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Cali Parin, un litro secondo la Cassazione... finalmente!

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Staffetta in un paio di giorni pubblica due di notizie all’apparenza contrastanti, emesse da due supremi organi dello stato, la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione, entrambe riguardano la “fisicità” dei carburanti, l’una cancella una norma regionale l’altra da ragione a un imprenditore sul rimborso dei cali.

La Corte Costituzionale ha bocciato l’articolo della legge regionale siciliana che prevedeva l’obbligo dei compensatori di volume sui distributori di carburanti, la bocciatura in sostanza deriva da una errata impostazione della norma abrogata, effettivamente la regione ha citato la normativa sulle accise per introdurre l’obbligo, in pratica ha sbagliato il riferimento normativo a supporto della norma.

Magari se si fosse fatto riferimento alla tutela dei consumatori la norma avrebbe resistito alla verifica di costituzionalità, infatti la Corte non ha dichiarato che il problema della temperatura dei carburanti non esista per il consumatore, ha detto che la norma a supporto non è quella giusta.

A dire il vero la Corte comunque un po’ di confusione l’ha fatta pure lei, affermando che l’installazione dei compensatori nei soli distributori di carburanti, ovvero nella sola fase di erogazione, sarebbe inefficace per la corretta individuazione dei volumi e, conseguentemente, del prezzo di vendita, il che è sbagliato visto che il consumatore finale sarebbe stato tutelato, al contrario del gestore che la norma siciliana non ha affatto tutelato.

La seconda notizia, fresca di oggi, riguarda una sentenza della Corte di Cassazione che dice la sua in materia di rimborso dei cali carburanti, una lite giudiziaria vecchia di ben 19 anni ma, per quanto riguarda i cali, attualissima, quindi un punto fermo nell’eterna diatriba dei cali.

Ma l’importanza di questa sentenza non è tanto il riconoscere il diritto al rimborso dei cali, che qualcuno di interessato lega sempre al rispetto delle procedure concordate o meno, come esempio vedi Eni, ma vi è una motivazione di fondo che si potrebbe definire universale, slegata da accordi sindacali e da imposizioni di procedure borboniche e da cavilli scritti chissà dove.

La Corte ha chiaramente stabilito che un litro di benzina deve essere “sempre uguale” e per far si che ciò succeda vanno applicati i dovuti correttivi che sterilizzino i fattori esterni interferenti, tradotto: va effettuata la compensazione delle temperature!

E questo secondo me è il punto fondamentale di questa sentenza, che la benzina va trattata al pari di qualsiasi altro prodotto in commercio, la certezza della quantità vale anche per i carburanti, quando mai un commerciante ti consegna 98 pezzi e te ne fa pagare 100? Se lo facesse finirebbe diritto in tribunale per frode in commercio, e perché mai per i carburanti non dovrebbe essere lo stesso?

Certo che in passato poteva essere difficile, almeno per i clienti finali presso i distributori di carburanti, fare in modo che il litro acquistato fosse sempre uguale, in peso, in resa energetica, ma non sono pochi gli anni passati da quando la tecnologia avrebbe permesso di farlo, è passata solo una generazione da quando il telefonino si vedeva solo nei film di fantascienza al vederlo in mano al mondo.

Adesso vi è una sentenza che fissa un principio di onestà commerciale, e allora mi auguro che la si smetta di rincorrere la burocrazia dei cali, il pagarli a trattativa, ma che almeno quando la differenza rientri tra il volume ambiente consegnato e il volume a 15 gradi li si paghino pronta cassa senza storie e senza indugi. Ma sarebbe meglio attivare i compensatori già presenti nella stragrande maggioranza delle autobotti.

Ma è anche ora che la stessa onestà commerciale la si applichi anche ai consumatori dotando le colonnine erogatrici dei compensatori volumetrici di temperatura, allora saranno contenti loro, altrettanto lo saremo noi gestori, forse lo saranno meno tutti quei soggetti che da sempre speculano sulle temperature mettendo in saccoccia denaro sottratto a gestori e automobilisti.

E si avrebbe pure l’effetto collaterale di “disfarci” di tutti quei verbali che la Guardia di Finanza rifila ai gestori per differenze di giacenza che nel 99% dei casi derivano esclusivamente dalle variazioni conseguenti al cambio di temperatura.

Magari sperando che per tutto questo non si debba attendere 19 anni... e poi sarebbe il caso di inviare la sentenza della Corte di Cassazione alla Regione Sicilia, così potrebbe riscrivere la norma cancellata.

Moreno Parin presidente di Gisc_Tv 

Commenti (2)
  • Nicola

    Sempre molto chiaro e onesto nelle sue spiegazioni, Sig. Parin.
    Saluti.

  • anonimo 2

    Timpani, queste sono le considerazioni da fare e io aggiungerei che oltre ad andare contro le compagnie dobbiamo in primo luogo andare contro i sindacati come descritto egregiamente dal sig. Parin ''imposizioni di procedure borboniche e da cavilli scritti chissà dove''.
    Codiali Saluti Timpani Rifletta e si faccia un esame di coscienza prolungato!

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