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Martedì, Oct 24th

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Petroplus si arrende: non trova l'accordo con i creditori

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Il gruppo petrolifero con sede in Svizzera non trova l’accordo con i creditori - L'insolvenza colpisce cinque raffinerie in diversi paesi europei - Il settore è in difficoltà in tutto il vecchio continente a causa del rallentamento dei consumi, a cui non si è accompagnato un ribasso dei prezzi del greggi.

petroplus1Petroplus, il maggior raffinatore indipendente europeo, si avvia verso il fallimento.

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Crisi della raffinazione: si ferma Petroplus

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petroplusPetroplus,  raffinatore petrolifero indipendente europeo con sede a Zurigo, ha reso noto nei giorni scorsi che a fine dicembre le banche hanno congelato la linea di credito di un miliardo di dollari ritenuta "indispensabile" per poter operare . Il gruppo svizzero, che si trova in stato di crisi a causa della sovraccapacita' che esiste in Europa nel settore

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La crisi della raffinazione è sistemica

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raffineria-eni-livorno260II settore della raffinazione vive una crisi "sistemica". Per questo è necessaria una precisa "programmazione energetica". Ma anche creare un sistema più avanzato di relazioni industriali "rafforzando e modernizzando la struttura della contrattazione collettiva nazionale". A parlare è il presidente di Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, nel corso di un convegno ieri a Roma dedicato al tema della "Produttività e negoziazione al tempo della crisi" organizzato da Confindustria Energia.

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Ies a rischio fermata tra 5 giorni

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iesLo sciopero dell'Eni di Marghera mette in crisi la raffineria. L'azienda: autonomia solo fino a martedì

Alla Ies cresce l'allarme per le ricadute dello sciopero di sei giorni all'Eni di Marghera, lo stabilimento che garantisce gli approvvigionamenti di strada Cipata: "Se le attività non riprenderanno il primo novembre con il ripristino della fornitura, la raffineria sarà costretta a fermare i propri impianti" fa sapere l'azienda.

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L'allarme dei petrolieri De Vita: 4-5 raffinerie ormai vicine alla chiusura

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de-vita-petroliereBarriere sui prodotti dei Paesi emergenti
Sono 4-5 le raffinerie che in Italia rischiano la chiusura sui 16 impianti oggi operanti, dopo quello di Cremona. L'Unione petrolifera, tramite il suo presidente Pasquale De Vita, lancia l'allarme: in ballo ci sono 1.500 posti di lavoro, più altri 3 mila dell'indotto. Martedì prossimo ci sarà un primo incontro con il governo.
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