dell'intero settore italiano dei carburanti e della mobilità» indica il presidente di Api, Ugo Brachetti l'eretti.

Per Luca Bettonte, amministratore delegato di Erjj, «questa operazione segna la definitiva uscita del gruppo Erg dal mondo oil e ci permette di rafforzare ulteriormente la capacità finanziaria al fine di proseguire il nostro percorso di crescita nelle rinnovabili»

«Continueremo a crescere nelle rinnovabili all'estero e in Italia-spiega il presidente di Erg, Edoardo Garrone -. Entro la primavera, presenteremo il nuovo piano e la liquidità incassata farà parte del nuovo piano. In particolare, entreremo per la prima volta nel settore fotovoltaico. Per quanto riguarda la cessione delle stazioni di servizio ad Api, credo sia stata positiva per tutti: noi siamo una società italiana, che ha seguito un'altra strada, ed è una soddisfazione vedere un'altra famiglia italiana diventare uno dei primi operatori del settore oil assieme ad E ni».

Advisor dell'operazione sono stati Rothschild, Hsbc e Dia Pipcr per conto dei venditori, mentre Uni-credit eBonelliErede per Api.

Fonte: IL Sole24 Ore

Commenti (8)
  • Kazunori

    Almeno sappiamo di che morte morire... :grin

  • pippo

    Il succo del tutto e che l ennesima societa estera fugge dall italia ,restano societa italiane indebitate fin sopra i capelli ,in un prossimo futura le stesse venderanno spacchettando i P V ,dandoli in pasto ai cannibali di turno ,rientreranno dei debiti , si terranno le raffinerie ,e noi poveri coglioni rimarremo alla finestra .
    Non vedo scritto nulla sulla tutela dei lavoratori o dei Gestori dal futuro colosso della distribuzione ,come non sento nulla dal sindacato .

  • Anonimo

    pensiero .......... visto che le societa' vendono il servito con un delta rispetto al self che varia tra i 17 e i 33 centesimi perché poi i SINDACATI E LE COMPAGNIE DICONO CHE NON CI SONO CENTESIMI PER IL Gestore COSI' DA ADEGUARE IL MARGINE? RAT

  • pippo

    Perche il Gestore é un peso ,la categoria al 90 % è composta da gente senza le palle incapace di fare 1+1 se non ha qualcono che lo fa per loro ,non ha una guida ,e anche se ce l avesse ora mai è tardi .il sindacato Gestori è fallito non ha interlocutori
    Quindi parlare di adeguare i margini quando non vedono l ora di eliminarci ,e come se un dipendente ti chiedesse un aumento ,mentre tu vorresti se ne andasse

  • OLEOBLITZ

    un pensiero piccolo piccolo.....tutti scappano dall'Italia e dal mercato italiano...mentre API acquista indebitandosi dei debiti già esistenti....che strano!!! credono in un mercato allo sfacelo....eppure se ENI ed API si alleano....sbaragliano tutti i piccoli retisti e varie pompe bianche, che sia un disegno misterioso??????

  • Kazunori per Oleoblitz

    Ciao Oleo ...io non mi farei grandi illusioni per quanto riguarda i Gestori,qualsiasi cosa verra' avanti non vedo grandi benefit per la categoria...putroppo :upset

  • Anonimo

    Risposta a pippo , come mai all ora a me ed a miei amici Gestori continuano a rinnovare i contratti ? mi sa che gli seviamo eccome , solo che se non reclamiamo chiaramente l aumento non arriva, come per tutte le categorie di lavoratori , non possiamo aspettarci il primo passo dal PADRONE. RAT.

  • pippo

    Io non auspico la fine dei Gestori ,anzi !!! fosse per mè metterei fuorilegge tutti quei contratti da caporalato e obbligherei a : un p v un Gestore .
    Purtroppo vedo sempre piu pompe bianche e Gestori sostituiti da dipendenti o self .Saluti

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