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Api vola verso la rete di TotalErg

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api totalergLa fotografia finale ci sarà prima di Pasqua ed è destinata a spostare pesi e misure nella classifica delle oltre 21 mila stazioni di servizio in Italia. Gli advisor Rothschild e Hsbc hanno infatti fissato la settimana che inizia con lunedì 10 aprile come termine massimo per ricevere le offerte vincolanti (cioè con l'impegno finanziario) e chiudere così la partita della vendita di Total Erg, la jointventure tra i francesi del gruppo petrolifero Total che detengono il 51% e il restante 49% che fa capo al gruppo Erg della famiglia Garrone.


Ultimi giorni quindi per disegnare geometrie e valori. In campo, i candidati all'acquisizione che stanno ultimando la due diligence sul quarto operatore delle pompe di benzina con l'11% del mercato e 2.600 stazioni di servizio. La pattuglia include i fondi di private equity, alcuni dei quali hanno però già lasciato il campo per concentrarsi su altre operazioni. È il caso di Cariyle e di Apax. Anche Terra Firma non sarebbe più in partita.

Tra gli operatori industriali, la più convinta è Api, l'azienda della famiglia Brachetti Peretti, già protagonista dieci anni fa della prima ondata di consolidamento sul mercato dei distributori con l'acquisto dall'Eni della rete Ip. All'appuntamento con le offerte impegnative si presenterà da sola. Ma è chiaro che l'investimento è di taglia (le stime parlano di un valore di partenza attorno a 600 milioni) e richiederà l'appoggio di un partner finanziario. Il nome più gettonato è Advent (ma sullo sfondo lavora anche Apollo).

Se si farà, l'operazione potrebbe condurre nel medio termine a ridisegnare anche gli assetti proprietari del gruppo guidato dal presidente esecutivo Ugo Brachetti Peretti. Secondo lo schema tracciato, infatti, l'investitore che sarà scelto dal gruppo per suggellare l'alleanza dovrebbe poi entrare nel capitale della Api, anche con una quota molto corposa che lascerebbe in ogni caso il comando alla dinastia. Ma aggiungerebbe forza e mezzi alla società che si è già candidata come polo aggregante nel riassetto delle stazioni di servizio in Italia, rimasta il mercato più sovraffollato in Europa, con margini compressi che impongono una razionalizzazione.

Proprio all'inizio del 2016 Api infatti aveva deciso di sciogliere l'alleanza nelle rinnovabili con Iberdrola riportando al centro della strategia del gruppo la più tradizionale attività legata alla lavorazione del greggio e alla distribuzione di prodotti raffinati con la rete a marchio Ip. Se prenderà TotalErg, Api arriverà a 5.700 distributori e prenderà il posto di numero uno fin qui occupato dall'Eni (circa 4.500 punti vendita) e potrà continuare il progetto di inserire a fianco della benzina i combustibili alternativi (metano ed elettricità).

Fonte: L'Economia

Commenti (6)
  • anonimo

    I Rothchild,ancora loro di mezzo.Insieme ai Rockfeller comandano il mondo e rovinano milioni di famiglie.

  • OLEOBLITZ  - buona fortuna

    a tutti i Gestori (rimasti) Totalerg....buona fortuna di cuore e coraggio ragazzi e ragazze del piazzale e addio sogni...se avessero veramente razionalizzato la rete anni e anni fa tutto questo non sarebbe successo!!! rete snella e poche pippe..... :grin

  • Anonimo

    con i 0,003 che ruba ai Gestori non rispettando i contratti nazionale si compra la totalerg.
    ip bologna

  • Kazunori

    Per me ex IP ai tempi d'oro e' un ritorno a casa... :) bisogna vedere nel frattempo come e' cambiata la casa in tutti questi anni... la vedo grigia :grin :grin

  • mario api ip

    ai tempi d'oro anche nella povera e vecchia api si stava benissimo , oggi non ci sono regole e ne utili per i Gestori ,
    ma solo interessi per la compagnia , chiunque sia .

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